Vangioni si presenta: “Il Milan è un sogno che si realizza, non ci ho pensato due volte”

Vangioni si presenta: “Il Milan è un sogno che si realizza, non ci ho pensato due volte”

Vangioni Milan
Leonel Vangioni, fonte: ACMilan’s official Twitter page:

Mentre Silvio Berlusconi cerca di risolvere la questione societaria, con una possibile cessione ai cinesi; Adriano Galliani ha piazzato l’ennesimo colpo a parametro zero, prelevando il difensore Lionel Vangioni dal River Plate. Non più giovanissimo (29 anni), il ragazzo ha passato la sua carriera in Argentina, fra Newell’s Old Boys e River, arrivando solo ora a fare il grande salto in Europa: “Mi chiamo Leonel con la e, non come Messi – ha dichiarato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport – . Ho 29 anni e mi sentivo pronto per un’esperienza nel calcio europeo. Gioco sulla fascia e ho già detto che Maldini era la mia ispirazione ma calma, il paragone è assolutamente azzardato: lui è un riferimento”. Per far si che il centrale accettasse la proposta dei rossoneri, Galliani avrà sicuramente messo in gioco tutta la gloriosa storia della società milanese, come dimostrato dalle parole ammiratrici dell’argentino: “Appena hanno chiamato mio padre ho subito accettato, il Milan è un grande sogno diventato realtà. In Argentina essere qui e giocare in questa squadra vuol dire molto”. 

Una storia, o un “brand” come direbbero in molti oggi, quello del Milan che ancora riesce ad attirare buoni talenti, e la scelta di portare Leonel a Casa Milan, per mostrargli tutti gli storici trofei del club, lo dimostra ancora una volta: “Il nome del club e il suo significato. Basta questo per spiegare cosa vuol dire il Milan qui a Milano, in tutta Italia e fino in Argentina. Mi sto godendo questi primi giorni in città ma non importava venissi fin qui per capire l’importanza che ha questa società: ripeto, basta dire Milan, basta il nome”. L’ammirazione più grande, però è per la leggenda Paolo Maldini, un modello per Vangioni: “Qui a Milano la sua immagine al museo che basta per capire la straordinaria carriera che ha fatto. Lui è il massimo riferimento del club. Negli anni ho visto anche molti video delle sue partite e dei suoi successi. Ripeto, è solo un modello e non un giocatore a cui oso paragonarmi. Per certe caratteristiche posso essere più simile a Cafu ma anche lui è stato davvero grande”. L’ormai ex River giunge però in un reparto difensivo più disastrato che mai e che da anni risulta il punto debole della squadra, quali caratteristiche può quindi aggiungere Vangioni ai rossoneri? “Sono un difensore portato a spingere molto in avanti, prima ero un volante, un centrocampista. Poi ho arretrato la mia posizione ma resto portato per la fase offensiva. Qui imparerò a difendere ancora meglio ma continuerò a pensare all’attacco e a fare assist a Bacca o a chi sarà in area, la parte che mi piace di più”.

Proprio per questa difficile situazione difensiva, il nuovo arrivato potrebbe già ritrovarsi titolare nei primi impegni del Milan, una responsabilità non da poco: “Chiaro che non decido io ma mi sento assolutamente pronto. In Argentina ho giocato tante buone stagioni, ho vinto sei titoli, compreso campionato argentino, Coppa Sudamericana e Libertadores. Ho l’età giusta e mi sentivo stimolato da una nuova avventura in Europa, magari in un club di questa grandezza. Voglio fare un buon precampionato, fare bene già delle prime partite e poi provare a essere un giocatore importante per dare il mio contributo. Sono arrivato qui per giocare, quello è l’obiettivo”. Esperienza nazionale ed internazionale quindi per Vangioni che però avrà la sfortuna di non partecipare a competizioni europee, con i rossoneri settimi in campionato e sconfitti in finale di Tim Cup: “Ho già fatto una scelta simile. Quando andai al River Plate era appena risalito dalla retrocessione e sono arrivato a vincere. Ovvio che ci sia delusione se un club così importante fa fatica ma dobbiamo pensare al futuro con fiducia, non guardarci indietro. Inizierà una nuova stagione, penso solo a quello. Una squadra come il Milan tornerà presto protagonista e già dall’anno prossimo lotterà per le prime posizioni. Non sono un portafortuna, se il Milan tornerà in alto sarà solo perché è una grande squadra”. Infine, una promessa d’impegno e sacrificio per questo Milan in difficoltà: “Vorrei fare più assist, i gol non sono il mio forte, ma servire i compagni penso di sì. Vorrei farne di più di quanti ne ho fatti in questi anni in Argentina. Oltre al massimo del sacrificio e dell’impegno per la maglia e per i compagni. Conosco già tutti per fama visto che il campionato italiano da noi è ancora seguitissimo, ma non ancora personalmente”.