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Williams
Ashley Williams (Foto: Facebook ufficiale UEFA EURO 2016)
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Ashley Williams (Foto: Facebook ufficiale UEFA EURO 2016)

Prestazione da capitano vero quella di Ashley Williams che contro il Belgio ha sorretto l’intero peso della difesa del Galles con tenacia e tanta esperienza.

Emozione, commozione, gioia e a tratti incredulità: questi i sentimenti principali che hanno assalito calciatori, staff e tifosi del Galles durante e soprattutto al termine del vittorioso match del Pierre-Mauroy di Lille. Un’impresa straordinaria della selezione guidata dal ct Chris Coleman che ha costruito intorno alle due stelle, Gareth Bale e Aaron Ramsey, un impianto ben strutturato e composto in prevalenza da gregari, magari non eccelsi dal punto di vista tecnico ma sicuramente impeccabili sotto quello dell’impegno, della dedizione e dell’applicazione tattica. Contro il Belgio ancor più che nei match precedenti il Galles ha fatto emergere la forza di un gruppo affiatato ed abilissimo a remare interamente nella stessa direzione per raggiungere l’obiettivo. Detto dunque delle stelle di conclamato valore come i già citati Ramsey e Bale e del sorprendente bomber svincolato Robson-Kanu, c’è ancora un calciatore meritevole della giusta considerazione. Parliamo del leader della difesa nonché capitano del Galles, Ashley Williams che ancora una volta ad Euro 2016 ha dimostrato una forza che va ben al di la della semplice tecnica individuale. Una forza mentale e fisica che Williams ha riversato senza risparmiarsi neanche per un secondo sul terreno di gioco francese guidando a spada tratta la retroguardia di Coleman al successo finale e piazzando nel momento più delicato anche il colpo di testa del pareggio che ha di fatto infiammato i gallesi.

WILLIAMS EROE DEL DESTINO – Se il Galles ha quindi nelle intuizioni di Ramsey e nella velocità di Bale le armi offensive più affilate, per quanto riguarda la fase difensiva è proprio Williams il perno principale ed imprescindibile di Coleman, l’uomo simbolo dell’umiltà e della tenacia della selezione gallese. Williams sta infatti vivendo un Europeo da favola, collezionando un successo dietro l’altro e dimostrando quindi match dopo match tutto il suo valore e la sua esperienza messa invece, a livello di club, al servizio proprio dei gallesi di Premier dello Swansea City. Quasi un segno del destino che il capitano della nazionale sia anche il capitano dell’unica compagine gallese militante in Premier League. Un destino che però Ashley Williams si è costruito a poco a poco nell’arco di una carriera che ora si avvia quasi verso la fase conclusiva visti i 32 anni da compiere ad agosto. Il centrale nativo di Wolverhampton non ha mai per la verità militato in grandi club e si è quindi trovato a lottare duramente anche nei bassifondi del calcio inglese, fino alla storica promozione con lo Swansea in Premier League della stagione 2010/11 a cui ha poi fatto seguito dopo un paio d’anni anche il primo ed unico trofeo in bacheca: la coppa di lega inglese del 2012/13. Proprio nel dicembre 2012 Williams si rese però protagonista di uno spiacevole episodio nel quale ha colpito fortemente Robin Van Persie con una pallonata con l’avversario già al suolo. Dopotutto il capitano del Galles è un difensore di quelli arcigni e che di certo non dispensano baci e carezze agli attaccanti avversari, come ha imparato a sue spese anche Romelu Lukaku, stoppato in ogni modo ed in ogni situazione nella serata di ieri. A quasi 32 anni difficilmente Williams potrà vivere altri momenti del genere ed è proprio per questa ragione che fin che ci sarà anche solo una fiammella di speranza la nazionale gallese continuerà a sognare. La paura del fallimento dopotutto non accompagna i ‘Dreigiau’ ne tantomeno i propri condottieri come dice chiaramente anche il ct Coleman: “Quattro anni fa non potevamo neppure lontanamente immaginare tutto questo. Se lavori duramente e non hai paura di sognare, allora non hai paura neppure di fallire. Non ho paura di perdere, tutti perdono. Ed io ho avuto più sconfitte che successi nella vita”.

Il sogno dista dunque due partite e i ragazzi di Coleman ci credono eccome.

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