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fonte: profilo twitter @VivoAzzurro
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La telecronaca di Italia-Spagna in onda su Rai 4 con la Gialappa’s Band è stata criticata dal Garante per l’infanzia

Prima Chiellini e poi nei minuti di recupero Pellè regalano una incredibile successo per 2 a 0 all’Italia contro la Spagna, nella gara valevole per gli ottavi di finale di Euro 2016. Gara importantissima e decisiva per le sorti della Nazionale che, come da tradizione, è stata trasmessa oltre che da Sky Sport anche dalla Rai. Il servizio pubblico televisivo italiano detiene infatti da sempre i diritti (quasi) esclusivi delle partite degli Azzurri, che vengono trasmesse solitamente sul canale principale: Rai 1. In occasione degli Europei di Francia 2016 però l’emittente di Viale Mazzini ha voluto fare le cose in grande, dando finalmente un tocco di innovazione al suo palinsesto. Oltre all’apertura dei canali Rai e Rai Sport in HD, da quest’anno i match a partire dai quarti di finale verranno trasmessi anche in definizione 4K, la più alta disponibile (come successo con Mediaset in occasione della finale di Champions League fra Atletico Madrid e Real).

Oltre alle normali trasmissioni però su Rai 4 la Rai trasmette anche la telecronaca delle partite di cui detiene i diritti con un particolare format, quello proposto dalla Gialappa’s Band. Il famoso trio comico è infatti tornato a commentare le gare degli Azzurrri, così come faceva dagli anni ’90. In occasione di Italia-Spagna però, durante la trasmissione, molte parolacce hanno accompagnato la cronaca del match, facendo storcere il naso al Garante per l’infanzia. Cesare Romano ha quindi subito scritto direttamente al direttore generale della Rai Campo Dell’Orto.

Questo il testo della segnalazione: 

Ho assistito con parenti, amici e nipoti alla partita La telecronaca è stata condotta riempiendo di parolacce tutta la diretta, tanto che i miei nipoti mi facevano notare che mentre in famiglia erano bandite e punite, in televisione erano permesse. Desidero diffidare la conduzione di telecronache con questo tipo di stile e linguaggio che ritengo altamente diseducativo e offensivo.

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