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Josep Guardiola - Manchester City, Premier League
Josep Guardiola - Manchester City, Premier League
Josep Guardiola - Manchester City, Premier League
Josep Guardiola – Manchester City, Premier League

Sta lavorando con la squadra da meno di un mese ma a Manchester è già Guardiola-mania: l’allenatore spagnolo ha fatto breccia nel cuore dei suoi calciatori. Molti calciatori dei Citizens hanno già espresso apprezzamento per i metodi nel nuovo mister, a partire dal Delph: “Ho imparato più in tre settimane di lavoro con Pep Guardiola che in tutta la mia carriera. Suona forte, ma è la verità. E’ il modo in cui semplifica le cose, la forma del suo gioco, la maniera in cui vede le cose. Noi giocatori intuiamo quelle che sono le sue idee, lo vedrete nelle prossime partite”. Se dal punto di vista tattico c’è ancora molto da lavorare, con i movimento che possono essere imparati solo con mesi di pratica, dal punto di vista dei concetti di gioco Guardiola si è già portato avanti. Mentre al Bayern Monaco non c’è mai stato amore a prima vista, la scintilla è scoccata con i Citizens.

Ad apprezzare il suo lavoro c’è anche Nolito, arrivato dal Celta Vigo: “Rifiutare il Barcellona è stata l’opzione migliore per la mia carriera, ho scelto assieme alla mia famiglia. Ora gioco nel City, gioco per Guardiola e sono felice della decisione che ho preso”. L’attaccante spagnolo aveva esordito in Liga proprio nel Barcellona, agli ordini di Pep Guardiola. La strada del Manchester City è dunque tracciata, piena fiducia da parte di club e calciatori nelle capacità del nuovo tecnico. Il nuovo corso proseguirà sulla linea di continuità del vecchio: così come quello di Pellegrini il calcio di Guardiola è fortemente improntato sulla tecnica individuale e sulla capacità di gestione del pallone da parte dei calciatori. Sarà decisamente importante l’apporto del centrocampo, che troverà in Delph e Yaya Touré degli interpreti migliori rispetto ai più fisici Fernando e Fernandinho, migliori nella distruzione del gioco avversario che nella costruzione del proprio. Con il fuoriclasse ivoriano bisognerà lavorare sul lato del feeling: Guardiola l’ha già avuto al Barcellona e l’ha lasciato partire per la Premier League senza molti rimpianti.