SHARE
Fonte: account Twitter Selección Nacional de México
Fonte: account Twitter Selección Nacional de México
Fonte: account Twitter Selección Nacional de México

Il Messico non partiva certo in prima fila per la vittoria della Copa America, ma il successo sull’Uruguay all’esordio e qualche numero ne fanno una pericolosa outsider.

Il bello di viaggiare a fari spenti nella notte è che nessuno ti può vedere, E’ il caso del Messico, che nella notte ha regalato la prima grossa sorpresa della Copa America Centenario battendo per 3-1 l’Uruguay, tra le favorite per la vittoria finale del torneo e storicamente squadra ostica e molto solida. A dire la verità il Messico non è una vera e propria sorpresa, soprattutto guardando l’ossatura della squadra, del tutto simile a quella che fece bella figura anche in Brasile nel 2014. La squadra di Osorio è ben messa in campo, con il solo Chicharito come uomo di punta e ben 5 difensori a protezione del portiere Talavera. Solidità difensiva e grande qualità nelle ripartenze, un rapinatore d’area di rigore come terminale offensivo e tanti giocatori di qualità alle sue spalle in grado di costruire al meglio le azioni di contropiede e di inserirsi senza palla per finalizzare la manovra: un calcio semplice, forse difensivista ma tremendamente effiface, almeno finchè le gambe ed i polmoni sostengono gli input provenienti dal cervello.

La vittoria contro l’Uruguay non è certo frutto del caso, nè tantomeno di un passeggero momento di ottima forma. La solidità del Messico parte da lontano, per la precisione da 20 partite consecutive senza sconfitte. Dieci delle quali – con il 3-1 alla Celeste – sono vittorie consecutive che hanno avvicinato il record assoluto di 11 nella storia della Nazionale messicana. Il prossimo ostacolo si chiama Jamaica: non certo un avversario insuperabile, ancor meno dopo un successo prestigioso come quello sulla selezione del maestro Tabarez. Vittoria che ha permesso ad Osorio di prendersi lo scalpo del campione 2011 dopo aver fatto lo stesso 4 giorni fa in amichevole con i campioni 2015 del Cile. Un segnale importante per dire che negli Stati Uniti, Rafa Marquez e compagni non sono in villeggiatura. Proprio Rafa Marquez  è andato a tanto così dal diventare il giocatore più vecchio a realizzare una rete in Copa America: a 37 anni e 113 giorni, si è fermato ad appena 10 giorni dal record dell’argentino Angel Labruna, in gol a 37 anni e 123 giorni nel lontano 1956. Marquez è il simbolo di una squadra che mai incontra il favore dei pronostici ai grandi appuntamenti, ma viaggia a fari spenti senza farsi vedere.  Tutt’al più ti possono sentire, ma spesso è troppo tardi.