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Gianluigi Buffon Italia
Gianluigi Buffon FOTO: @UEFAEURO
Gianluigi Buffon, Italia Euro 2016
Gianluigi Buffon, Italia Euro 2016

Tanta amarezza e voglia di ripartire per Gianluigi Buffon che parla del grande cambiamento della squadra dovuto a sacrificio e lavoro.

L’amarezza e lo sconforto per l’epilogo drammatico di Germania-Italia ancora aleggia sui volti e soprattutto nelle parole dei protagonisti. Una sconfitta che fa male in particolar modo per come maturata, al termine di un match ben giocato dall’Italia in totale parità al cospetto dei campioni del mondo in carica della Germania e a distanza di una manciata di giorni dal capolavoro compiuto contro la Spagna. Ai rigori dopotutto è una lotteria e un mix di bravura, fortuna e soprattutto nervi saldi rappresenta la ricetta vincente per uscirne trionfatori. Dopo una serie infinita di penalty la sorte ha optato per i tedeschi che hanno così sfatato il tabù italiano dopo anni di successi azzurri. In partita eroico come sempre ed appena un gradino al di sopra dei suoi ottimi compagni, c’è sicuramente il capitano Gianluigi Buffon, vero emblema di questa Italia esperta e finalmente apprezzata. Se gli azzurri hanno ritrovato la forza di alzarsi e rimettere in piedi la gara contro la Mannschaft il merito è soprattutto dello stesso Buffon, autore di una parata straordinaria su un tocco maldestro di Chiellini che avrebbe sancito un 2-0 che a metà ripresa sarebbe stato quasi proibitivo da recuperare. Dal dischetto Gigi si fa rispettare ma non basta e l’amarezza prende il sopravvento con un pianto che commuove un po’ tutti.

TEMUTI E RISPETTATI – Con una notte presumibilmente insonne e una manciata di ore per assimilare l’accaduto, Buffon si è poi ripresentato ai microfoni della stampa quest’oggi al rientro degli azzurri a Montpellier, ritornando sulla gara di Bordeaux, come riportato da ‘Rai News’: “Quando siamo arrivati qui in Francia sembravamo l’esercito di Franceschiello, adesso invece stiamo tornando a casa con la considerazione di una squadra temuta e rispettata, non dobbiamo dilapidare questo patrimonio che siamo riusciti a creare. Abbiamo fatto capire che con la cultura del sacrificio e del lavoro si possono anche scalare delle montagne che sembrano insormontabili. Ripeto, non sprechiamolo”.

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