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Mario Balotelli ha lasciato il Liverpool - Nizza
Mario Balotelli ha lasciato il Liverpool - Nizza

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Mario Balotelli intende recuperare il tempo perduto e annuncia che è sicuro di diventare Pallone d’oro: “Lo so, fa ridere”

Questa sera a Bordeaux l’Italia affronterà ancora una volta la Germania. Nel 2012 fu proprio Mario Balotelli a firmare una prestigiosa doppietta contro i tedeschi: prima di testa, poi con un bolide che s’insaccò alle spalle di Neuer. In un’intervista al “Corriere della Sera” l’attaccante italiano spiega il suo passato e fissa gli obiettivi per il futuro. Ecco le sue dichiarazioni:

GOL CONTRO LA GERMANIA – “Non l’ho presa pulita, ma un po’ di esterno. Meglio, se la prendevo bene la tiravo in pancia a Neuer”.

PROBLEMI – “È successo che ho fatto due anni non ai miei livelli. Problemi fisici, altri problemi, non sono stato io. E Conte giustamente ha portato altri giocatori all’Europeo. Fossi stato in lui, avrei fatto esattamente la stessa cosa”.

EURO2016 – “Certo che mi spiace. Ma così doveva andare. Alla gente che mi ferma dicendomi che Conte avrebbe dovuto convocarmi, io rispondo: il vero Balotelli lo convocherebbe Conte, Ventura, qualsiasi allenatore. Il Balotelli di oggi no”.

ESULTANZA – “L’ho postata anch’io, ma solo per fare il tifo. Perché un po’ mi infastidisce parlare del passato, mi sembra quasi di essere un ex giocatore. Però capisco che quell’esultanza sia rimasta impressa, i bambini mi copiavano e la cosa mi piaceva. Non mi venne. Ricordo che avevo parlato il pomeriggio con Adriano che mi sfotteva dicendomi che ero dimagrito. Forse ho voluto mostrargli che non ero poi così magro”.

IL CONTRARIO – “A parte il fatto che di gol ultimamente ne ho fatti pochi… in realtà faccio come mi viene. Poi, ammetto, quando la polemica sulle mie mancate esultanze divenne fastidiosa, io segnavo e non esultavo apposta, per non darla vinta a chi si faceva problemi su questa cosa. Mino Raiola, il mio procuratore, per farmi fare le cose mi dice l’opposto“.

TIME – “E pensare che nemmeno volevo farla, quell’intervista. Mi chiamò Raiola e io risposi: Mino io non so neanche chi siano questi del Time, non la voglio fare. Mi sgridò al telefono: “Tu sei pazzo, saresti il primo calciatore sulla loro copertina”. Solo con il tempo mi sono reso conto quello che ha significato realmente”.

PALLONE D’ORO – “In una scala da 0 a 10, io mi sono fermato a 5, ma piano piano al 10 ci arriverò. Perché ci voglio arrivare. Diventerò Pallone d’oro. Anche se mi rendo conto di aver fatto due anni della mia carriera dove potevo avvicinarmi al 10 e invece sono rimasto a 5. Lo so, fa ridere, posso non aver fatto tutto l’indispensabile per essere il più forte. Non voglio arrivare a fine carriera con il rimpianto di non aver fatto di tutto per diventarlo”.

SOLO TALENTO – “Fino a due anni fa mi accontentavo di quello che avevo. Facevo bene, sapevo di avere dei colpi, ed ero felice così. Non avevo in testa di migliorare, pensavo bastasse. Mentre da due anni a questa parte ho cominciato a lavorare seriamente, eppure i risultati non sono arrivati. Forse ho pagato i 23 anni precedenti. Però sono molto tranquillo. Sono consapevole che negli ultimi due anni cambiato da così a così”.

MOURINHO – “A lui piaceva fare il cinema, ma mi voleva bene. Si divertiva a farmi arrabbiare perché pensava che avrei reso di più da incazzato. Gli imputo solo una cosa: non mi ha fatto giocare la finale di Champions. Se entravo, segnavo sicuro. Me lo sentivo”.

RISSA CON MANCINI – “Avevo 19 anni, dopo un intervento su un compagno lui si è arrabbiato, mi ha strattonato dicendo che rischiavo di fargli male. Tutto lì. È successo al venerdì, la domenica ero titolare”.

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