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Arek Milik, attaccante Napoli
Arek Milik, attaccante Napoli
Arek Milik, attaccante Ajax
Arek Milik, attaccante Ajax

Ecco perché, nel corso dei prossimi dieci anni, Arkadiusz Milik diventerà uno degli attaccanti più forti del calcio mondiale.

Soprattutto per le notizie di mercato che lo avvicinano alle squadre italiane, in particolare al Napoli, Arkadiusz Milik, detto “Arek” un po’ per noia un po’ per giubilo altrui nel non dover sbagliare il nome di battesimo, è senz’altro un ottimo prospetto per il presente ed il futuro. Ha appena disputato un discreto europeo con la Polonia ed è reduce da due stagioni di grandissimo livello all’Ajax. La domanda fondamentale, dunque, resta quella che ci si pone ogni volta che un giovane riesce a far brillare la propria stella nel firmamento pallonaro, ovvero se si tratterà dell’ennesima meteora o se il suo nome verrà presto abbinato come sinonimo di “successo” nelle prossime enciclopedie linguistiche. Ebbene, i dubbi sono pochi stavolta: il futuro ha il nome, il cognome (e l’abbreviativo) di Arkadiusz “Arek” Milik.

Paragonato in patria al compagno di Nazionale Lewandowski, Milik ha tutto ciò che serve per sfondare: fisico formato nonostante l’altezza non titanica, un mancino da urlo, un’ottima ed incandescente predisposizione al gol. Ma nel calcio non conta solo questo, dunque bisogna miscelare tali qualità ad una più che discreta onnipresenza tattica: prima punta, seconda punta, ala offensiva. E’ necessario non farsi mancare nulla, evidentemente. Anche la personalità non è male: basti pensare al fatto che a 16 anni rifiutò il Tottenham e il Reading, squadre stregate dopo i provini, per continuare a giocare in patria e guadagnare esperienza. Scelta giusta, quella di fare il giro giusto: l’opportunità per mettersi in luce sarebbe arrivata lo stesso. Inserito nel 2011 nella lista dei migliori giocatori nati dopo il 1991 da Don Balon, Milik aveva brevemente assaggiato l’Europa che conta con il Bayer Leverkusen ma è con l’Ajax che il suo talento sembra essere esploso: 47 delle 61 reti in carriera sono arrivate con la maglia dei Lancieri. La prerogativa principale? Una media reti da paura, superiore persino a quelle di due discreti giocatori come Zlatan Ibrahimovic e Luis Suarez quando vestivano la stessa casacca.

Anche con la Polonia i numeri sono sentenza: 11 gol in 31 partite. E allora non resta che innamorarsi di un calciatore che, seppur non brillante ed appariscente come altri, è destinato a far parlare per la prossima decade. La caccia a Milik è aperta ed il polacco pregusta già la gloria.