SHARE
Magnus Hedman
Magnus Hedman FOTO twitter

La mirabolante storia di Magnus Hedman, ex portiere dell’Ancona nel 2004 voluto poi da Mourinho al Chelsea. In Svezia è un mito, nonostante tutto

Correva l’anno 2004 quando Magnus Hedman si ritrovò all’Ancona. Un cimitero di elefanti come vedremo più avanti, nel quale vecchi volti noti della Serie A degli anni ’90 erano confluiti per tirare tutti insieme gli ultimi calci in carriera al pallone. E chiama chiama, alla fine la rosa dei marchigiani arrivò a toccare addirittura i 55 giocatori. Tra gli “elefanti” spiccava anche lui, il portiere svedese ritenuto un buon calciatore ad inizio carriera. E finito poi via via ad andare incontro ad un declino fino al punto da non giocare praticamente mai.

Per farvi un’idea, negli ultimi 5 anni di attività l’estremo difensore di Huddinge calcò il prato solamente in 29 occasioni. Hedman viene al mondo in una località poco lontana dalla capitale Stoccolma, il 19 aprile 1973. Cresce rapidamente, e tanto, fino a toccare 1,90 cm di altezza. Quel biondone col fisico statuario e gli occhi azzurri, ma cosa ci avrebbe fatto poi in campo? Se non altro ha sposato una bella, bellissima donna, la modella Magdalena Graf, che però nel 2006 ha smesso di essere sua moglie.

Mark Fish Lazio | quando i biancocelesti presero un granchio

Magnus Hedman, uno che ha giocato con gente di un certo livello

Calcisticamente Hedman cresce nelle giovanili dell’AIK Solna, la stessa squadra dalla quale il Milan prenderà nel 1997 lo stucchevole Andreas Andersson. Un lungagnone da 13 presenze ed un solo gol in rossonero, talmente pacco da perdere il ballottaggio con Hedman per presenziare qui. Dopo 127 partite ufficiali arriva per il nostro prode portierone il momento di trasferirsi all’estero per cercare di toccare livelli più alti. Proprio nel 1997, in seguito a sette anni positivi all’AIK, Magnus passa così al Coventry. Lì gioca con gente che sa il fatto suo come Dion Dublin e l’inossidabile Gary McAllister, oltre che col nostro Stefano Gioacchini e con l’australiano ex Cremonese John Aloisi. E poi condivide l’esperienza inglese anche con i vari Robbie Keane, Mustapha Hadji, Craig Bellamy e Jay Bothroyd, ognuno in un momento diverso della propria carriera.

Lo sbarco in Italia di Magnus Hedman nell’inverno del 2004

Purtroppo con gli Sky Blues arriva una retrocessione. Lui perde anche il posto da titolare a tutto vantaggio del più giovane Kirkland, e lo stesso accadrà anche al Celtic Glasgow. Per questo motivo Hedman il 1° gennaio 2004 accettò il trasferimento all’Ancona, dove si pensava che avrebbe potuto trovare spazio con la sua esperienza internazionale. Del resto parliamo di uno che conta 58 presenze con la Svezia. E invece fu il rapido cammino verso la discesa.

Pensare che era stato titolare agli Europei del 2000 in una prematura avventura che vide la sua Svezia finire ultima nel girone dell’Italia, composto anche dalla qualificata ai quarti Turchia e dal Belgio. Due sconfitte per 2-1 ed un pari a reti bianche con i turchi decretarono l’eliminazione degli scandinavi, nelle cui fila giocavano anche diversi ex “italiani” come Osmanovski, Allback, Bjorklund, Daniel Andersson e Teddy Lucic oltre alle stelle Ljungberg e Mellberg. Non c’era ancora Ibrahimovic.

Maicosuel Udinese | il Mago che non incantava nessuno

Un museo delle cere

In quella edizione degli Europei che si giocò in Belgio ed Olanda (quella del cucchiaio di Totti e dei rigori parati da Toldo) c’è da dire che il buon Hedman fu tra i meno colpevoli della sua squadra. Ma solo un paio di stagioni dopo la sua carriera sarebbe andata in calando senza possibilità di risalita. Non importa la classifica dell’Ancona, Hedman era contento di venire in Italia e di poter imparare la nostra lingua, mentre i dorici passano di allenatore in allenatore, da Menichini a Sonetti fino a Galeone, e con quest’ultimo affondarono. Magnus ha pubblicato anche una autobiografia nel 2013, come è ormai di moda, in cui ricorda diversi compagni di squadra conosciuti in quegli anni.

In particolare Maurizio Ganz, Dino Baggio, Giampiero Maini, Mario Jardel, Paolo Poggi e Corrado Grabbi, oltre al connazionale Daniel Andersson. Ma c’erano anche Fabio Bilica, Milanese, Luis Helguera, Marco Roccati, Milan Rapaic, un giovanissimo Goran Pandev, Di Francesco, Degano, Sussi, Bucchi, Hubner, Zavagno, William Viali, Pasquale Luiso, Marko Perovic, Maltagliati, Gigi Sartor, Pietro Parente – stoico in quel celebre faccia a faccia con Jaap Stam – Daniele Daino e Sean Sogliano.

Ali Samereh Perugia | quando Gaucci prese “il Pippo Inzaghi di Persia”

“In Italia partite truccate” dirà nel suo libro

Risultato: Hedman gioca appena tre partite (contro Lecce, Chievo e Perugia all’ultima di campionato, beccando gol in questa occasione proprio dall’ex compagno Bothroyd) subendo contro i pugliesi una rete dopo appena 45 secondi da Chevanton ed un’altra più tardi. Come attenuante va detto che lo svedese si fa anche male abbastanza presto al ginocchio, e Sergio Marcon che lo sostituirà tra i pali non gli cederà più il posto. Ma è da leggenda l’aneddoto relativo a tutto ciò. Si dice che Magnus Hedman si fosse rotto un menisco, ma l’Ancona non ha soldi (e infatti a fine anno fallirà) e di conseguenza non ci sono i consulti medici ai quali il giocatore era abituato a sottoporsi in società ‘sane’.

Va in ospedale dove deve attendere mezzo pomeriggio per parlare con un dottore, salvo poi essere spedito in auto a Perugia da uno specialista. Per la riabilitazione scappa via a Glasgow (era in prestito dal Celtic) e tornerà solamente per l’ultima di campionato, quando effettivamente giocherà. In merito a questa dis-avventura italiana nel suo libro parlerà di sospetti di combine.

Calderon Napoli | il centravanti che non segnava neanche in amichevole

Il ‘biscottone’ ed il ritiro

In Svezia continua comunque ad essere ben considerato anche oggi. Allora fu convocato come riserva anche ad Euro 2004 in Portogallo (e ricordiamo anche le partecipazioni ai Mondiali ’94 e 2002) assistendo da bordocampo al “biscottone” indigesto all’Italia con la Danimarca. In totale conta 58 presenze in nazionale maggiore. Ritorna al Celtic, giochicchia e poi annuncia il ritiro nel 2006, ma già a novembre ci ripensa perché il Chelsea lo pesca nel limbo degli svincolati in qualità di quarto portiere. Addirittura sale al rango di secondo per via dei terribili ko cui vanno incontro Petr Cech e Carlo Cudicini.

Zero presenze ed in compenso tanti guai, a cominciare dal divorzio con la moglie e proseguendo con festini a base di squillo dell’Est Europa, droga e soldi sperperati. Dopo il ritiro nel 2007, Hedman è tornato nel mondo del calcio, allenando per breve periodo i portieri nel piccolo club svedese dell’IK Frej. Un incarico che attualmente non svolge più. Ma pare che la sua vita sia tornata alla normalità di cui tanto aveva bisogno.

SHARE