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Pescara-Trapani, Lapadula
Pescara-Trapani, Lapadula

Il circo mediatico costruito sul fertile terreno del mercato, ha trovato la sua più fortunata e felice rappresentazione nella spy story montata sul futuro di Gianluca Lapadula. Un mese e oltre per vagliare, decidere, approfondire, nel silenzio più totale. Mentre il Presidente Sebastiani si concedeva un giorno sì e l’altro pure a microfoni e telecamere, dando per fatti accordi mai raggiunti, l’attaccante da trenta gol rifletteva e valutava, con carte e proposte alla mano. In ballo i milioni di euro, le prospettive sportive, la voglia di reperire un club di livello in grado di assicurargli un posto da titolare. A ventisei anni la grande ribalta, la tirannide del tempo guidata da treni che non passano più. Si è preso tante ore per decidere, strizzando l’occhio al Napoli, alla Juventus, al Genoa, al Sassuolo, senza dire sì, lasciandosi corteggiare come neanche una star hollywoodiana. Poi, improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno, il Milan: operazione lampo, dieci milioni al Pescara e l’accordo col giocatore, prossimamente rossonero. Lecito pensare ad una boutade dopo quanto letto e sentito per settimane. Invece è tutto incredibilmente vero. Il fattore sorpresa apre un ragionamento sulla bontà della scelta del ragazzo, sulle prospettive del Milan, sul possibile addio di Bacca e, infine, sulle ataviche difficoltà del Napoli, la squadra più accreditata per assicurarsi le prestazioni dell’ultimo capocannoniere del torneo cadetto, sopraffatta dal sorpasso meneghino.

Il primo capitolo pone in risalto l’assai presunto coraggio di Lapadula, finito in una società dichiarata in vendita, ad oggi senza allenatore (col permesso di Brocchi) e reduce da stagioni a dir poco fallimentari. Una nobile decaduta, costretta a rivedere il suo business planning, in preda da anni ad una crisi tecnica senza fine. Lapadula, dunque, potrà prestare al Milan il volto del nuovo corso, fatto di giovani e scommesse, lontano anni luce dagli investimenti pesanti, da rosso in bilancio. Eppure, nonostante file e telefoni intasati, la scelta si è rivelata obbligata, stando ai parametri stabiliti da Lapadula che mai avrebbe accettato di entrare in competizione con Higuain piuttosto che con Dybala. Ecco perché Napoli e Juventus, nonostante tutto, sono state costrette ad alzare bandiera bianca di fronte alle perplessità del ragazzo che ha accettato l’offerta dell’unica “grande” squadra in grado di assicurargli un posto da titolare. Da qui la scelta di comodo, poco ambiziosa e, per tornare al punto precedentemente analizzato, per nulla coraggiosa. Spaventato dalla concorrenza, Lapadula ha optato per il Milan, fuori dalle coppe e dal grande calcio, secondo quanto raccontato dalle ultime stagioni.

L’arrivo di Lapadula, apre ufficialmente all’addio di Bacca, già spifferato dal centravanti colombiano durante la Copa America. E assicurazioni in tal senso, tra il serio e il faceto, le avrà chieste proprio l’ormai ex attaccante del Pescara, destinato a fungere da punto di riferimento del reparto offensivo rossonero. Infine il Napoli, costretto a raccogliere i cocci, come un cavallo che rompe prima di tagliare il traguardo. Anche stavolta hanno inciso le clausole sui diritti d’immagine, tanto quanto la presenza di Higuain, troppo ingombrante per il pavido Lapadula.

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