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Antonio Conte, Commissario Tecnico Nazionale Italiana
Antonio Conte, Commissario Tecnico Nazionale Italiana
Antonio Conte, Commissario Tecnico Nazionale Italiana
Antonio Conte, Commissario Tecnico Nazionale Italiana

“Mai sentito appoggiato”. Antonio Conte spiega i motivi che lo hanno portato a lasciare la Nazionale

Dopo aver espresso il proprio rammarico per l’eliminazione della Nazionale, Antonio Conte lascia spazio per la polemica spiegando i motivi che lo hanno spinto a lasciare la panchina dell’Italia dopo un biennio: “Penso che la decisione di andarsene dopo due anni sia stata presa in anticipo, maturata in anticipo. Non nego ci sia stato un momento in cui avrei voluto l’opportunità di continuare, però di fronte ad alcuni fatti non ho potuto soprassedere. Ho preferito così. Sinceramente non vedevo nessuno al mio fianco, compresi i giornalisti e la carta stampata, sono sempre io a far la guerra contro tutti. Non mi sono sentito appoggiato. Ho sempre lavorato in funzione della squadra, non per me. E’ sempre passato questo messaggio perché forse dava la possibilità di fare trasmissioni. Avevo il presidente che mi è stato vicino sempre, però è arrivato fino a un certo punto.  Mi dispiace di questa decisione perché abbiamo creato una famiglia. Mi auguro che questo biennio dia i suoi frutti, che in futuro ci sia spazio anche per la nazionale”

In precedenza Antonio Conte aveva espresso il proprio orgoglio per i ragazzi: “Hanno dimostrato di amare la maglia, di aver dato tutto: usciamo senza alcun rimpianto. Perché l’impegno è stato il massimo. Lo ripeto: sono orgoglioso di questa Italia. Hanno dato tutto quello che avevano contro una squadra fortissima come la Germania. Essere stati battuti ai rigori da questa Germania dispiace. Perché potevamo andare avanti noi. In questo mese e mezzo abbiamo formato una squadra che ha reso orgogliosa l’Italia. La squadra campione del mondo che cambia sistema per cercare di mettere in contrapposizione a quella che tanti hanno definito una piccola: aver avuto la possibilità di eliminare questa Germania ci deve rendere orgogliosi. Torniamo a casa ma i ragazzi meritavano di continuare. Se di rimpianti possiamo parlare, l’unico di questo Europeo è solo quello di questi calci di rigori. Per il resto nulla: nessun rimpianto. Questi ragazzi hanno dimostrato veramente tutto, hanno dato veramente tutto quello che avevano”.

Chiosa finale con un bilancio del biennio: “Questo è un arrivederci. La strada è ben tracciata, lascio un’eredità importante, una piccola macchina da guerra”.

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