SHARE
kiko
Kiko esultanza - FOTO @Twitter, This is Sport @RealPassionBall

Di calciatori iconici pur senza aver fatto granché nel concreto ce ne sono, e Kiko è uno di questi. Molto celebre negli anni ’90, quando per buona parte del decennio ha militato nell’Atletico Madrid vivendo grandiosi momenti alternati a periodi di buio, l’attaccante spagnolo ha lasciato in generale una sensazione di incompiutezza attorno a se anche per il fatto di aver appeso le scarpette al chiodo a soli 30 anni a causa di un infortunio cronico ad una caviglia che non è mai riuscito a curare.

KIKO VAN BASTEN

Francisco Miguel Narvaez Machon nasce a Jerez de la Frontera il 26 Aprile 1972. Calcisticamente gioca in diverse squadre giovanili della propria città prima di essere notato dal Cadice, che a 13 anni lo inserisce nel proprio vivaio. Curiosamente Kiko inizia la propria parabola calcistica come portiere, per poi essere spostato in attacco. Il fisico imponente (1,89 cm di altezza) non ne ostacola la rapidità di movimenti. Il ragazzone di Jerez infatti si imporrà nel ruolo di seconda punta. L’esordio è datato 14 aprile 1991 contro l’Athletic Bilbao in un match perso per 3-2, con Kiko che diventa presto uno dei perni della squadra e contribuisce in maniera decisiva alla permanenza nella Liga dei gialli, segnando il gol salvezza proprio all’ultima giornata. Viene ricordato con affetto dai suoi tifosi che nel tempo lo hanno soprannominato “Kikogol” o “Kiko van Basten“.

DIESEL

Nell’estate 1993 il giocatore conosce la svolta professionale della sua carriera con il passaggio all’Atletico Madrid. In biancorosso però delude fino al ’95, anche a causa di un progetto tecnico che stentava a decollare, con ben 9 cambi di allenatore in questo periodo. Con la nomina a tecnico di Radomir Antic invece le cose volgono al meglio per i ‘Colchoneros’ che vinceranno Coppa di Lega e Coppa di Spagna. Kiko in particolare formerà con il bulgaro Ljuboslav Penev una delle coppie gol più prolifiche di Spagna.

I due segneranno rispettivamente 11 e 16 reti. In rosa c’erano tra gli altri il portiere Francisco Molina, Josè Luis Caminero, ‘el Cholo’ Simeone, Juan Vizcaino ed il sudafricano ex Manchester United, Quinton Fortune. L’anno dopo l’Atletico gioca la Champions League arrivando fino ai quarti di finale contro l’Ajax e chiudendo al quinto posto in campionato, per Kiko però l’andamento personale migliora con 13 marcature.

EURO KIKO

Il ct della Spagna, Javier Clemente, lo convoca per Euro ’96 che si svolge in Inghilterra. L’attaccante andaluso parte inizialmente come riserva per poi trovare via via più spazio. Resta in panchina nel primo match della fase a gironi pareggiato 1-1 contro la Bulgaria, invece con la Francia gioca l’ultima mezzora di gara senza farsi notare (finirà anche stavolta 1-1) e poi nella vittoria per 2-1 con la Romania parte dall’inizio rimediando un’ammonizione.

Gli iberici avanzano ai quarti di finale dove incrociano i padroni di casa dell’Inghilterra che li elimineranno ai calci di rigore, anche se nei 90′ regolamentari Kiko segna un gol poi annullato in maniera contestata. Ma sostanzialmente il suo Europeo sta tutto lì. Invece risulterà tra i meno peggio ai Mondiali di Francia ’98, con due gol segnati alla Bulgaria che non evitarono però alle Furie Rosse l’eliminazione al primo turno, portando il suo score totale con la Spagna a 26 presenze e 5 gol.

UN ANITO EN EL INFIERNO

Non passa inosservato invece il rendimento in campionato. La Lazio pensa timidamente a lui nell’estate 1998, quando finirà poi per ingaggiare Christian Vieri, che in un solo anno ai ‘Materassai’ aveva segnato 24 gol in 24 presenze instaurando però un cattivo rapporto con il presidente Jesus Gil. I biancocelesti si rifanno vivi per Kiko tre anni dopo. Anche stavolta Roma resterà lontana principalmente a causa del costosissimo acquisto di Gaizka Mendieta dal Valencia. Intanto con l’Atletico non è tutto rose e fiori. Il club madrileno va presto incontro ad una grossa crisi societaria che culminerà con la retrocessione in Segunda Division nel 1999-2000. Kiko decide comunque di restare un po’ per riconoscenza, un po’ perché oramai veste i colori biancorossi da 7 anni, e la dirigenza a sua volta lo premia facendone uno degli uomini immagine della campagna abbonamenti.

I GIOCATORI ITALIANI CHE HANNO INDOSSATO LA MAGLIA DELL’ATLETICO MADRID 

L’ARQUERO

Alla soglia dei 30 anni intanto passa un altro treno importante, quello del Milan. Kiko però non riesce a salire per dei seri guai fisici. La caviglia lo tormenta e gli fa vedere il campo a periodi alternati, allontanandolo sempre più dal rettangolo di gioco nonostante gli sforzi fatti per guarire. Scartando infine l’opzione Southampton, Kiko chiuderà la propria carriera all’Extremadura nel 2001/2002. Giocherà solo 11 volte, dopo 225 presenze e 48 reti con l’Atletico Madrid. Dopo il ritiro Kiko sposa Miss Spagna 1996, Patricia Ruiz. Attualmente è commentatore di calcio a Radio Cadena SER ed all’emittente tv Movistar, oltre a partecipare a diversi spot pubblicitari, come quello dell’acqua minerale ‘Lanjarón ‘. Celebre è stato il suo modo di esultare, “l’arquero…l’arciere”, ripreso successivamente dal suo concittadino Dani Guiza ed in tempi più recenti anche da Fernando Torres ed Antoine Griezmann.

LO SPOT DI KIKO PER LANJARON

SHARE