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Navas
Navas con la coppa (Foto: Facebook ufficiale Real Madrid C. F.)
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Navas con la coppa (Foto: Facebook ufficiale Real Madrid C. F.)

Stagione galattica di Keylor Navas che dopo aver sfiorato l’addio in estate alza al cielo la Champions League

Il destino spesso è davvero strano, beffardo ma delle volte benevolo. Una forza sovrannaturale in grado di mischiare le carte in tavola rendendo possibile ciò che fino a poco prima sembrava irrealizzabile. Proprio il fato sembra averci messo una mano nella splendida e trionfale stagione del portiere del Real Madrid, Keylor Navas, che proprio ieri insieme ai compagni vestiti di bianco ha alzato sotto il cielo di San Siro la Champions League numero undici della storia del glorioso club spagnolo che grazie ad un mix di fortuna e bravura è riuscito a rialzarsi dopo una prima parte di annata leggermente sottotono per poi riaprire la Liga nelle battute conclusive del torneo prima di conquistare a Milano contro i rivali dell’Atletico la prestigiosa Undecima. Torniamo però al destino, lo stesso che ha voluto Keylor Navas tra i pali dei neo campioni d’Europa: è infatti un paradosso che a difendere la porta del club spagnolo ci sia stato proprio il numero uno del Costa Rica. Il motivo è presto detto, infatti il 29enne Keylor da San Isidoro de El General, la scorsa estate proprio nelle battute finali di calciomercato era in procinto di passare al Manchester United nell’ambito dell’operazione che avrebbe regalato alla porta del Madrid lo spagnolo David De Gea. L’affare saltò proprio a ridosso del gong suscitando le polemiche di stampa ma soprattutto tifosi, delusi di non poter abbracciare il numero 13 del Manchester United come nuovo guardiano della porta dopo l’addio in direzione Porto del vecchio capitano Iker Casillas.

“GRAZIE A DIO” – Ormai però la frittata è fatta: alla casa blanca per il post-Iker rimane soltanto un Navas acquistato una stagione prima per svolgere il ruolo di secondo e l’ex portiere dell’Espanyol, Kiko Casilla, sicuramente non pronto per un ruolo da titolare nel Madrid. Tutti scontenti dunque? Neanche per sogno, qualcuno in realtà festeggiò quasi la mancata chiusura dell’operazione. Parliamo ovviamente dello stesso Keylor Navas, che un paio di settimane dopo iniziò la sua avventura da numero uno del Real stupendo un po’ tutti e tornando in un’intervista a’ Cadena Cope’ su quegli attimi di gioia dopo la notizia della mancata cessione: Quando ho saputo che sarei rimasto al Real Madrid ho pianto, ed erano naturalmente lacrime di gioia. Non volevo andare via, desideravo fortemente rimanere in camiseta blanca, Madrid è casa mia. Assieme al mio procuratore ero andato a Barajas, l’aeroporto della capitale spagnola, con Manchester e l’Inghilterra come nostra nuova destinazione, ma non siamo mai partiti. E per questo dico grazie a Dio, sono certo che è stato per volontà sua se sono rimasto al Real Madrid”.

NUMERI DA URLO – Chiama in causa addirittura le sfere più alte il portiere del Costa Rica che felicissimo di rimanere nella capitale spagnola ha ben pensato di giocarsi al meglio le sue ultime carte al Real, resettando tutto quanto accaduto in precedenza e lavorando con costanza e attitudine sul campo per dimostrare prima a Benitez e poi a Zidane, ma soprattutto al madridismo di poter essere il guardiano dei pali del Bernabeu. Navas giunse in quel di Madrid nell’estate del 2014, dopo una discreta stagione al Levante e soprattutto dopo un Mondiale da protagonista assoluto nel sorprendente Costa Rica, chiudendo la rassegna mondiale con addirittura due premi di ‘Man of the Match’. Le sue prestazioni non passano inosservate e il treno diretto per Madrid lo attende. Navas non se lo fa sfuggire ma per lui c’è solo un posto da secondo che gli permette di chiudere il suo primo anno al Real con 11 presenze in totale.

La musica cambia quindi quest’anno dopo la mancata cessione al Manchester. Keylor non solo conquista senza discussioni il posto da numero uno tanto ambito, ma lo legittima alla grande con una Liga straordinaria passata a compiere interventi da felino navigato su tutti i campi della massima divisione spagnola: soli 28 gol subiti in 34 presenze di Liga con la bellezza di 13 clean sheets e l’impressionante media di 0,82 gol subiti a partita. Per realizzare uno score del genere c’è però bisogno di un super lavoro considerando anche un’attitudine quanto meno carente nella fase difensiva del Madrid e dunque Navas ha dovuto sfoderare la bellezza di 84 salvataggi per mantenere inviolata il più possibile la porta capitolina. Se i numeri di Liga sono stupefacenti, quelli di Champions sono addirittura strabilianti: 11 presenze con appena 3 gol incassati e ben 9 reti inviolate oltre all’invidiabile record di imbattibilità casalinga per tutto l’arco della manifestazione. Se a ciò aggiungiamo che è stato l’unico insieme a Van Der Sar a raggiungere l’atto finale di CL con sole due reti al passivo il gioco è fatto.