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Marko Pjaca, trequartista della Dinamo Zagabria
Marko Pjaca, trequartista della Dinamo Zagabria
Marko Pjaca, trequartista della Dinamo Zagabria
Marko Pjaca, trequartista della Dinamo Zagabria

Clamoroso blitz di mercato per l’Inter che si assicura Marko Pjaca, giovane talento croato classe ’95. Scopriamo pregi e difetti del primo colpo della nuova proprietà del club nerazzurro.

Sfrontato, irriverente, talentuoso. Il nuovo prodotto dell’infinito serbatoio del calcio croato, lo stesso che in questi ultimi anni ha portato alla ribalta gente che oggi fa parte delle rose di alcuni tra i club più prestigiosi al mondo, si chiama Marko Pjaca, esterno offensivo classe ’95. Un lampo nel breve, ancora una volta, Europeo della Croazia, spezzoni di gara bagnati da classe purissima, dribbling e personalità. Il ct Cacic ha sfidato la Spagna lanciando in campo assieme dal 1′ Jedvaj, Vrsaliko, Rog, la generazione d’oro di una delle rappresentative più ricche di talento dell’intero torneo, la stessa che verosimilmente comporrà l’ossatura per i prossimi dieci anni, segno inequivocabile di come, a dispetto della giovane età, questi ragazzi siano già pronti per il grande salto.

Ad appena ventun’anni Pjaca vanta già 109 presenze nel massimo campionato croato, 140 se sommiamo le competizioni europee. Destro naturale, così come tanti suoi colleghi, ama partire da sinistra per prendere la mira e puntare la porta avversaria; tuttavia, numeri e statistiche mostrano la sua versatilità nell’occupare tutti i ruoli dell’attacco, confermando l’impressione che si tratti a tutti gli effetti di un potenziale futuro fuoriclasse. Non si spiegherebbe altrimenti il grande interesse attorno a lui dei maggiori club europei, pronti a trattare con la Dinamo Zagabria, per intenderci la stessa società nella quale sono cresciuti in passato Modric e Kovacic. Già, Kovacic, predestinato al pari di Pjaca, disperso a causa di una difficile collocazione tattica in campo, frenato da evidenti limiti di personalità che ancora non gli hanno permesso di compiere il definitivo salto di qualità. Una scommessa ad alto rischio quella dell’Inter, parzialmente mitigata dalla spropositata valutazione del cartellino da parte del Real Madrid che un anno fa decise di sborsare qualcosa come 30 milioni di euro (bonus compresi) per il suo cartellino; un’attrazione forte quella dei dirigenti nerazzurri verso i Balcani, se è vero che il nuovo patron Zhang Jindong sborserà 20 milioni di euro nelle casse della Dinamo Zagabria per assicurarsi le prestazioni di Pjaca, anticipando così la folta concorrenza, anche italiana.

Un affare che, se confermato, assumerebbe tutte le fattezze di un blitz di mercato vecchio stile, a dimostrazione della potenza di fuoco che la nuova proprietà cinese ha messo a disposizione per far tornare l’Inter in alto, in netta controtendenza con la gestione di Erik Thohir, più attendista e molto attenta al bilancio. Accantonata per il momento la strategia dell’usato sicuro (Candreva sembrava in pole per il ruolo di esterno d’attacco tanto caro a Mancini per il suo 4-2-3-1), il colpo Pjaca darebbe certamente nuova linfa a un progetto che punta sulla qualità dei giovani, si spera da attendere e accompagnare attraverso il necessario percorso di crescita. Attendersi continuità e testa sulle spalle da un ragazzo ancora acerbo dal punto di vista caratteriale, ma in possesso dei requisiti necessari per essere protagonista nei prossimi anni, sarebbe quanto di più sbagliato si possa immaginare. Ma la sensazione comune è che, mai come stavolta, la spesa valga l’impresa. Vedere Pjaca in serie A, sarà un piacere: del resto l’antipasto europeo era già stato molto gradito.

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