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Romero
Sergio Romero (Foto: Facebook ufficiale AFA - Selección Argentina)
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Sergio Romero (Foto: Facebook ufficiale AFA – Selección Argentina)

Sergio Romero svolge alla perfezione i compiti per casa studiando il rigorista del Venezuela. In partita Seijas tenta il cucchiaio ma l’ex doriano non si fa sorprendere.

Quarti di finale di Copa America, sei sotto di 2-0 contro la favoritissima Argentina e ad un minuto dal duplice fischio che sancisce l’intervallo il direttore di gara ti assegna un calcio di rigore dall’importanza fondamentale per rimettere in piedi una gara altrimenti complicatissima. Logica vuole che dagli undici metri in una situazione così delicata la soluzione più semplice e meno rischiosa sia quella preferibile soprattutto per il bene della squadra. La logica è fatta però per essere facilmente sovvertita e a farne le spese è stato il Venezuela condannato già dopo 45 minuti dall’irrefrenabile voglia di apparire del centrocampista classe 1986 Luis Manuel Seijas che dopo aver posizionato il pallone sul dischetto sceglie un’improbabile soluzione col cucchiaio che Romero sventa con estrema facilità. Per intenderci il buon Seijas ha scelto una giocata in stile Maicosuel con l’Udinese nei preliminari di Champions che costò di fatto l’accesso alla fase a gironi dei friulani. Un gesto tecnico tanto bello da vedere quanto difficilmente realizzabile che se da un lato spedisce in orbita in caso di realizzazione, dall’altro può tranquillamente spedire nell’oblio dell’insicurezza come accaduto proprio al brasiliano ex Udinese, letteralmente sparito dai radar dopo il gesto tecnico miseramente fallito in Champions. Il caso del venezuelano Seijas, che proprio tra 4 giorni festeggerà i 30 anni, presenta qualche piccola differenza legata principalmente all’abitudine del futuro calciatore dell’Internacional di calciare i penalty in quella maniera.

EL CHIQUITO STUDIA – Luis Seijas infatti nella sua lunga carriera passata tra Argentina, Brasile, Ecuador, Venezuela, Colombia e Belgio ha sempre mantenuto una costante: battere la maggior parte dei calci di rigore col leggendario Panenka. Un cucchiaio che nella maggior parte dei casi può sorprendere i portieri, come dimostrano alcune realizzazioni dello stesso venezuelano. Sfortuna ha voluto però che ieri sera di fronte a Seijas ci fosse ‘El Chiquito’ Sergio Romero che ha svolto alla perfezione i compiti per casa facendosi trovare prontissimo all’interrogazione. Dagli undici metri infatti nella maggior parte dei casi ad avere il coltello dalla parte del manico è chi calcia e in genere quando si presenta un rigore parato si parla di errore dell’attaccante. Così però non è stato ieri sera al Gillette Stadium dove in realtà il portiere albiceleste sapeva benissimo dove e come avrebbe calciato il futuro mediano dell’Internacional. Come è possibile? Semplice basta studiare i rigoristi delle squadre, in genere abbastanza metodici e ripetitivi al momento della battuta. Dopotutto un rigorista che quasi sempre calcia con il cucchiaio non poteva di certo passare inosservato e l’ex portiere sampdoriano ne ha immediatamente approfittato leggendo benissimo la situazione in coppia con il preparatore dei portieri Gustavo Pinero, come ammesso dallo stesso Romero al termine del match: “Abbiamo visto il rigore di Seijas contro l’Huracan, perciò ero tranquillo fino alla fine“.

Grande sicurezza dunque per il numero uno dell’Argentina che dimostra ancora una volta come lo studio alla fine paghi sempre.

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