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(fonte foto: vivoazzurro.it)
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Dino Zoff torna a parlare di Italia-Germania: “Se i tedeschi fanno i tedeschi…”

Sarà ancora una volta Italia-Germania. Domani gli azzurri affronteranno la squadra di Loew nei quarti di finale di Euro2016. Dino Zoff, protagonista del Mondiale 1982 in finale proprio contro i tedeschi, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’: “Quello fu un successo merito quasi esclusivo di un uomo: Enzo Bearzot – ricorda con eterna gratitudine, Zoff –. Coerente come pochi, esempio di vita oltre che di sport per noi giocatori. Per questo nel giorno di quella finale del 1982 ci fu poco da parlare, ognuno di noi sapeva come comportarsi, cosa fare. La Germania era forte, ma la vittoria fu una conseguenza di tutto il lavoro fatto per anni e spesso poco apprezzato all’esterno”. E Conte potrebbe assomigliare a Bearzot?: “Lasciamo perdere i paragoni. Per me di uomini come Bearzot non ne esistono. Questo non significa che non stimi Antonio. Già da giocatore era uno dei miei azzurri che sfiorarono l’Europeo, perso nel 2000 a una manciata di secondi dalla fine. Quella rimane la mia più grande delusione da allenatore: avevamo giocato molto bene quel torneo – a parte con l’Olanda, quando eravamo stati fortunati e ci aveva salvato un grande Toldo –, ma i francesi riuscirono a segnare proprio allo scadere, vincendo poi col golden gol. Comunque Antonio è bravo, fra noi è rimasto un bel rapporto: con Lele Oriali è venuto a farmi visita anche in clinica‘. L’Italia non l’ha sorpreso: ‘Me l’aspettavo così, proprio perché ho seguito Conte nel suo lavoro in questi anni. Cominciando dalla Juventus, dove ha avviato un ciclo vincente eccezionale. Sta usando il meglio della nostra scuola italiana, della quale dovremmo essere più orgogliosi. Per questo dico che con la Spagna mi attendevo quella prestazione e la vittoria. Ora l’impresa da compiere è domani. Ma se i tedeschi giocano da tedeschi…Nel senso che la Germania ha quel pizzico di presunzione, che finisce per esaltare le nostre qualità calcistiche. E non è solo un discorso di precedenti. Mi auguro che la partita, psicologicamente e tatticamente, vada su questi binari. E allora diventerà molto interessante per noi’. Domani ci saranno i due migliori portieri del mondo a confronto, Buffon e Neuer: ‘Non credo si arriverà ai rigori, la gara si deciderà prima. Loro sono certamente i migliori. In questo torneo e non solo, ma niente giudizi e confronti. Sono due campioni: ognuno col proprio stile’. E il portierone azzurro può raggiungere proprio Dino Zoff: ‘In effetti Gigi sta invecchiando molto bene. Ha superato i problemi fisici che gli avevano in pratica fatto saltare il Mondiale del 2010. Ma ancora ne deve fare di strada per raggiungermi. Gli auguro di riuscirci vincendo questo Europeo. Resto ancora l’unico italiano ad aver realizzato la doppietta col Mondiale 1982, dopo aver vinto a Roma nel 1968 il torneo continentale’. Le sorprese dell’Europeo: ‘Mi piace il Galles. La Croazia ha sprecato perché ho l’impressione che i giocatori pensassero già ad altro più che a battere il Portogallo. Ma la vera impresa è quella dell’Islanda. Loro sono i veri eroi: hanno scritto contro l’Inghilterra una pagina di storia del calcio, dimostrando una buona organizzazione e grande fair play. Complimenti a loro’. E Zoff smentisce un luogo comune sul catenaccio: ‘Sono balle. La nostra scuola è un misto di fantasia, organizzazione, equilibrio fra i reparti. Lo ha confermato il lavoro di Lippi nel 2006, dopo il nostro successo del 1982. Certo il calcio cambia, ma i concetti base restano. E poi andate a guardare le statistiche anche di questo Europeo. Si segna su calci da fermo o con ripartenze. E allora quando prendi palla è bene cercare subito la profondità per sfruttare gli spazi e anticipare il piazzamento della difesa avversaria. Se vogliono chiamarlo catenaccio, lo facciano. Ma non è così. Avessero voglia di studiare la storia di questo sport e magari riguardare immagini del passato…Proprio Italia-Germania del 1982. Sul primo gol di Rossi il cross è di Gentile e accanto a Paolo c’è Cabrini, pronto a ribadire in rete. Cioè due terzini. Nel 2-0 è il centravanti Rossi che torna a recuperare il pallone nella propria metà campo e prima che la sfera arrivi a Tardelli si passano la palla nell’area tedesca Bergomi e Scirea. Vi sembra una squadra difensiva questa?’.

 

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