SHARE

de laurentiis mdc

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis commenta il trasferimento di Lapadula al Milan, più volte cercato dai partenopei

Nella serata di ieri il Milan ha sorpreso un po’ tutti, entrando con prepotenza nell’asta che si era scatenata per Gianluca Lapadula: acquisto chiuso in poche ore e visite mediche nella mattinata di oggi. Concorrenza che quindi si ritrova costretta a cercare altrove una punta così in forma come l’ormai ex Pescara. Proprio il Napoli di De Laurentiis aveva individuato nel numero 10 abruzzese il perfetto vice-Higuain, con Gabbiadini sempre più volenteroso di giocare da titolare. Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli ha quindi voluto commentare la vicenda: “Dobbiamo avere gente innamorata della città di Napoli, non della squadra. Chi, da italiano, non ha la cultura e la conoscenza di tutto ciò, allora è un suo problema e non ci riguarda. Voglio gente contenta, ma al suo posto avrei fatto lo stesso”.

Uno dei fattori principali che ha portato Lapadula a sposare il progetto milanista sarebbe stato quindi la sicurezza di giocare da titolare in un importante club, ma De Laurentiis non è d’accordo: Avrà immaginato di avere davanti a sé Higuain, Gabbiadini, Mertens, Callejon, il grandissimo napoletano Insigne, che speriamo lunedì venga impiegato contro la Spagna. Forse avrà pensato: quando giocherò? Esiste però un’abitudine sbagliata. Nessuno capisce che una partita è divisa in due tra primo e secondo tempo. Un giocatore se viene cambiato alla fine del primo tempo è come se avesse fallito: non è vero! Solo l’allenatore può sapere perché fare una sostituzione anziché un’altra. Purtroppo in Italia esiste il concetto di non disturbare quelli che stanno giocando e cominciare le sostituzioni solo al 20′ del secondo tempo: è un errore madornale!”

Il patron azzurro continua quindi a difendere la categoria degli allenatori, a discapito di giocatori troppo pressanti per un posto da titolare: “Sapete perché? Chi sta in panchina è a disposizione e non deve permettersi di dire cosa devono o non devono fare gli altri. Gli allenatori non possono essere condizionabili dallo spogliatoio, ovviamente se sono stimati. Viceversa, cambia tutto ed allora la società dovrà cambiarli. Non essendo più ragazzino, Lapadula ha scelto il Milan perché è una squadra più vincente ed ha platee più internazionali. Così potrà avere più visibilità. Gli faccio tanti auguri, sono contentissimo perché noi dobbiamo sperare che questi giovanissimi abbiano la vita professionale e personale che meritano e che sognano. Caro Lapadula, hai fatto benissimo, tanti cari auguri, che Dio ti protegga”.

SHARE