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Courtois Nike

Il giovane Belgio, bello slanciato e sicuro di sé si è lasciato sopraffare dall’umiltà e dalla tenacia, caratteristiche proprie del Galles che ha ampiamente meritato il passaggio del turno. La nazionale di Wilmots, partita con grandissime ambizioni, avallate da un tasso tecnico largamente superiore alla media, si è sfaldata alle prime difficoltà, tanto in campo quanto negli spogliatoi. La stampa locale, infatti, ha ricostruito l’acceso post partita. Al termine della partita, il selezionatore Wilmots e il portiere Courtois sono venuti alle mani, dopo aver dato vita ad un vivace alterco.

L’episodio certifica l’elevatissimo grado di tensione che da ieri coinvolge la nazionale belga, partita con grandissimi propositi e tornata anzitempo a casa, per mano di una compagine molto inferiore, almeno sulla carta. Il Belgio ha pagato carenze di gioco piuttosto evidenti, mascherate a tratti dall’estro dei singoli che hanno trascinato la squadra ai quarti a suon di giocate, senza però mai convincere nel complesso.

I grossi limiti organizzativi sono emersi in tutta la loro gravità in occasione del match con il Galles; i britannici, giocando di squadra e sacrificandosi l’uno per l’altro, hanno messo a nudo le difficoltà di un Belgio alle corde per gran parte della contesa, nonostante l’iniziale vantaggio che sembrava aver indirizzato la partita verso un esito scontato. Sul banco degli imputati l’allenatore, reo di non aver trasformato in una squadra undici giocatori di livello.

La stampa belga, oltre a citare la spiacevole lite che ha coinvolto Courtois e Wilmots, parla senza mezze misure di fallimento. E lo stesso portiere belga, arrivato in mixed zone dopo il novantesimo, non ha nascosto la sua delusione per un risultato a dir poco deludente: “E’ il più grande fallimento della mia carriera sportiva e dico questo dopo aver disputato e perso una finale di Champions League con l’Atletico Madrid. Quel che dovevo dire nello spogliatoio, l’ho detto”.

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