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L'Islanda esulta per il gol del 2 a 1 contro l'Inghilterra / Fonte: Twitter @MailSport
L'Islanda esulta per il gol del 2 a 1 contro l'Inghilterra / Fonte: Twitter @MailSport
L’Islanda esulta per il gol del 2 a 1 contro l’Inghilterra / Fonte: Twitter @MailSport

C’è un filo conduttore che parte dall’Islanda, si ferma per una sosta in Francia ed arriva fino San Polo di Torrile, paesino da 7600 anime della bassa parmense. Chilometri di vittorie e di passione. Passione esplosa a tal punto, e ad ogni latitudine, da costringere la “Errea”, sponsor tecnico della nazionale islandese, ad un lavoro extra per soddisfare le richieste di decine di migliaia di appassionati, letteralmente impazziti per le imprese della selezione del nord Europa, tanto da richiedere magliette, calzoncini, calzerotti ed ogni altro gadget della squadra. L’azienda, con sede nel piccolo paese parmense, è stata dunque costretta agli straordinari per rispondere all’enorme richiesta di materiale sportivo proveniente da tutta Europa. Una scommessa nata nel 2002, quando la Errea decise di sponsorizzare la Federcalcio della terra del ghiaccio che all’epoca cominciava a farsi conoscere dal grande pubblico. Dopo quattordici anni la piccola industria emiliana è passata all’incasso, traendo profitto dalla splendida cavalcata cominciata con la qualificazione e conclusa (per ora) con l’accesso ai quarti di finale di Euro 2016, dopo lo straordinario successo ottenuto contro l’Inghilterra.

Poco prima che la manifestazione iniziasse, diverse multinazionali hanno provato a “scavalcare” la piccola “Errea” con mezzi più o meno leciti, provando ad offrire la Federcalcio islandese contratti più convenienti dal punto di vista economico. Un tentativo andato a vuoto grazie all’atto di fedeltà e di rispetto degli islandesi che hanno giustamente preferito tener fede agli impegni già presi. Una scelta ripagata dal verdetto espresso dal campo che ha premiato lo spirito della selezione dei “Son”, pronta a stupire ancora. E sorride anche l’Errea, felice di dover accogliere un numero di richieste quasi fuori portata. Gli ordini arrivano da ogni dove ma il primo posto, nella speciale classifica degli acquisti, spetta alla Scozia, con in testa le città di Edimburgo e Glasgow, nuovi feudi islandesi.

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