SHARE
FOTO - 90minutecynic.com
FOTO - 90minutecynic.com
FOTO – 90minutecynic.com

In tanti sognano di diventare calciatore professionista ed in pochi ci riescono. Ma poi quando ce la fai devi lottare per mantenere quello che sei riuscito a guadagnarti, per non rischiare di fare la fine di Cadete. L’ex attaccante del Portogallo e del Brescia è infatti caduto in disgrazia dopo una carriera condizionata dalle tante difficoltà dentro e fuori dal campo. La sua è una storia triste, la storia di un uomo che si ritrova abbandonato da tutti anche per colpe sue ma principalmente a causa dell’ipocrisia di un mondo spesso finto e crudele come quello del calcio.

VITA ED OPERE – Jorge Paulo Cadete Santos Reis nasce a Pemba, sulla costa settentrionale del Mozambico, il 27 agosto 1968, da una famiglia portoghese molto ben inserita nel luogo grazie alle sue diverse attività commerciali molto ben lanciate. La sfortuna arriva però all’improvviso con l’indipendenza della ex colonia lusitana e la conseguente nazionalizzazione dei beni. E’ il 1975 e la famiglia fugge all’improvviso di notte con destinazione Lisbona, ma per fortuna c’è il pallone. A 15 anni vediamo Cadete impegnato nelle giovanili del Santarém, il quale con ben 43 gol in sole 18 partite attira l’attenzione dello Sporting Lisbona. Difatti nel triennio successivo Cadete passa in biancoverde debuttando in prima squadra nel 1987 con alla fine 6 presenze stagionali. L’anno dopo va in prestito al Vitoria Setubal dove fa bene con 10 reti in 29 gare giocate, abbastanza per guadagnarsi il ritorno allo Sporting con un ruolo da protagonista: dal 1989 al 1994 totalizza 155 gettoni di presenza e 63 marcature ma riesce a vincere soltanto una coppa del Portogallo, prima di rompere col club ed essere prestato al Brescia di Gino Corioni, da un leone all’altro (gli stemmi delle due società).

LEONESSA SDENTATA – E’ una squadra senza né capo né coda nonostante la presenza di elementi navigati e di valore come Marco Ballotta, Paolo Ziliani, Giovanni Francini, Ivano Bonetti, Danut Lupu, Eugenio Corini, Ioan Ovidiu Sabau, Stefano Borgonovo, Marco Nappi, Franco Lerda e poi gli affidabili Schenardi, Giunta e Gallo, oltre ai giovani e promettenti Daniele Adani, Andrea Pirlo e Roberto Baronio. Allenatore prima Mircea Lucescu poi Gigi Maifredi ed infine Adelio Moro, per quello che sarà il Brescia peggiore di sempre e tra le compagini meno competitive nella storia della Serie A con soli 12 punti racimolati ed una striscia di ben 15 sconfitte consecutive. Cadete giocherà soltanto 13 match e segnerà una sola volta, in una sconfitta al ‘Rigamonti’ per 3-2 contro il Cagliari, famosa per essere andata in scena sotto alla neve. Dopodiché zero saranno i presupposti per continuare a restare nel calcio italiano. E allora dopo un fugace ritorno allo Sporting con tanto di rescissione via verso più tranquilli lidi: nel 1995/96 eccolo in Scozia al Celtic Glasgow, e li nelle lande troverà una vena realizzativa come mai prima (30 gol in 37 partite) tanto da guadagnarsi la convocazione ad Euro ’96, portato in Inghilterra dal ct portoghese Antonio Oliveira.

TRISTEZA – Per i lusitani fu un torneo cominciato molto bene alla luce dei 7 punti su 9 conquistati nel primo turno ma che poi si interruppe all’improvviso contro la rivelazione Repubblica Ceca, squadra che contenderà invano il trofeo alla Germania perdendo per colpa del primo golden goal nella storia del calcio, segnato da Bierhoff. E il nostro uomo in quel Portogallo scese in campo in totale per una mezz’ora, senza incidere, giocando dal 65′ nella seconda partita vinta 1-0 contro la Turchia e poi gli ultimi 8′ nella sfida dei quarti contro i cechi, quando il pallonetto di un giovane Karel Poborsky portò improvvisamente Figo e compagni sull’aereo per casa. Lo score complessivo per Cadete con la maglia del Portogallo è di 33 presenze e 5 gol. Nel frattempo in Scozia le cose volgono al peggio, col ragazzo che soffre la lontananza della propria famiglia e non è mai sorridente. In conseguenza di ciò l’attaccante dal fisico agile passa agli spagnoli del Celta Vigo per poi chiedere di essere venduto in Portogallo. E’ il Benfica allora nel ’98/99 a puntare su di lui ricostituendo la coppia-gol del Celtic con van Hooijdonk, ma anche qui dura poco e fino al 2005 sarà tutto un susseguirsi in club via via sempre meno prestigiosi, tra Bradford, Estrela Amadora, Partick Thistle e Pinhalnovense, la sua ultima squadra e dove Cadete chiuderà la carriera.

LA CADUTA DI CADETE – In seguito la sua vita è stata costellata da numerosi bassi: due divorzi, un rapporto compromesso con la figlia ormai adulta ed un patrimonio finito al vento per colpa di falsi amici e consigli sbagliati. Per vivere pare che Cadete sia tornato dai suoi genitori barcamenandosi tra una apparizione televisiva di serie B e l’altra al ‘Grande Fratello’ ed in programmi simili, oltre a fare il pr in un locale ed a vendere macchine del caffè porta a porta. In una intervista di qualche anno fa Cadete dichiarò: “Di quei 4 milioni non ho più niente e questo mi ha fatto capire come nel momento in cui smetti di giocare non conti più nulla, gli agenti non ti chiamano più e non sei più nessuno. Quando sento alcuni ex giocatori dire di avere ancora amici e contatti nell’ambiente so che non è vero”. L’ex bresciano se la cava con un sussidio statale di disoccupazione di circa 180 euro a settimana, addirittura sospeso per un contenzioso legale, e nel frattempo sta studiando per provare la carriera da allenatore. E qualche ex compagno del Brescia come il centrocampista Salvatore Giunta lo ricorda “educato ma estremamente timido e perennemente triste, non legò con nessuno della squadra”.

CADETE ED IL SUO UNICO GOL ITALIANO