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Vincenzo Montella pronto a telecomandare il calciomercato del Milan

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Ex compagni di squadra ai tempi della Sampdoria nel biennio 1996-1998, avversari in tanti derby capitolini, uniti dal prematuro addio alla panchina blucerchiata, abbondonata per sposare la causa del Milan, ma soprattutto da un percorso comune nella carriera di allenatori. Sinisa Mihajlovic e Vincenzo Montella proseguono la loro curiosa staffetta, avvicendandosi anche stavolta come già accaduto nel recente passato, nel segno di una continuità evidentemente fortunata per entrambi. Giovani, emergenti e con tanta voglia di riscatto dopo le rispettive esperienze dell’ultima stagione, fino a questo momento si sono scambiati le panchine con una cadenza senza precedenti nella storia del calcio italiano.

LA STRANA COPPIA Era il 2009 quando, Mihajlovic arrivò a Catania con il difficile compito di conquistare una complicata salvezza visto l’ultimo posto in classifica; impresa riuscita grazie a un girone di ritorno da incorniciare che valse il tredicesimo posto in classifica a quota 45 punti. Proprio sotto ai piedi dell’Etna cominciò l’ascesa di Montella, reduce dalla breve partentesi alla guida della Roma, scelto nel 2011 dalla coppia Pulvirenti-Lo Monaco e capace di fare addirittura meglio del suo predecessore (48 punti, record in A dell’epoca per il Catania, battuto l’anno successivo da Rolando Maran con 56). Più che soddisfacente l’avventura in Sicilia per l’ex Aeroplanino, meno quella del serbo con la Fiorentina (esonerato nel 2011 per far posto a Delio Rossi), guarda caso il club che si affidò a Montella per le successive tre stagioni contrassegnate da gioie, delusioni e qualche tensione di troppo. Tornato in patria alla guida della Serbia, Mihajlovic non seppe resistere al richiamo della Samp, condotta prima verso una tranquilla salvezza nel 2013/2014 e poi addirittura al settimo posto l’anno successivo. Allenatore di polso, in grado di dare identità e organizzazione di gioco alle sue squadre, Sinisa è stato tra i pezzi pregiati del mercato della scorsa estate, quando a spuntarla fu il Milan nonostante il forte pressing del Napoli che successivamente virò su Maurizio Sarri. Quasi scontato con la piazza doriana in fermento, affatto soddisfatta dai primi mesi della gestione Zenga, puntare sul ritorno di Montella da allenatore, nell’ennesimo avvicendamento della strana coppia.

MILAN NEL DESTINO Ecco perchè, dopo l’addio a Brocchi, non fa effetto vedere Montella prendere il posto che fu di Mihajlovic anche sulla prestigiosa e allo stesso tempo scomoda panchina rossonera, in quello che rappresenta il più naturale dei passaggi di consegne. Un percorso curiosamente simile che ci si attende più stabile rispetto al passato per i due protagonisti, che continuano a passarsi il testimone come in un’interminabile staffetta. Una cosa è certa, se Cairo dovesse decidere di separarsi dal suo nuovo allenatore, saprebbe chi scegliere. Ma, mai come stavolta, Mihajlovic e Montella sembrano arrivati per restare e provare ad aprire un ciclo.

 

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