Simeone punta la Champions: “Parlare è facile, ma bisogna vivere il presente. Ci prepareremo a vincere”

Simeone punta la Champions: “Parlare è facile, ma bisogna vivere il presente. Ci prepareremo a vincere”

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La finale di Champions League fra Atletico Madrid e Real Madrid si avvicina, con lo scontro che avverrà allo Stadio San Siro la sera del 28 maggio. Al di la dei calciatori che scenderanno in campo però, anche i due allenatori sembrano farla da padroni in quanto a personalità e impatto mediatico. Proprio Diego Simeone, tecnico dei Colchoneros, è sempre uno dei più discussi ed elogiati degli ultimi anni, pronto a vendicare la sconfitta nella finale di Lisbona del 2014: “Non c’è niente come una rivincita – ha detto ai microfoni della UEFA  – nel calcio o nella vita che conti, ci sono solo nuove opportunità. Vendetta è una parola negativa, perché fa riferimento ad una vecchia sconfitta; dall’altro lato invece ‘opportunità’ riguarda l’ottimismo, la confidenza e ciò che deve ancora venire: questo è quello che vogliamo dimostrare nella finale di Champions League”.

L’Atletico è riuscito ad eliminare due squadre regine nel possesso palla, sarà quindi differente la sfida contro il Real? “Abbiamo già giocato contro 2 dei migliori 3 team nel mondo – ha continuato El Cholo – e ora stiamo per affrontare il terzo in finale. Il Real è differente dal Barcellona e dal Bayern; sono molto più diretti nel gioco. Sono molto forti difensivamente, in particolar modo Pepe, Ramos e Varane; con Casemiro poi hanno aggiunto equilibrio ad una squadra con molta potenza di fuoco. Saremo pronti e proveremo a giocare alla nostra maniera. Dita incrociate, sarà abbastanza per noi per fare ciò che vogliamo, ovvero vincere.” Quale differenza c’è, quindi, fra l’Atletico del 2014 e quello di oggi? “La squadra del 2014 arrivò alla finale sei giorni dopo il match decisivo per la Liga contro il Barcellona, e con 2 dei migliori 4 giocatori out, Arda Turan e Diego Costa con degli infortuni. Era però una squadra anche più matura, con David Villa, Raùl Garcìa, Diego Ribas, Sosa e Mario Suarez. Questa squadra è differente perché è piena di giovani giocatori che stanno affrontando tutto ciò per la prima volta e ne verranno fuori sicuramente con molta più maturità. Le sconfitte sono sempre dure, in qualsiasi modo tu abbia perso, e influiscono su di me nello stesso modo, né più né meno, in cui pesano su chiunque perda un match”.

Parole che quindi dimostrano quanto Simeone sia abituato a guardare più al futuro che al passato, con una particolare attenzione all’etica della propria squadra: “Siamo stati a lavorare sul nostro stile di gioco per gli ultimi 4 anni e mezzo, con una particolare enfasi sul livello dell’intensità. Molte persone impazziscono nel tentativo di portare i propri giocatori a questo livello. Nonostante i cambi che ci sono stati, abbiamo mantenuto sempre lo stesso livello di intensità. Quando arrivano dei nuovi giocatori, capiscono come facciamo le cose e di cosa uno ha bisogno per giocare nell’Atletico Madrid. E’ ovvio che quando entri in un club del genere, hai talento, ma ciò di cui hai bisogno per far parte del gruppo è di lavorare duro e di metterci il cuore”. Per concludere, il Cholo parla di cosa significherebbe vincere la Champions: “Penso che parlare sia facile, quando ascolto persone parlare di ciò che vogliono che succeda, penso sia vuoto. Devi vivere nel presente. Sicuramente ci prepareremo per vincere. Non otterrò quello che voglio; otterrò ciò che meriterò con i miei sforzi”.