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Italia-Scozia, De Rossi e Bonucci
Italia-Scozia, De Rossi e Bonucci

Italia-Scozia, De Rossi e Bonucci

Ammirevole per sforzo e attaccamento a una maglia che ormai sente sua al pari di quella giallorossa della Roma, Daniele De Rossi morde il freno e stringe i denti: domani sera nella sfida alla Germania valida per un posto in semifinale a Euro 2016 vuole assolutamente esserci. Cautela, pretattica, sadico realismo che sia, il recupero del centrocampista pare assai improbabile, almeno per il campo. Una rincorsa affannosa la sua, esattamente come quella che gli ha restituito la Nazionale dopo una seconda parte di stagione difficile, trascorsa spesso in panchina a incitare i propri compagni, la stessa cosa che potrebbe accadere anche a Bordeaux.

IMPRESCINDIBILE 106 presenze in Nazionale, distante dall’inarrivabile primatista Buffon, utili comunque a farne il secondo giocatore più esperto tra i 23 di Antonio Conte, vero simbolo di uno spogliatoio tornato unito dopo il Mondiale 2014. Superstite della squadra campione del mondo nel 2006 in Germania, assieme allo stesso Buffon e a Barzagli, De Rossi è tornato imprescindibile anche in maglia azzurra, nonostante un campionato tutt’altro che esaltante. Fedelissimo di Rudi Garcia, complice un infortunio, è stato accantonato da Luciano Spalletti, ma ripescato dal nostro ct nel momento del bisogno, viste le contemporanee assenze di Marchisio e Verratti. Quando anche Montolivo, un altro di quelli messi in pre allarme in vista della partenza per la Francia, ha dovuto alzare bandiera bianca, si è capito che il trentatreenne sarebbe stato il destinatario delle chiavi della mediana nel 3-5-2 tanto caro all’ex tecnico della Juventus. Qualcuno l’aveva dato per spacciato prima del primo raduno di Coverciano, quello in cui i 30 giocatori selezionati sono stati sottoposti a un duro lavoro fisico con lo scopo di mettere benzina nelle gambe, decisivo per la sua convocazione ufficiale. Il resto l’ha detto il campo, dove De Rossi è tornato quello vero anche se meno esplosivo di un tempo; centrocampista di governo più che di passo, di sostanza più che di qualità, presente in tutte le fasi della partita, rappresenta il dubbio più grande in vista della super sfida ai campioni del mondo in carica. Inutile sottolineare il peso specifico di una sua eventuale assenza, soprattutto per la mancanza di valide alternative nel delicato ruolo di raccordo tra i reparti, vista la squalifica del suo sostituto naturale, Thiago Motta.

SENZA DE ROSSI Attacchiamoci alla speranza ma, se sarà forfait, non restano molte alternative a meno che Conte non decida di cambiare modulo e snaturare il quadro tattico capace di imbrigliare Belgio e Spagna. Il punto è proprio questo: che Italia sarebbe senza De Rossi? Parolo, l’indiziato principale a prenderne il posto in mezzo al campo, non ha mai ricoperto quella posizione in carriera, essendo una mezzala di corsa e inserimento, il classico interno di centrocampo. Diverso il discorso per Sturaro, che scalerebbe nella posizione occupata fin qui da Parolo, che nasce proprio con quelle caratteristiche. Lo scorso marzo affrontammo la Germania in amichevole con un centrocampo a quattro (Florenzi, Montolivo, Thiago Motta, Giaccherini), venendo travolti dalla classe degli uomini di Low e da alcuni grossolani errori della nostra inedita retroguardia. Troppo importante salvaguardare gli equilibri di un meccanismo già ampiamente rodato, o decidere di stravolgere la squadra nella gara più importante? Dubbi e domande che assalgono la mente del ct e quella di milioni di tifosi, tenendo aperta la porta a un clamoroso cambio di rotta.

 

 

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