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Perché il Barcellona sembra non credere più nella Masia

Jordi Alba, Messi e Neymar - Barcellona-Siviglia Coppa del Re
Jordi Alba, Messi e Neymar - Barcellona-Siviglia Coppa del Re
Real Betis-Barcellona, Liga – Fonte Twitter account Barcelona FC

Possibile che il club con il settore giovanile più forte al mondo non creda più nei suoi pupilli? A quanto pare, al Barcellona stanno per sperimentare una potenziale nuova era in fatto di mercato.

Nonostante nella scorsa stagione il Barcellona abbia vinto nuovamente il campionato spagnolo e la coppa nazionale, riproponendosi come una delle realtà più belle nel mondo del calcio, in alcuni frangenti dell’annata i blaugrana sono apparsi il contrario della corazzata imbattibile plasmata in questi anni. Proprio nel periodo di massimo calo è arrivata l’eliminazione dalla Champions League, che in parte ancora brucia nei cuori dei sostenitori. Come se avesse ancora qualcosa da dimostrare, il Barcellona ha riversato sul mercato le proprie necessità: certo, senza Dani Alves la fascia destra teoricamente si depotenzia, ma in compenso sono arrivati giocatori di tutto rispetto in ogni reparto. E sono proprio questi acquisti a suggerire un possibile nuovo corso nel progetto Barcellona. Un esaltante nuovo inizio che, però, potrebbe non prevedere più un apporto decisivo dal vero punto di forza dell’ultima decade blaugrana: la Masia.

Che cos’è la Masia

Più che una cantera, un vero e proprio stile di vita: sin dagli albori della sua creazione, la Masia ha rappresentato per il Barcellona una fonte di fulgida bontà, sia calcistica che a livello comportamentale. Importante a prescindere per la storia del club, negli ultimi anni ha avuto un ruolo assolutamente determinante in virtù dei successi ottenuti sul campo dalla squadra catalana. Giovani calciatori mentalizzati allo stile del tiki taka sin dalla tenera età, per poi metterlo in campo in prima squadra nella migliore maniera possibile, al fine di oliare bene meccanismi già perfetti. A conti fatti, la Masia è il vero e proprio simbolo del mondo blaugrana, e la sua rinomata eccellenza ha fatto e fa ancora ingelosire chi una struttura del genere non può concepirla sia a livello mentale che a livello pratico. Uno dei pregi della Masia e del suo apparato è stato quello di evolversi alle esigenze dettate dalle tempistiche del calcio: non è un caso, infatti, che attualmente non serva solo per fornire giocatori alla prima squadra ma che venga anche utilizzata come fonte di ricavo. Come rivelato da un’inchiesta di Marca di un paio di anni fa, nel giro di un decennio il Barcellona ha incassato una cifra strabiliante con la cessione di giocatori prodotti nel settore giovanile. Vero e proprio deus ex machina nei destini blaugrana, questo straordinario piccolo mondo ha ormai fatto scuola divenendo un modello da imitare.

La nuova Masia, inaugurata nel 2011 – FOTO: sito ufficiale Barcellona

I tempi cambiano

Attualmente, però, le cose sembrano essere leggermente differenti. Se guardiamo indietro soprattutto agli ultimi due anni, possiamo facilmente notare come il Barcellona abbia acquistato moltissimi giocatori provenienti da “universi” calcistici differenti: i casi più palesi sono quelli di Neymar, Suarez, Arda Turan e Rakitic, tutti calciatori di altissimo livello arrivati in blaugrana già “pronti per l’uso” e nel momento migliore della carriera. Tutti titolari, eccezion fatta per il turco ex Atletico Madrid. Potrebbe sembrare un caso, ma in effetti non lo è. Prima si parlava di come la Masia fosse diventata una fonte di guadagno per il club: ebbene, in questo momento sono le cessioni dalla cantera che rappresentano un vero e proprio business per i blaugrana. Prendiamo come esempio la scorsa stagione: il Barcellona ha venduto nella sessione estiva Montoya, Deloufeu, Xavi, Suarez (poi riacquistato quest’anno), Traorè e Pedro. Di questi 6 calciatori, 4 sono stati ceduti a titolo definitivo. Certo, tutti con storie differenti e necessità diverse. Ma è impossibile non pensare ad una vera e propria strategia in tal senso dei Campioni di Spagna.
Ad ulteriore dimostrazione di quanto detto, potremmo prendere in esame la rosa del Barcellona che nel primo anno di Guardiola allenatore mise a segno uno strepitoso Triplete. Di quella squadra, più della metà dei giocatori erano stati precedentemente “allevati” nella Masia. E la zona mediana di quest’anno sembra invece dare più di qualche indizio riguardo lo smantellamento, almeno provvisorio, di questa meravigliosa impostazione giovanile.

André Gomes, Portogallo – Euro 2016

Due indizi fanno una prova

Gli acquisti di Denis Suarez e André Gomes rappresentano due singolarità da analizzare attentamente. Quello di Suarez può essere considerato un vero e proprio errore di valutazione da parte del club: il ragazzo è effettivamente stato parte integrante del Barcellona già in passato, poiché aveva giocato per la formazione B. E’ però un prodotto di giovanili altrui, e quindi non può essere considerato un canterano blaugrana. Fino all’anno scorso il Barcellona deteneva il cartellino del giocatore, il quale però dopo svariati prestiti viene ceduto ufficialmente al Villarreal per 4 milioni di euro. Suarez però gioca una stagione strabiliante con il sottomarino giallo: 48 presenze e 5 gol, tra cui anche la rete su punizione che permise ai suoi di battere il Napoli in Europa League. In pochi avrebbero atteso una mossa del genere, dato che i ritorni di fiamma raramente hanno fatto breccia nel cuore della dirigenza blaugrana, ma la società ammette l’errore e porta finalmente Suarez in prima squadra. La mossa è furba, anche perché il Barcellona si aggiudica il calciatore grazie alla clausola di riacquisto che gli permette di prenderlo a prezzo inferiore rispetto alla cessione: lo pagherà infatti solo 3,5 milioni.
Andrè Gomes ha invece richiesto un dispendio economico più importante: proprio recentemente i blaugrana hanno reso noti i termini dell’acquisto del centrocampista. Seppur arrivato a cifre più basse di quelle pronosticate, il calciatore rappresenta un sacrificio economico di livello per rendere competitiva una zona di campo che può già contare su svariati campionissimi. Ebbene, se si fa caso alla rosa di centrocampo del Barcellona attuale, si può notare come ben 5 centrocampisti non siano stati pescati dalla Masia ma altrove. Nello specifico, parliamo di Mascherano, Rakitic, Suarez, Gomes e Turan. “Nelle grandi squadre ci sono sempre tanti grandi giocatori, ma onestamente mi sento nelle stesse condizioni di Arda, Rakitic o Busquets”, ha dichiarato ai media blaugrana Suarez: anche questo, potenzialmente, rappresenta un segno di cambiamento notevole, con un giocatore “esterno” che sa di poter fare il titolare anche in una squadra in cui hanno sempre dettato legge i meccanismi interni.
La verità, comunque, sembra ormai ben chiara: dei 25 calciatori attuali che compongono la rosa del Barcellona, addirittura 14 non provengono dalla Masia. Numeri altissimi, se paragonati a quelli di qualche stagione fa.

Conclusioni

Ovviamente fare allarmismo non è nelle nostre corde: questo improvviso “freno” della Masia non significa certo un fallimento del progetto, quanto al massimo una flessione fisiologica. Dopo molti anni, infatti, probabilmente il ricambio generazionale ha prodotto calciatori che, almeno per il momento, vengono considerati non all’altezza della prima squadra. Più che probabile, dunque, che nei prossimi mesi avremo a che fare con qualche altro talento spuntato fuori dal giardino dell’Eden delle giovanili. In questo preciso momento storico, però, il Barcellona sembra star decidendo di poter fare a meno della cantera, se non totalmente quantomeno in piccola parte. Che sia un esperimento o una scelta dettata da fattori disparati, il club sta evidentemente cercando di cambiare certe abitudini. Solo il tempo dirà se seguire la via vecchia è sempre meglio che prenderne una nuova.