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Vincenzo Montella pronto a telecomandare il calciomercato del Milan
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Vincenzo Montella, nuovo allenatore del Milan

Vincenzo Montella si appresta ad affrontare una sfida durissima: riportare in alto il Milan. Il neo allenatore rossonero offre ampie garanzie dal punto di vista tecnico-tattico, ma dovrà fare attenzione ad Adriano Galliani.

Vincenzo Montella è il nuovo allenatore del Milan. Settimane passate a fare questo o quel nome, poi l’accelerata che non ti aspetti per un nome che sembrava finito ai margini della lista rossonera. Come sempre l’opinione pubblica è divisa, ma almeno dal punto di vista del “mestiere dell’allenatore”, Montella porta a Milanello più certezze che dubbi. Innanzitutto è un tecnico giovane ma d’esperienza. Non avrà allenato superpotenze continentali, ma il Montella allenatore si è formato in piazze calde quali Roma, Catania, Firenze e Genova, per questo l’impatto con San Siro e con l’ambiente rossonero non dovrebbe spaventarlo più di tanto. L’esperienza da subentrato alla Sampdoria non deve ingannare, cominciando la stagione dal primo giorno il tecnico campano ha una resa decisamente superiore, come accade a tutti gli allenatori con un’idea tattica ben precisa. Proprio questa idea è un altro dei punti a favore di Montella: le sue squadre hanno sempre espresso non necessariamente apprezzabile ma sicuramente riconoscibile. Una delle principali note dolenti in casa Milan negli ultimi anni è sempre stata l’assenza di una struttura di base, un impianto di gioco – e magari un 11 iniziale – capace di uscire dall’anonimato e dalla confusione.
Insomma un marchio di fabbrica che solamente l’allenatore può dare ad una squadra di calcio. Montella ha le competenze per superare questo scoglio e, nota non di poco conto, gode della stima del presidente Berlusconi, da anni affascinato dal suo calcio. Godere dei favori del numero uno rossonero – che pure avrebbe tenuto volentieri Brocchi – è sempre un ottimo punto di partenza: che il Milan passi o meno nelle mani di un investitore straniero, la voce principale del coro resterebbe la sua, ecco perchè rientrare nelle sue grazie resta una condicio sine qua non per chi vuole guidare il Milan (per info, citofonare a casa Mihajlovic). Restando in tema calcio giocato, l’arrivo di Montella sulla panchina del Diavolo potrebbe regalare soddisfazioni anche all’esigente platea milanista. Il purista del tifo rossonero sposa il diktat presidenziale “Padroni del campo e del giuoco”, ma soprattutto si esalta quando sul prato di San Siro vede giocare calciatori di un certo livello tecnico, mal digerendo i cosiddetti operai del pallone – salvo eccezioni straordinarie come Gattuso – e detestando senza riserva alcuna i “mezzi e mezzi”, quei giocatori senza un tratto distintivo che in larga parte compongono la rosa odierna del Milan.
Ebbene, l’arrivo di Montella dovrebbe garantire un restyling almeno parziale dal punto di vista della caratura tecnica, vero e proprio pomo della discordia nel contenzioso tra tifo e società. Il calcio del mister napoletano non può prescindere da elementi di qualità, soprattutto in mezzo al campo, quindi se come vorrebbe la logica dovesse essere accontentato in sede di mercato, il pubblico del Meazza dopo anni potrebbe di nuovo vedere una squadra in grado di non sfigurare alla Scala del calcio. Il mercato è uno dei nodi principali attraverso cui passerà gran parte dell’esperienza milanista di Vincenzo Montella. Il principale dubbio legato all’ormai ex allenatore della Sampdoria riguarda il suo carattere non facilissimo: come tutti gli allenatori Montella chiede di essere ascoltato, ma a differenza di altri fatica a sottostare ad eventuali decisioni imposte da una proprietà invadente. Sul rapporto tra il neo tecnico del Milan e la famiglia Della Valle si potrebbe scrivere un libro e la storia potrebbe ripetersi dalle parti di Milanello. Il Milan vive una situazione interna piuttosto caotica ormai da qualche anno, cui vanno aggiunte le innumerevoli trattative – vere o presunte – per il passaggio di proprietà.

Il problema numero uno di Vincenzo Montella in questo momento ha un nome ed un cognome: Adriano Galliani. L’amministratore delegato rossonero non ha fatto in tempo a digerire l’esonero di Mihajlovic che subito si è visto di nuovo scavalcato dalla proprietà. Settimane passate a sponsorizzare Giampaolo (anche ai cinesi, convinti invece di Montella) per poi ritrovarsi Montella. Dopo due stagioni fallimentari con allenatori scelti dall’a.d rossonero (Inzaghi e Mihajlovic), la famiglia Berlusconi ha deciso di tornare a fare di testa propria, come non accadeva dall’arrivo di Seedorf nel gennaio 2014. Per questo motivo Galliani – che non sprizzava gioia da tutti i pori al primo commento a caldo –  potrebbe decidere di accontentare solo in parte il nuovo allenatore e di remare contro alle prime difficoltà. Non sarebbe la prima volta, è già stato fatto in più di un’occasione da entrambe le fazioni che si contendono il potere al Portello e solitamente la cosa ha portato a risultati disastrosi sul terreno di gioco.
Montella si appresta dunque ad affrontare quella che ad oggi è senza alcun dubbio la sfida più grande della sua carriera da allenatore. Ammesse e non concesse le attenuanti derivanti dal caos societario, l’aeroplanino ha una sola strada da percorrere per portare a termine la missione: vincere e convincere, a prescindere dal materiale umano che avrà a disposizione.

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