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Foto Fabio Muzzi
PARCO PACE PONTASSERCHIO
Foto Fabio Muzzi

Com’era finita? Con la retrocessione tra i fischi e gli insulti del Picchi, col Livorno retrocesso in serie C dopo una partita assurda con il Lanciano e con l’aggressione, verbale e poi fisica, ai danni del portiere Pinsoglio, l’uomo dell’errore decisivo. La contestazione ai danni di Spinelli, più contestato che amato negli ultimi anni, la voglia di mollare e la scarsa voglia di ricominciare. Da dove? Si chiedevano i tifosi labronici, appesi al filo della speranza legato ai ricorsi estivi, alle possibili mancate iscrizioni, pur di allontanare lo spettro della lega Pro. Si saprà nei prossimi mesi, magari ad una settimana dall’inizio dei campionati, come sovente accade nel nostro campionato. Per ora sarà importante gettare le basi del nuovo Livorno, magari ristabilendo un ponte ideale tra il passato glorioso e il presente più nero che amaranto.

Tradizione e modernità si fondono in uno dei simboli dell’ultima favola del Livorno, il bomber Igor Protti, tornato a “casa” nel momento più complicato. L’uomo della storica scalata dalla serie C alla serie A, a suon di gol e senza proclami, come nello stile di un calciatore abituato a parlare spesso in campo e di rado dinanzi alle telecamere. Un calciatore bravo come pochi, amato ed esploso nella provincia del calcio, bocciato precocemente altrove, ingiustamente poco considerato. Eppure, numeri tecnici e freddi, spiegano almeno in parte l’epopea di un attaccante completo, bravo col pallone tra i piedi. Un assist man preciso ed un finalizzatore implacabile: 304 partite e 140 gol per la gloria imperitura.

Amato tanto quanto un altro bomber, livornese purosangue, Cristiano Lucarelli, l’altra metà della coppia che ha fatto sognare Livorno. Un tandem che magari un giorno si ricomporrà, dal campo alla panchina. Per ora Protti, col suo carico enorme di esperienza e di personalità. Un’ottima mossa per riattivare l’entusiasmo dei tifosi, messo a dura prova dall’ultima catastrofe sportiva. Sarà un club manager, punto di contatto tra lo staff tecnico e la società. Un volto dal passato rimpianto per riscrivere il futuro del Livorno.

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