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Mark Hately con l'Inghilterra - FOTO @nanopress

Ci sono momenti in cui il destino sembra condurti nel posto giusto al momento giusto apposta per fare di te un eroe. E’ così anche nel calcio, e ne sa qualcosa Mark Hateley, attaccante inglese del quale i tifosi milanisti un pò più grandicelli dovrebbero ricordarsi. Buon giocatore, che ha vinto molto in carriera anche se principalmente in Scozia dove il pallone è senza pretese.

OH YES

Mark Wayne Hateley nasce a Wallasey, nel Merseyside, il 7 novembre 1961. Suo padre è Tony Hateley, ex attaccante tra le altre di Notts County, Aston Villa, Chelsea e Liverpool, molto famoso in patria, e quindi è inevitabile seguirne le orme. Mark cresce nelle giovanili del Coventry per poi debuttare in prima squadra nel 1978. Resterà con gli ‘Sky Blues’ fino al 1983 ad eccezione di un breve passaggio ai Detroit Express, coi quali non riesce a bissare le gesta del suo illustre connazionale Trevor Francis. Nel 1983 va al Portsmouth, in seconda divisione, e segna 22 gol in 38 partite. Un ottimo biglietto da visita che riesce a convincere il Milan delle sue capacità. Hateley diventa così il terzo calciatore britannico di sempre a vestire la maglia rossonera dopo ‘lo Squalo’ Joe Jordan e l’impreciso Luther Blissett.

Mark Hateley, l’Attila del Milan!

Hateley non aveva piedi educatissimi ma era alto e dotato di un fisico imponente in grado di sprigionare tutta la sua potenza soprattutto nel gioco aereo. Proprio con un colpo di testa andò a segno in un derby contro l’Inter del 28 ottobre 1984, sovrastando l’ex milanista Collovati e decidendo la stracittadina per 2-1. L’uomo giusto al momento giusto nel posto giusto dicevamo, secondo il volere del destino. Sotto porta l’inglese era incostante ma in campo lottava come un leone, tanto da guadagnarsi il soprannome battagliero di ‘Attila’. Ma il triennio di Hateley al Milan in termini numerici fu per lo più negativo, a causa dei tanti infortuni che lo portarono a giocare nel complesso 66 partite con soli 17 gol. Resta però la consolazione di aver lasciato comunque un buon ricordo nei tifosi.

LA SORTE

Inoltre il destino, sempre lui, decise che era giunto il momento di far conoscere al Milan gli olandesi. Con van Basten e Gullit per Hateley non c’era più posto in rossonero. Così nel 1987 ‘Attila’ se ne va in Francia, al Monaco, dove trova il connazionale Glen Hoddle oltre ad un calcio generalmente più semplice e meno pressante. Alla fine del primo anno coi biancorossi vince il titolo nazionale e si guadagna la convocazione ad Euro ’88, che si gioca nella Germania Ovest dal 10 al 25 giugno, aggregandosi a quella che sarà l’Inghilterra più deludente di sempre. Ben 3 sconfitte su 3 gare nella fase a gironi con un solo gol fatto e 7 subiti per la squadra di Sua Maestà. L’esordio vede l’inatteso ko contro l’Irlanda, con Hateley che subentra all’82.

Nella partita successiva l’Olanda frantuma le speranze inglesi con un perentorio 3-1 e l’ex milanista gioca dal 72′. Stesso risultato al passivo infine nell’ultimo match, dove l’URSS stravince e Hateley entra al minuto 69 senza poter fare la differenza. Quegli Europei furono un po’ la sintesi della carriera di Hateley ai tempi, con van Basten assoluto protagonista che da un anno si era imposto anche al Milan soppiantando l’attaccante inglese tanto da spingerlo ad andarsene al Monaco. Il ‘Cigno di Utrecht’ segnerà quel fantastico gol al volo proprio contro i russi in finale, regalando all’Olanda il suo primo ed unico successo in un torneo internazionale. Tornando a Hateley, il suo rendimento con l’Inghilterra fu di 9 gol in 32 presenze dal 1984 al 1992 e di 8 reti in 10 apparizioni con l’Under 21.

THE END

Con il Monaco rimane per tre stagioni migliorando di poco lo score (22 gol) rispetto al Milan ma giocando di meno (59 presenze). Nel 1990 è di nuovo tempo di cambiare aria: Hateley si accasa ai Glasgow Rangers, e qui vive gli anni migliori della sua carriera. In Scozia arrivano in serie 5 campionati, 3 Coppe di Lega e 2 Coppe di Scozia in 165 match giocati, conditi da 87 reti. Il felice lustro nelle Lowlands si conclude con l’inizio della parabola discendente di Hateley. Fino al 1999 farà parte rispettivamente di QPR, Leeds, ancora Rangers, Hull City (del quale sarà giocatore-allenatore) e Ross County, giocando poco e segnando pochissimo. Come allenatore infine non era tagliato ed ancora una volta trovò ospitalità ai Rangers curando le pubbliche relazioni per i ‘Light Blues’.

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