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Jack Miller vince il gp d'Olanda di MotoGp - Fonte: Twitter @R45Feed
Jack Miller vince il gp d'Olanda di MotoGp - Fonte: Twitter @R45Feed
Jack Miller vince il gp d’Olanda di MotoGp – Fonte: Twitter @R45Feed

Jack Miller vince il gran premio d’Olanda di MotoGP. Sul circuito di Assen, l’australiano della Honda (team Estrella Galicia) si aggiudica una pazza gara bagnata, contraddistinta dalla sospensione a 12 giri dal termine a causa di un nubifragio. Prima affermazione nella classe regina per Miller, davanti ad un Marc Marquez che approfitta delle cadute del terzetto italiano (Dovizioso-Rossi-Petrucci) e centra un secondo posto che pesa come un macigno in ottica mondiale. Terzo Redding, soltanto 10° un anonimo Jorge Lorenzo, che senza le tante cadute avrebbe chiuso con ogni probabilità lontano dalla zona punti.

La gara prende il via in condizioni di pista bagnata che invitano i piloti ad essere molto prudenti. Lo scatto migliore è di Scott Redding, che si presenta davanti a tutti alla prima curva salvo poi commettere un errore che lo relega a centro gruppo. La testa della corsa è dunque presa dalla coppia Rossi-Dovizioso, seguiti da Aleix Espargaro, Marquez e da un Jorge Lorenzo autore di una buona partenza. Ottimo scatto dalle retrovie per Pedrosa, subito a ridosso delle prime posizioni, ma soprattutto di Andrea Iannone, che in un paio di giri è subito nella top 10. Intanto davanti è un sorprendente Hernandez a fare il diavolo a 4: il pilota della Ducati Aspar viaggia a doppia velocità e nel giro di poche curve infila diversi piloti prendendo la testa della corsa con un discreto margine. Alle sue spalle Rossi contiene Dovizioso senza grossi problemi, mentre Marquez scavalca Espargaro e tenta di ricucire il gap che lo separa dalla zona podio. Chi va presto in crisi è il campione del mondo in carica Jorge Lorenzo, che in pochi passaggi precipita addirittura fuori dalla zona punti. La vecchia Ducati si conferma moto avvezza al bagnato, come dimostra la fuga di Hernandez in testa alla corsa e la risalita di Danilo Petrucci, che si porta 4° girando più forte anche di Rossi e Dovizioso.

Anche Iannone infila Marquez per il 5° posto, mentre è impressionante la difficoltà nel guidare di Vinales e Lorenzo, rispettivamente 17° e 18°. Col passare dei giri le condizioni della pista migliorano, con conseguente abbassamento dei tempi da parte di tutti i piloti in pista, ma proprio quando sembra imminente il cambio moto ed il passaggio alle gomme d’asciutto, il cielo olandese decide di scaricare altra acqua sul circuito di Assen. Hernandez prosegue nella sua fuga in testa alla corsa, mentre alle sue spalle Dovizioso rompe gli indugi e scavalca Rossi per la seconda piazza. Il poleman è il più lesto a riadattarsi al bagnato e comincia a rosicchiare decimi al leader della corsa, mentre Rossi in difficoltà vede incombere il minaccioso duo Petrucci-Iannone. A 15 giri dal termine il primo colpo di scena: Hernandez cade e cede la testa della corsa a Dovizioso, con conseguente poker di italiani a guidare la corsa. Dietro di loro risale Scott Redding, mentre Marquez naviga a vista in sesta posizione e Lorenzo, penultimo, accusa un ritardo di quasi 40 secondi dalle posizioni di testa.

Nel frattempo su Assen si abbatte un vero e proprio nubifragio: Dovizioso guida con un secondo e mezzo su Rossi e Petrucci, mentre Iannone perde contatto e viene scavalcato da Scott Redding, prima di cadere in curva 2 nel tentativo di tenere il ritmo dell’inglese. Davanti Dovizioso, Petrucci, Rossi e Redding danzano sulle uova e danno vita ad una battaglia incredibile per un paio di passaggi, prima della bandiera rossa che interrompe la gara per le condizioni impraticabili della pista, quando mancano 11 giri alla conclusione. La decisione della direzione gara è di ripartire per 12 giri, a meno di un prolungarsi del maltempo tale da compromettere la ripartenza. Con il migliorare delle condizioni meteo si va verso una nuova procedura di partenza seguendo la classifica del giro 14: Dovizioso, Petrucci e Rossi in prima fila, Redding, Marquez e Pedrosa in seconda. Alla ripartenza, con anche Iannone presente in diciassettesima posizione, Dovizioso scatta bene davanti a Rossi e Marquez, terzo davanti a Petrucci e ad un sorprendente Miller. Non piove più ma la pista resta al limite, ne sa qualcosa Dani Pedrosa che è il primo ad assaggiare l’asfalto, seguito poco dopo da Crutchlow. E’ solo l’inizio di una vera e propria ecatombe: nel giro di pochi passaggi cadono i protagonisti della prima parte di gara. A breve distanza l’uno dall’altro Petrucci e Dovizioso, un giro dopo Valentino Rossi. Per la ghiaia finiscono anche Smith e Aleix Espargaro, in una gara che a 9 giri dal termine trova in Marc Marquez il leader meno atteso, seguito a ruota da uno scatenato Jack Miller e con Pol Espargaro più staccato a difendere il podio virtuale da Scott Redding. Le tante cadute consentono a Iannone di risalire fino alla quinta posizione e a Lorenzo fino alla decima posizione, mentre Marquez entra in modalità calcolatore e cede senza prendere rischi la testa della corsa a Miller. L’australiano vola verso la sua prima vittoria in MotoGp, mentre al terzo posto giunge Scott Redding, davanti a Pol Espargaro e Andrea Iannone.

In classifica mondiale Marquez allunga sugli inseguitori e sale a quota 145 punti, seguito da Lorenzo con 121 e da Rossi, fermo a 103.

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