Memorie Europee, Euro 2004: Magna Grecia, Italia allo sbando

Memorie Europee, Euro 2004: Magna Grecia, Italia allo sbando

La Grecia Campione d'Europa ad Euro 2004 - FOTO: uefa.com
La Grecia Campione d’Europa ad Euro 2004 – FOTO: uefa.com

Terzo appuntamento con Memorie Europee: nella prima parte della puntata dedicata ad Euro 2004 si parla di Grecia ed Italia, in termini diametralmente opposti.

Euro 2004 ha rappresentato la 12a edizione dei campionati europei per Nazionali: la manifestazione è stata organizzata in Portogallo, con i lusitani che vennero considerati tra i favoriti della competizione non solo per il pubblico di casa ma anche per l’altissimo tasso tecnico della loro Nazionale, forse la più talentuosa mai vista. I lusitani, però, furono protagonisti fino ad un certo punto, poiché risulta inevitabile scegliere, in base al nostro format, la Grecia come top team: la squadra ellenica permise ad un’intera nazione di realizzare un sogno, almeno a livello calcistico. Purtroppo per noi, il flop team è inevitabilmente l’Italia: partiti con grande piglio per il Portogallo, gli Azzurri tornarono a casa prematuramente per colpe proprie e “complotti” altrui.

 

TOP TEAM: GRECIA – Sorprendentemente, la Grecia allenata da Otto Rehhagel si qualificò ad Euro 2004 finendo davanti alla Spagna nel proprio girone: addirittura gli ellenici andarono a vincere proprio sul campo della Roja il 7 giugno 2003. Nel suo girone la Nazionale aveva collezionato 6 vittorie e 2 sconfitte, che avevano fruttato 18 punti. I soli 8 gol fatti suggerivano un attacco davvero povero, ma i 4 subiti ponevano l’accento anche sull’ottima fase difensiva degli ellenici. Ovviamente, la Grecia arrivò a quegli Europei senza il minimo credito di vittoria da parte degli appassionati e degli esperti di calcio, nonostante un girone di qualificazione più che brillante. C’era però davvero poco da discutere, in teoria: pochissimi i giocatori validi nella rosa, tra cui il portiere Nikopolidis, i centrocampisti Karagounis e Zagorakis e l’attaccante Charisteas. In rosa, oltre al centrocampista dell’Inter, figuravano anche gli “italiani” Dellas della Roma e Vryzas della Fiorentina. La maggior parte dei calciatori, però, facevano parte del campionato nazionale e dunque peccavano di esperienza in tornei simili.

La Grecia fu sorteggiata nel girone A, un raggruppamento più che difficile: oltre a ritrovare una Spagna desiderosa di vendetta, Rehhagel e i suoi dovevano fare i conti con la Russia e soprattutto con il Portogallo padrone di casa. Proprio contro i lusitani i greci affrontarono il loro primo match, che poi fu anche quello d’apertura della kermessa calcistica. Ovviamente il pubblico era tutto dalla parte dei portoghesi, così come i favori del pronostico e le quote dei bookmakers. E invece, incredibilmente, la Grecia stupì tutti battendo la squadra di casa per 1-2 con le reti di Karagounis e Basinas: un esordio impossibile da dimenticare. Nella seconda partita ecco l’altra metà della penisola iberica: con la Spagna stavolta è 1-1, per i greci va a segno Charisteas. L’ultima gara è quindi comunque importante per il passaggio del turno: contro la Russia la Grecia trova la prima ed unica dei suoi Europei. Gli ellenici terminano il girone a 4 punti, come la Spagna, ma passarono al turno successivo per via del maggior numero di gol segnati, 4 contro 2. E’ una vera e propria impresa, salutata con orgoglio da squadra e tifosi. In effetti la Grecia avrebbe già fatto ampiamente la sua parte. Ma la strada per la gloria prenderà un tono epico anche e soprattutto nella fase ad eliminazione diretta.

Gli ellenici esultano dopo il gol contro la Repubblica Ceca - FOTO: uefa.com
Gli ellenici esultano dopo il gol contro la Repubblica Ceca – FOTO: uefa.com

Nei quarti di finale l’ostacolo sembra più che difficile da superare: la Francia è Campione d’Europa in carica e deve riscattare la brutta figura fatta ai Mondiali del 2002. Ebbene, per i greci c’è ancora virtù grazie alla rete di Charisteas che elimina i detentori del titolo. Nel turno successivo, quello delle semifinali, la Grecia sfida l’altra rivelazione di Euro 2004, ovvero una Repubblica Ceca che grazie al suo bomber Milan Baros aveva fatto faville nei turni precedenti. La partita è davvero equilibrata: le due squadre si difendono bene, soprattutto la Grecia pare mantenere la fama di squadra granitica. I regolamentari non bastano e si va ai supplementari, con in vigore la regola del silver gol: se una squadra segna, la frazione va conclusa a prescindere. I cechi attaccano ma la fortuna e la magia degli avversari hanno la meglio: al 105′, praticamente alla fine del primo supplementare, Dellas mette dentro sugli sviluppi di calcio piazzato e manda la Grecia in finale. Un visibilio enorme, storico, incredibile. Ma il destino sembra voler scherzare con gli ellenici, perché in finale c’è un’altra squadra desiderosa di vendetta, ovvero quel Portogallo clamorosamente battuto nella fase a gironi.

Stavolta tutti si ripetono che non andrà a finire come il mese precedente: Davide non può sempre battere Golia e il Portogallo merita il lieto fine davanti al proprio pubblico. Ma una storia più grande dev’essere scritta, è più giusto così. E il miracolo, in maniera stupefacente, si consuma: ancora Charisteas a segno e la Grecia batte nuovamente il Portogallo, stavolta per la posta più alta. I greci sono Campioni d’Europa per la prima volta nella loro storia e mandano in crisi un’intera nazione, sconfitta dagli underdog più straordinari nella storia degli Europei. Tanta audacia, poca tracotanza, grande cuore: la ricetta per la Grecia ha fatto scuola e sicuramente l’impresa di quella Nazionale resterà scolpita negli annali del calcio.

 

FLOP TEAM: ITALIA – Dopo la clamorosa eliminazione agli ottavi dei Mondiali 2002 contro la Corea del Sud, l’Italia aveva assolutamente necessità di mostrare i muscoli agli Europei. Nonostante i soli 4 punti nelle prime 3 gare del girone di qualificazione, gli Azzurri guadagnano il primato in scioltezza con una rimonta su Galles e Serbia, chiudendo senza problemi al primo posto e approdando ad Euro 2004. L’ambiente che aleggia sulla Nazionale di Giovanni Trapattoni non è così pacato: la squadra è palesemente sotto pressione, anche per via dell’alto tasso tecnico di quell’Italia, e il C.T. non può più commettere errori dopo la drammatica parentesi coreana. Giocatori come Totti, Vieri e il talentuoso esordiente Cassano vengono caricati di responsabilità per cercare di rimediare agli errori passati. E teoricamente il girone dell’Italia non è nemmeno così difficile da superare: Danimarca, Svezia e Bulgaria sono tutte avversarie alla portata se non inferiori e di conseguenza raggiungere i quarti di finale è praticamente un obbligo per gli Azzurri.

Nella gara d’esordio la squadra impatta sullo 0-0 contro la Danimarca, grazie soprattutto alle parate del portiere Sorensen. La gara, però, verrà ricordata specialmente per i famoso episodio dello sputo di Totti a Poulsen, che priverà per squalifica gli Azzurri del loro uomo cardine per il resto della competizione. Il pericolo è quello di smembrarsi in mezzo alle critiche feroci e la gara contro la Svezia sembra la perfetta opportunità di riscatto per la nostra Nazionale. Cassano porta in vantaggio l’Italia siglando il suo primo gol agli Europei ma la partita non viene chiusa e purtroppo il calcio riserva spesso brutte sorprese: in questo caso la cattiva novella porta il nome di Zlatan Ibrahimovic, che con un colpo di tacco segna all’85’ la rete dell’1-1 finale.

Massimo Oddo deluso dopo l'eliminazione - FOTO: uefa.com
Massimo Oddo deluso dopo l’eliminazione – FOTO: uefa.com

L’Italia deve assolutamente vincere l’ultima partita del girone, e tre punti potrebbero addirittura non bastare: a Svezia e Danimarca basta un pareggio con due reti a testa per passare il turno in coppia ed eliminare gli Azzurri. La gara inizia subito malissimo: calcio di rigore per gli avversari e 0-1, con l’Italia che concede ai bulgari la prima rete del loro Europeo allo scadere della prima frazione. Nel secondo tempo, però, il piglio è diverso: Perrotta pareggia quasi immediatamente e la squadra domina dall’inizio alla fine. In pieno recupero è ancora Antonio Cassano a siglare un gol: è 2-1 Italia. Ma purtroppo, nell’altro campo, è avvenuto quanto di peggio potesse capitare: Svezia-Danimarca termina 2-2, il “biscotto” si concretizza ed è indigesto per l’Italia che, da imbattuta, viene eliminata da Euro 2004, in realtà più per proprie mancanze che per atteggiamenti particolari degli avversari. Trapattoni lascerà la Nazionale dopo la disfatta: al suo posto arriverà Marcello Lippi. Il resto della storia, ovviamente, lo conosciamo già.