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allegri rai

Massimiliano Allegri è stato protagonista della puntata di questa settimana della trasmissione ‘Che Tempo che Fa’ su Rai 3. Ospitato da Fabio Fazio, l’allenatore della Juventus ha detto: “E’ stato un grandioso anno, ancora di più vista la nostra brutta partenza ad inizio campionato, cosa che ha influito anche a livello di stress. Mi chiamano ‘Acciughina’ perché sono sempre stato magro ma questo è dovuto non solo alle abitudini alimentari ma anche alle tante emozioni che il mio lavoro comporta. Per essere un buon allenatore bisogna non farsi travolgere dall’entusiasmo o dalla depressione, a seconda del momento, ed è importante saper essere distaccati”.

Allegri continua: “Allenare mi è sempre piaciuto. Devo dire che oggi di giocatori come ne ero io in campo ne ho. Dico una banalità: saprei gestire un Allegri in campo senza problemi. Il mestiere di calciatore oggi è cambiato rispetto a quando giocavo io, ce ne accorgiamo anche dai tagli di capelli, alcuni ragazzi hanno un curatore di immagine personalizzato. Ora che la stagione è finita la squadra continuerà comunque a lavorare, ad ogni nostro giocatore è stato dato un programma personalizzato quotidiano. Poi, poveretti (si fa per dire), ci sono quelli convocati per Europei e Coppa America, che avranno solo tre settimane di vacanza”.

Si parla di Renzo Ulivieri, decano degli allenatori italiani: “Lui è un grande maestro prima che un grande tecnico. Coi miei ragazzi scherzo molto, loro hanno anche bisogno di consigli e, purtroppo, sono il più vecchio. Consigli non soltanto calcistici ma anche di vita. Una curiosità: ho battuto Pogba sia a calcio che a basket in una sfida tra noi, lui mi ha proposto la boxe, ma mi sa che lascerò perdere. A quale presidente sono più legato? A tutti quelli che ho avuto in carriera, dall’Aglianese alla Juventus. Il più scaramantico era Cellino, non amava molto il numero 17. Gaucci poi, altro gran personaggio. Da giocatore devo ammettere di essere stato mediocre: ho fatto molta Serie B ed un paio di buone annate in A. Il mio maestro? Giovanni Galeone, ma non dimentico anche Trapattoni e Tabarez. Una curiosità del passato? Con Galliani avremmo dovuto fare un pellegrinaggio ad un santuario vicino Livorno…ci andai soltanto io, lui mi disse che non ce la faceva. Arbitri italiani? Sono i migliori al mondo”.

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