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Una cosa è certa, stasera il Cholo Simeone avrà gran parte del tifo imparziale del Meazza dalla sua parte. Indimenticato e indomabile leader del centrocampo dell’Inter di Gigi Simoni, vincitore della Coppa Uefa nel 98′ e grande rivale della Juventus campione d’Italia non senza polemiche, tornerà in quello che ha sempre considerato come il suo stadio con l’obiettivo di guidare l’Atletico Madrid alla conquista della prima Champions League della sua storia. Il ricordo del tecnico argentino, è ancora vivo nella mente e nei ricordi di tutti, tifosi nostalgici e compagni di squadra del tempo, come lo storico capitano nerazzurro Beppe Bergomi che in un’intervista concessa a quotidiano spagnolo As, ha raccontato alcuni aneddoti particolari del Simeone giocatore.

“Ricordo che all’inizio non giocò nel suo ruolo adatto, faceva il trequartista e il pubblico di San Siro non gradiva. Con la sua personalità poi conquistò il suo spazio in mezzo al campo, dove sapeva fare tutto. Era sempre concentrato. Io, lui e Zanetti parlavamo di tattica, voleva sempre analizzare le decisioni dell’allenatore. Non era ossessionato ma gli piaceva parlare di calcio. Simeone è rimasto nella testa della gente. Avevamo un Ronaldo inarrestabile, ma il resto della squadra non era molto tecnico. Avevamo il cuore, era un gruppo che aveva anima. Proprio come questo Atletico”. Dopo due stagioni da protagonista, ecco il passaggio alla Lazio, obbligato secondo la parole dello Zio, vista la volontà espressa da Marcello Lippi. “Pagò come me il cambio di panchina da Simoni a Lippi. Io mi ritirai, mentre Pagliuca e Diego dovettero andare via. Fu una decisione dell’allenatore e ancora non conosco il motivo. Al Cholo dissi: ‘guarda che stai andando alla Lazio, in questo momento è più forte dell’Inter’. E lui mi disse: ‘ma in Sudamerica non la conosce nessuno’. Alla fine a Roma vinse uno scudetto e tre coppe”.

Proprio davanti ai suoi ex (e chissà) prossimi tifosi, Simeone potrebbe dunque regalarsi la più grande soddisfazione della carriera di allenatore, con la benedizione di Bergomi: “Farebbe piacere a tutti. Sarebbe perfetto per lui e per il club. Questo è stato il suo stadio e l’Atletico non ha mai vinto questa coppa. E’ come chiudere il cerchio, il finale felice di una storia”.