Serie A e Europeo, per Memushaj è arrivato il gran tempo

Serie A e Europeo, per Memushaj è arrivato il gran tempo
Ledian Memushaj Fonte - Account Twitter @PescaraCalcio

Ledian Memushaj Fonte - Account Twitter @PescaraCalcio
Ledian Memushaj Fonte – Account Twitter @PescaraCalcio

Un momento atteso una carriera intera, spesa sui campi della provincia di mezza Italia, coinciso con l’inizio di un’avventura straordinaria e inimmaginabile fino a qualche tempo fa per una piccola nazione come l’Albania, attesa domani dall’esordio assoluto in una manifestazione continentale nel match dal sapore molto particolare con la Svizzera. Ledian Memushaj, centrocampista classe ’86 del Pescara e della nazionale di Gianni De Biasi, si è preso in poche ore tutto ciò che una vita intera dedicata al calcio non era riuscito a regalargli, quella soddisfazione di raggiungere finalmente un grande traguardo professionale spesso negato in passato da un’appendice temuta e pericolosa.

Playoff sempre fatali, fino a ieri quando i suoi compagni hanno conquistato la promozione in serie A. Senza di lui, rientrato nel ritiro dell’Albania dopo aver disputato la gara d’andata domenica scorsa, rimasto in trepidante attesa per le sorti del Delfino dopo la tremenda beffa subita l’anno scorso nella doppia sfida con il Bologna. Sembrava una maledizione quella delle tre finali perse con le maglie di Carpi, Lecce e appunto Pescara, in un’affannosa rincorsa durata una stagione intera ma sfuggita sul più bello. Simbolo e capitano degli abruzzesi negli ultimi due campionati (60 presenze e 17 reti) dopo tanto girovagare a causa soprattutto di norme che gli hanno impedito di emergere dall’universo delle serie minori, Memushaj è all’apice della carriera ma non intende fermarsi. La riscossa del resto è appena cominciata per un giocatore per anni sottovalutato, ma in grado di garantire un rendimento sempre costante oltre a una media gol di tutto rispetto considerando la posizione ricoperta in campo. L’altra faccia del Pescara spettacolare targato Lapadula, è certamente rappresentata da un giocatore di sostanza, divenuto indispensabile per ogni allenatore, quello cui affidare le chiavi del centrocampo, l’uomo sul quale contare nel momento del bisogno, testa alta e spalle larghe a dispetto di un fisico tutt’altro che imponente.

Dopo averla soltanto sfiorata con la maglia del Chievo Verona, Memushaj si è preso la serie A proprio nella serata che non l’ha visto tra i protagonisti in campo, dopo una stagione superlativa, la migliore disputata in carriera. Impossibile per De Biasi privarsi della sagacia tattica di un ragazzo cresciuto in Italia fin da bambino, ma ancora legatissimo all’Albania e alle sue origini; l’ennesima bella storia da raccontare e condividere con chi, la riscossa sociale, l’aspetta ancora senza esito. Senza retorica e falsa morale, semplicemente per amore del calcio e di chi, lontano dai riflettori, è riuscito a costruirsi un presente importante e guarda al futuro immediato con gli occhi ancora sognanti ma con la consapevolezza di poter scrivere un’altra favole di questo sport.

 

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