La versione di Figo: nuove rivelazioni sul passaggio dal Barcellona al Real Madrid

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Luis Figo

Intervistato dal quotidiano spagnolo Marca, Luis Figo è tornato a parlare del clamoroso trasferimento dal Barcellona al Real Madrid. Correva l’anno 2000 e il passaggio dal “blaugrana” alla “camiseta blanca” fu visto come un vero e proprio tradimento dai tifosi catalani. Ripercorrendo quei momenti, il portoghese si è tolto anche qualche sassolino dalla scarpa, ripensando a come fu gestita la cosa a livello mediatico.

L’ARRIVO AL BARCELLONA – Il calciomercato non è mai stato rose e fiori per Figo, che sbarcò in terra catalana dopo dei guai burocratici che ne impedirono l’arrivo in Italia: “Per tutta una serie di motivi fu impossibile per me giocare in Italia, il destino ha voluto che finissi a giocare in Spagna. Ero felice di essere al Barça e di iniziare una carriera fuori dal mio paese in un grande club, anche se non ero riuscito ad andare in Italia – che era il mio obiettivo in quel momento. Inoltre, ho potuto passare del tempo con un mito del calcio (Cruyff) che non è più con noi”. L’ex fuoriclasse portoghese ricorda con piacere l’esperienza al Barcellona: “Il mio periodo a Barcellona è stto felice, fantastico. Non rinnego il mio passato. Credo che sia da ricordare, è parte della mia carriera e anche della storia del club. Senza ciò che ho imparato lì, la mia carriera non sarrebbe stata la stessa”.

IL “TRADIMENTO” – In merito alla trattativa che lo portò ai rivali storici del Real Madrid, Figo tiene a precisare come andarono le cose: “Non ho mai raggiunto alcun accordo con Florentino Perez, ce l’avevo con il Real Madrid. Florentino  ha preso accordi con il mio agente e non con me, anche perchè avevo un contratto e non potevo firmare con nessuno”. Secondo Figo dunque, a quel tempo furono dett e scritte diverse falsità: “In quel momento non c’erano vincoli contrattuali, solo accordi a parole. Quello che dissero non era la verità – continua Figo – e quello che è successo dopo è stata una mia decisione: vedendo la situazione che si era creata e in accordo con il mio agente, decisi di firmare per il Real Madrid”.

LE REAZIONI  – Si è parlato tanto anche della reazione dell’allora presidente del Barcellona, Josep Núñez, ma Figo racconta di quanto in realtà fu fredda e distaccata:”Il passato esiste per imparare. Non vedo colpevoli o vittime. La situazione è stata comunicata al presidente che non ha voluto ignorare la situazione e, alla fine, tutto si è concluso con il mio trasferimento”. Stando a quanto racconta il portoghese, il numero 1 blaugrana ridusse il tutto ad una questione economica:”Nuñez mi disse ‘Porta i soldi e puoi andare’,  e così andò”.

LA NUOVA ERA – Concluso il trasferimento, per Figo la pressione fu enorme. Allora non esistevano i social network e per il pallone d’oro non fu facile capire quale sarebbe stata l’accoglienza: “Non se fossi preparato, non sapevo quale sarebbe stata la reazione. Presi la decisione e sperai di poter fare del mio meglio a livello professionale ed emotivo, ma non sapevo come mi avrebbero accolto. Erano altri tempi, il Madrid era in un periodo di transizione e anche con la stampa, prima delle conferenze, rispetto ad oggi il giocatore era un po’ più protetto. Non sapevo cosa mi attendesse e come avrei reagito”. Famosissima è la prima partita al Camp Nou con la maglia del Real Madrid, quando in campo volò anche la testa di un maiale. In passato Figo ha anche scherzato su questo, ma l’analisi odierna è forse più lucida: “La sensazione di giocare con 100.000 persone contro è totalmente diversa quando te lo aspetti rispetto a quando non te lo aspetti. In questo caso, per me sarebbe stato peggio se mi avesse fischiato il pubblico del Bernabeu. Avrei pensato che fosse finita”. Poi Figo si toglie qualche sassolino dalla scarpa, ricordando quanto a livello mediatico fu scaldato l’ambiente prima e dopo quella partita: “Si parla sempre di ciò che fu montato in termini di comunicazione, gli attacchi che ricevetti, tutto ciò che questa cosa generò. Nessuno però parla mai di ciò che causò quel trasferimento in termini di reazioni violente. Il male allora era Luis Figo, ma va bene così”.