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Carlo Tavecchio, Federcalcio
Carlo Tavecchio, Federcalcio

Tavecchio al settimo cielo dopo Italia-Spagna: “Conte scelta ovvia. Con la squadra c’è empatia. Adesso andiamo a Bordeaux per imporci sulla Germania”.

Antonio Conte e questa Italia hanno un mentore speciale: Carlo Tavecchio. Il numero uno della federazione italiana, macchiatosi negli anni con svariati comportamenti e dichiarazioni decisamente “borderline”, è stato tra i massimi sostenitori del Commissario Tecnico. Tant’è che nell’immediato post Prandelli dello sciagurato giugno di due anni fa, fu proprio lui a fare di tutto per accontentare le pretese (economiche) del tecnico bianconero: “Ho sempre detto sin dai primi giorni che l’unica strada che potevamo fare per toglierci soddisfazioni era quella di essere un club”.

TAVECCHIO E L’ITALIA “Niente nomi, ma abbiamo cambiato stile anche in Federazione. Non possiamo permetterci di essere solo una selezione, perché è inutile nascondere che non è un momento sicuramente facile per noi a livello di talenti”. Queste le parole di Tavecchio nel postpartita di Italia-Spagna, il presidente federale ha parlato a lungo di Conte: “Scegliere lui significava fare una scelta quasi ovvia in un momento delicato, ma il problema era come trovare i fondi per pagarlo. Noi abbiamo trovato delle soluzioni ragionevolmente sopportabili col nostro sponsor e oggi siamo stati ampiamente ripagati da questi sacrifici”.

L’Italia formato Euro 2016 piace tanto anche ai vertici del calcio azzurro: “È normale, con la squadra si è creato un rapporto vero, e poi non battevamo la Spagna da 22 anni. Sono contento soprattutto per i ragazzi che da più di un mese lavorano intensamente. Loro sono tutti per uno e uno per tutti. Volevamo fare qualcosa di bello e sorprendere tutti, credo che ci stiamo riuscendo. Abbiamo fatto una grande partita e abbiamo un grande ct”.

Chiosa Tavecchio: “Io ho detto che andavamo all’Europeo per vincere, adesso quindi speriamo di fare di più. Ora c’è la Germania che, come la Spagna, spaventa chiunque, ma sono convinto che adesso anche loro ci temono: andiamo a Bordeaux per imporci. Noi siamo una squadra importante e ora lo stanno apprendendo anche gli altri con i fatti. Io comunque lo sapevo, perché sono con loro da due anni ci siamo qualificati per l’Europeo prima degli altri, abbiamo vinto il nostro girone: che cosa dovremmo fare di più? Noi però tutte le volte abbiamo una prova nuova da superare”.

Stefano Mastini 

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