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Lunedì 27 giugno sarà di nuovo Italia-Spagna, riedizione della finale dell’Europeo di quattro anni fa a Kiev dominata dalle Furie Rosse che ottennero il loro secondo successo consecutivo nella manifestazione continentale. Stima e rispetto reciproco tra due squadre dalle opposte filosofie calcistiche, tradotte in campo da un diverso modo di proporre gioco, sempre efficace visti i risultati ottenuti fin qui in Francia. Un incrocio temuto, pericoloso, beffardo per via di un tabellone che non ha riservato sconti alle grandi d’Europa, attese da un cammino durissimo verso la finale di Parigi.

Vicente Del Bosque conosce alla perfezione gli azzurri di Antonio Conte, affrontati in amichevole nel marzo scorso a Udine, e sa bene che l’Italia non è soltanto difesa e ripartenze come qualcuno continua a descriverla ma una realtà nel panorama internazionale al netto di un livello tecnico decisamente inferiore rispetto a qualche anno fa. “L’Italia è anche una squadra d’attacco. Rispetto al 2012 ha cambiato il centrocampo che, forse, ora è più diretto. Prima c’erano Thiago Motta, Pirlo e De Rossi, adesso ci sono altri giocatori più offensivi. Ha un’ottima difesa, ma anche ottimi attaccanti, buone ali come Candreva e Florenzi, oltre a grandi interni di centrocampo, come Parolo e Giaccherini. La difesa è molto forte, con De Rossi che forma un quartetto elastico, ma allo stesso tempo compatto. Attenzione, sbaglia chi pensa che l’Italia sia una squadra che gioca solo sulla difensiva”.

Possesso palla contro organizzazione tattica, sarò molto probabilmente questo il tema dominante del match. Meno tiki taka, comunque caratteristica fondamentale anche senza Xavi in mezzo al campo, e più ricerca della giocata in profondità sfruttando la crescita di Alvaro Morata, capocannoniere del torneo con 3 reti assieme a Bale. “Quando non abbiamo il pallone noi, soffriamo ma, quando ce l’abbiamo, stiamo sicuramente meglio. Ci sono cose sulle quali bisogna essere costanti e testardi, non è una questione di scarsa flessibilità, ma di avere un’idea ben precisa nella testa”.

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