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Dzsudzsak

Tra le grandi sorprese di Euro 2016 spicca l’Ungheria di Storck, primatista nel gruppo F che ha messo in mostra il portiere Kiraly, l’esperto Gera e il folletto Dzsudzsák.

Euro 2016 ha finalmente archiviato la fase a gironi con le gare di ieri dopo un paio di settimane circa di confronti accessi, intensi e nella maggior parte dei casi equilibratissimi. Proprio il fattore equilibrio ha sorpreso e non poco, soprattutto in alcuni raggruppamenti dove i pronostici della vigilia sono stati letteralmente rivoltati come un calzino. Dal secondo posto dell’Inghilterra alle spalle del Galles, passando per un’Irlanda del Nord in grado di approdare agli ottavi nonostante i mezzi limitati, senza dimenticare l’ottima Italia vista nelle prime uscite e capace di conquistare il primo posto matematico dopo appena 180 minuti, per finire con la Spagna campione in carica che non è andata oltre un secondo posto alle spalle della Croazia di Perisic. Tante dunque le sorprese in un senso o nell’altro, ma il girone che ha sicuramente offerto maggiori colpi di scena e stravolgimenti del copione, è stato il gruppo F, che vedeva il Portogallo di Cristiano Ronaldo come favorito assoluto per il primato, con Austria e magari Ungheria a contendersi la seconda piazza. Le cose ovviamente non sono andate assolutamente così e l’Austria di Alaba ha salutato la competizione con un solo punto messo a referto, mentre ci è voluta una vera e propria impresa per i lusitani guidati da CR7 nell’ultimo match del girone pareggiato per 3-3 con l’Ungheria che invece dal canto suo ha chiuso il raggruppamento al primo posto, guidando la classifica sin dal primo match. Chiude infine il quadro la Cenerentola Islanda che all’esordio assoluto agli Europei ha stupito tutti mettendo insieme 5 punti ottimi per finire seconda davanti al Portogallo.

LA TRAVOLGENTE UNGHERIA – Per una Nazionale come l’Ungheria, assente agli Europei ormai dal 1972 e lontanissima parente di quella che tra gli anni 40′ e 50′ incantò l’Europa con il periodo d’oro dei vari László Kubala, Zoltán Czibor, Sándor Kocsis e soprattutto Ferenc Puskás, i pronostici per EURO 2016 si limitavano probabilmente al ruolo di semplice comparsa, con un terzo posto nel girone come obiettivo maggiormente realistico. I pronostici sono però fatti proprio per essere disattesi e i ragazzi di Storck ci sono riusciti alla grande, conducendo sin dal principio il gruppo F aperto dallo splendido 2-0 rifilato ai ‘cugini’ austriaci. Una vittoria che ha subito dato morale ad una squadra accreditata dai più come semplice comprimaria ma che anche nella seconda gara ha messo in luce le proprie qualità in un match tiratissimo contro gli ostici islandesi. La seconda partita del girone per la verità non è stata propriamente spettacolare ma l’incredibile tenacia di Dzsudzsák e soci è bastata a rimettere in parità una sfida destinata ormai a finire tra le mani dell’Islanda, rischiando nel finale addirittura di ottenere il bottino pieno. Arriviamo così all’ultimo atto, con 4 punti in classifica e due di margine sulle inseguitrici. A Lione ad attendere l’Ungheria di Storck c’è il Portogallo di CR7, a caccia dei primi gol e di punti fondamentali. Il match risulterà alla fine tra i più spettacolari della fase a gironi, con gli ungheresi abilissimi ad andare addirittura per tre volte in vantaggio contro un avversario tecnicamente, almeno sulla carta, superiore. La voglia di far bene è però troppo forte e prima il veterano Gera e poi capitan Dzsudzsák, mettono in chiaro che il pomeriggio di Ronaldo non sarà affatto una passeggiata. Il 3-3 finale regala così il primato agli ungheresi che agli ottavi se la vedranno col Belgio.

FOLLIA, ESPERIENZA E QUALITA’ – Al termine della fase a gironi sono tre in particolari gli uomini a disposizione di Storck che hanno impressionato e non poco, per motivi peraltro piuttosto differenti. Iniziamo dalla porta dove vedere un quarantenne in tuta al debutto in un Europeo non è proprio cosa da tutti i giorni. Gabor Kiraly ha stupito tutti, volendo nonostante l’età difendere i colori della propria nazionale. Seppur non sempre irreprensibile al momento di metterci i guantoni, il buon Kiraly ha saputo comunque farsi amare, diventando un personaggio cult sul web per via della sua tuta ma anche per alcune giocate bizzarre sul terreno di gioco: dal passaggio no look sotto le gambe nella sfida all’Islanda, al rilancio con finta incorporata contro il Portogallo.

In mediana troviamo invece l’esperto Zoltan Gera, sempre presente e addirittura al sesto posto della classifica marcatori all-time della selezione ungherese, che è riuscito anche conto i lusitani a farsi notare con uno splendido bolide mancino dalla distanza che ha incenerito Rui Patricio. 37 primavere ed un mare di esperienza per Gera, oggi in patria al Ferencvaros a chiudere la carriera, ma bravo a farsi notare anche in Premier tra WBA e soprattutto Fulham col quale sfiorò anche la vittoria dell’Europa League persa poi contro l’Atletico. Ex ala e trequartista, con la nazionale si è ritrovato a giocare in mediana con ottimi risultati, non per nulla è considerato uno dei migliori magiari del nostro secolo.

Chiudiamo infine con il calciatore di maggior talento dell’Ungheria: Balazs Dzsudzsák. Il folletto del Bursaspor arrivato ormai alla soglia dei trent’anni ha limato col tempo quei piccoli difetti che ne avevano caratterizzato la prima fase di carriera, aggiungendo ad un talento ampiamente accertato anche quel giusto bagaglio di esperienza utile a guidare al successo (per quanto possibile) la propria nazionale. Sfortunato contro l’Islanda, ha tentato più volte la via della rete, è stato ripagato alla grande contro il Portogallo con l’aiuto di deviazioni dall’importanza fondamentale.

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