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A pochi giorni da Italia-Germania, Giovanni Trapattoni spiega i motivi delle difficoltà da parte dei tedeschi quando affrontano l’Italia. E pronostica il risultato della partita…

Nella sua lunga carriera di giocatore e di allenatore, Giovanni Trapattoni è uno dei pochi a poter dire di averle viste tutte, o quasi. Per questo un suo pronostico in vista di Italia-Germania, forse i due paese dove ha lasciato i ricordi migliori da allenatore, è da considerarsi più che autorevole. Ai microfoni dell’agenzai Ansa, Trapattoni ha ammesso di ricevere in continuazione telefonate di amici tedeschi: “Cosa gli dico, una bugia? Che la Germania è fortissima e l’Italia è spacciata? Dovrei dire la verità, che per me finisce un’altra volta ai supplementari e rivinciamo noi. Ma per loro mettere insieme Italia, supplementari, sconfitta è davvero uno choc. Tutto è nato da Messico ’70”. Trapattoni è ricordato con affetto e simpatia in Germania, dove alla guida del Bayern Monaco vinse titoli e creò tormentoni leggendari. La sua esperienza in terra tedesca gli permette di dare un giudizio su come viene vissuta la sfida dai nostri avversari: “Ci amano e ci ammirano, ma ci soffrono anche, questo è innegabile. Il perchè è chiaro: nella loro mentalità c’è un’idea di ‘Deutschland’ nel mondo, un’idea dominante: fanno parte dell’Europa, ma loro sono ‘Deutschland’. È come la Merkel: con tutto il rispetto per la Bundeskanzlerin, la sua voglia di supremazia è evidente. Si sentono sempre fortissimi, poi arriviamo noi, piccoli, sempre polemici, con tanti peccati ma alla fine geniali. E li mettiamo in crisi»

Secondo Trapattoni il tabù Italia per i Tedeschi ha avuto origine a Messico ’70, al termine di quella che è stata definita “La partita del secolo”, Italia-Germania 4-3: “Sarà pure stata bellissima, per noi italiani e per gli amanti del calcio, ma per loro davvero no: ve lo assicuro, non l’hanno mai digerita, la sofferenza quando ci incontrano nasce tutta da lì. Soffrono ancora quello smacco, me lo chiedevano spesso quando ero a Monaco”. Mai come quest’anno però, per la Germania sembra arrivata la volta buona per invertire la tendenza negativa: “Ora la Germania è davvero una potenza calcistica, ma dire che oggi il divario è incolmabile per me non ha senso. La nazionale di Conte ha dimostrato davvero, come dice lui, di essere squadra e non selezione: ma avete visto come corrono in tre a recuperare i palloni quando un loro compagno lo perde? In sfide così, la condizione psico-fisica conta tantissimo”. Infine Trapattoni ha dichiarato di non credere alle dichiarazioni di Loew, che ha detto di non temere l’Italia: “Conosce alla perfezione l’Italia, i sui punti deboli, e ci teme. Perchè sa che partite così si vincono per un dettaglio. E noi nel genere siamo maestri”.

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