Rudiger: “Pavoletti tra gli attaccanti più complicati da affrontare”

Rudiger: “Pavoletti tra gli attaccanti più complicati da affrontare”

Rudiger
Rudiger esulta (Foto: Facebook ufficiale As Roma)

Antonio Rudiger è arrivato in Italia in quel di Roma la scorsa estate in punta di piedi, crescendo gara dopo gara al fianco del greco Manolas dopo un inizio non troppo semplice e pieno zeppo di critiche. Il 23enne ex Stoccarda non si è comunque dato per vinto, lavorando duramente sul campo e facendo ricredere gli scettici con una seconda metà di stagione in grande crescita. Molti a Roma ora si chiedono se rimarrà nella capitale viste anche le sirene inglesi pronte a prelevarlo per portarlo in Premier League. Lo stesso Rudiger ha parlato al portale tedesco ‘derwesten.de’ parlando a 360° ad iniziare proprio dalla sua prima annata di Serie A: “È stato un buon anno. Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere il secondo posto e la qualificazione diretta alla Champions League, ma nel complesso è stata una stagione positiva. Le critiche non mi interessano. Anche in Nazionale venivo spesso criticato, chiunque può dire quello che pensa. La migliore risposta alle critiche è stata la stagione che ho appena disputato“.

DIFFERENZE – Un Rudiger sicuro di se che ha anche espresso il proprio parere sulla differenza tra Serie A e Bundes: “Le maggiori differenze sono soprattutto di natura tattica. In Italia si pensa molto alla fase difensiva, tant’è che molte squadre adoperano il catenaccio. Se ad esempio il Bologna gioca contro la Roma, loro si mettono tutti dietro, e questo non dà certo un grande spettacolo. Nella Bundesliga invece anche squadre come il Darmstadt cercano di giocare a viso aperto, questa è la grande differenza tra i due campionati”.

BOMBER – Il centrale tedesco, convocato anche da Low per EURO 2016 ha poi parlato dei centravanti più complicati da affrontare in Serie A piazzando anche un nome a sorpresa: “Gli italiani sono molto forti fisicamente, e ci sono attaccanti molto bravi anche nelle squadre minori. Penso soprattutto a Pavoletti del Genoa, che probabilmente nessuno conosce in Germania ma che in realtà è un nome da ricordare. Poi naturalmente ci sono Higuain, Kalinic, Bacca, le stelle della Serie A. Totti invece è un’icona, un romano in tutto per tutto. Ha avuto tante occasioni nella sua carriera per andare in altri top club ma è rimasto sempre fedele alla sua squadra. Quando è entrato a San Siro, contro il Milan, ha ricevuto tanti applausi. È semplicemente un’icona del calcio italiano. Francesco è tranquillo, un leader, ma non dice mai più del necessario, piuttosto lascia parlare i suoi piedi. È un grande calciatore, sono orgoglioso di giocare con lui”.

Ancora sul calcio italiano: “In Italia si rendono conto che il loro calcio non è considerato dal mondo come prima. – prosegue Rudiger – Da una parte ciò è dovuto dalle manovre di molti club, e dall’altro dalle performance in Europa. La Serie A negli ultimi anni ha perso anche di suspense. Il Milan e l’Inter non vincono come in passato, la Juventus invece lo fa ogni anno, è diventata una sorta di Bayern Monaco della Serie A. Gli inseguitori, per lottare contro i bianconeri, non dovrebbero aver nessuno stop durante il campionato, noi invece purtroppo abbiamo avuto qualche problema contro squadre più piccole”.

FUTURO – Rudiger chiude infine con un paio di battute sul futuro, confermando di trovarsi bene a Roma nonostante le sirene estere: “Attualmente sono un giocatore della Roma. In questo club sto bene e sono felice di vivere in questa città. Poi naturalmente non si sa mai cosa può succedere nel calcio. Magari il club può pensare altro, o può succedere qualcosa dopo gli Europei. Guardo al futuro comunque con fiducia. Riguardo al Chelsea sono voci che sento da tre anni. Posso solo ripetere che io a Roma sto molto bene, e tutto il resto farà il suo corso”.