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Luca Toni, Hellas Verona-Juventus - Fonte Twitter account ufficiale Hellas Verona
Luca Toni, bomber dell'Hellas Verona - Fonte Twitter account ufficiale Hellas Verona
Luca Toni, Hellas Verona-Juventus - Fonte Twitter account ufficiale Hellas Verona
Luca Toni, bomber dell’Hellas Verona – Fonte Twitter account ufficiale Hellas Verona

Dal campo alla scrivania, Luca Toni studia e lavora sodo per imparare un nuovo mestiere. Non ha un ruolo preciso ma nel frattempo ha iniziato la gavetta all’Hellas Verona, la squadra con cui ha dato l’addio al calcio l’8 maggio scorso. Intervistato da ‘Libero Quotidiano’ l’ex attaccante ha parlato della sua nuova vita, degli obiettivi personali e della sua squadra e ha detto la sua sugli affari dell’estate. “Sto studiando e lavorando sodo, per me è tutto nuovo. Devo imparare un nuovo mestiere, e nel frattempo tenermi in forma. Per ora lavoro con il presidente Setti, tra campo e scrivania, rimanendo anche a contatto anche con l’allenatore. Non ho ancora deciso il mio nuovo lavoro, sicuramente farò il corso da direttore sportivo, poi vedrò se concentrarmi sulla prima squadra o sul settore giovanile”.

La lotta per la promozione e le favorite del campionato

“Pecchia l’ho visto bene, mi piace il suo approccio. I ragazzi lavorano tanto con il pallone, forse non se lo aspettavano neanche loro, la sua idea di calcio prevede un gioco corale, arioso. La lotta per la promozione sarà insieme alle due retrocesse dalla A, Carpi e Frosinone, poi dico Cesena, che è una squadra molto competitiva. Non dimentico il Trapani che ha sfiorato la promozione e il Bari, che ha un nuovo direttore che sta facendo benissimo. Sappiamo che dovremo lottare con queste squadre, ma la B riserva sempre sorprese: è un campionato lungo e spesso ci sono delle squadre rivelazione. Al Verona manca ancora qualche giocatore, ma c’è tempo e la società sta lavorando. L’obiettivo è quello di tornare in A, ma non è scontato, la B è un campionato difficile”

L’addio al calcio

“Possiamo contare sull’entusiasmo della gente, i tifosi dell’Hellas sono fondamentali, ti spingono oltre i limiti. Nonostante la retrocessione e le difficoltà della scorsa annata sono di nuovo qui a incoraggiarci. Il mio addio a calcio è stato indimenticabile. Sono emozioni che rimangono per tutta la vita. Vedere la gente allo stadio che ti saluta in quel mondo è una cosa che riempie il cuore. Ringrazierò per sempre i tifosi del Verona, che mi hanno salutato con quell’affetto, ma anche quelli della Juve, che quel giorno si sono uniti nella festa”.

Higuain ed Icardi, modi discutibili

“Se un giocatore cambia o vuole cambiare squadra vuol dire che non sta bene. Poi ad essere determinante può essere l’ingaggio, ma soprattutto la voglia di vincere. Questo credo abbia portato Higuain al trasferimento alla Juve. Poi, non condivido alcuni modi con cui vengono fatte le richieste. Non si dovrebbe parlare di milioni e aumenti di ingaggio come se fossimo al bar, non è corretto nei confronti della gente”.

Juventus, volontà di potenza

“Sicuramente è la favorita. Ha dato un segnale forte al campionato. Non dico che l’ha ammazzato, ma ha esercitato una volontà di potenza. Si è rafforzata indebolendo le concorrenti, perché alla Roma ha tolto Pjanic e al Napoli Higuain. Non è un caso. Mentalmente ha obbligato ancora di più le altre a rincorrere, e in campo questo farà la differenza”.