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Gunnarsson
Gunnarsson (foto: Twitter UEFA EURO 2016)
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Gunnarsson (foto: Twitter UEFA EURO 2016)

L’emblema della fantastica impresa dell’Islanda ad Euro 2016 è sicuramente capitan Gunnarsson, che in Francia ha messo in mostra grinta, cuore, polmoni e una rimessa laterale vincente oltre ad una barba da idolo del web.

Il cuore pulsante di una nazione di circa 320000 anime, l’uomo simbolo di una selezione sorprendente e trascinata dalla forza del gruppo ancor prima che dal talento dei singoli: questo e molto altro è Aron Gunnarsson, il capitano barbuto dell’incredibile Islanda guidata in panchina dall’accoppiata Lagerback-Hallgrímsson che con la splendida vittoria di ieri ottenuta ai danni dell’Inghilterra di Roy Hodgson per 2-1 ha strappato un pass assolutamente impronosticabile alla vigilia degli Europei per i quarti di finale della manifestazione continentale. Una vera e propria favola quella della piccola Islanda, pronta a scrivere un nuovo capitolo a partire da domenica sera allo Stade de France contro i transalpini padroni di casa, dopo aver già incantato nel girone F con un secondo posto da applausi maturato grazie alla vittoria all’ultimo respiro contro l’Austria che ha fatto letteralmente impazzire il telecronista Gudmundur Benediktsson, e impreziosito ancor di più se si pensa al Portogallo di Cristiano Ronaldo, bloccato all’esordio europeo sul pari e messo addirittura dietro in classifica. Un percorso ancora giovane quello dell’Islanda di capitan Gunnarsson che nonostante gli sfavori del pronostico ha messo in campo una fantastica serie di prestazioni caratterizzate dall’ottima tenuta tattica accompagnata da carattere ed unità di intenti di ogni singolo a cui va aggiunto l’enorme cuore di tutto il movimento islandese, dai calciatori agli allenatori, senza ovviamente dimenticare i tifosi.

IL VICHINGO – L’emblema della favola islandese è come detto proprio capitan Gunnarsson, 27enne centrocampista in forza al Cardiff City che tra Þór, AZ e Coventry per la verità non ha mai troppo brillato soprattutto sul piano tecnico, ma in compenso ha sempre messo sul rettangolo di gioco grinta, corsa e qualità da leader. Proprio la sua leadership è indiscutibile con la selezione islandese, di cui è capitano ormai dal 2012, quando alla giovane età di 23 anni gli fu immediatamente affidata la fascia. Il barbuto mediano di Lagerback in questi Europei ha infatti mostrato un attaccamento alla maglia da capitano vero, convertito alla perfezione in prestazioni memorabili come quelle contro Austria e soprattutto Inghilterra. Un motorino instancabile in mediana ed abilissimo in fase di rottura, grazie ad un ottimo dinamismo e a uno spirito da condottiero che lo portano spesso a gettare il cuore oltre l’ostacolo aiutando il compagno in difficoltà e mettendo sempre e comunque una pezza nei momenti chiave, come capitato più volte proprio contro gli inglesi. Gunnarsson non è però solo corsa e grinta senza cervello ed anzi l’accoppiata di ct islandesi gli ha ritagliato un ruolo ben preciso soprattutto da palla inattiva. Proprio i calci piazzati in genere sono tra le armi maggiormente privilegiate dalle compagini meno abili tecnicamente ed ecco perchè l’Islanda non lascia al caso neanche le rimesse laterali, affidate sempre e comunque, in attacco o in difesa, a destra o a sinistra, ad Aron Gunnarsson. Il motivo è presto svelato: il classe 1989 nato ad Akureyri ha nella sua faretra un’arma letale, una lunghissima e potente gittata con le mani. Gunnarsson infatti, sfrutta la sua enorme forza nelle braccia per tramutare ogni rimessa laterale in un pericoloso cross in area di rigore, spesso corretto in goal o assist dalle torri islandesi, come già accaduto per ben due volte anche ad Euro 2016, contro l’Austria prima e l’Inghilterra poi.

L’EREDE DI RORY DELAP – La rimessa lunga di Gunnarsson, scoperta nel corso degli Europei francesi non è però di certo una novità assoluta. Il mediano del Cardiff e della nazionale di Lagerback ha infatti un illustre predecessore: Rory Delap. Il classe 1976 irlandese divenne famoso nel corso della sua carriera, soprattutto in Inghilterra, per la sua lunghissima e pericolosa gittata che si consacrò in particolar modo con la lo Stoke City di Tony Pulis, creando un vero e proprio schema studiato in allenamento presto ribattezzato come ‘Delap Special’.

Una barba da idolo del web, una polemica risolta con grandissima ironia con Cristiano Ronaldo e ora anche una rimessa laterale più letale di un calcio di rigore: Aron Gunnarsson ad Euro 2016 non si è di certo fatto mancare nulla.