Serie A: il contenitore dei sogni raccontati dalla prima giornata

Dario Marotta
20/08/2016

Serie A: il contenitore dei sogni raccontati dalla prima giornata

Fa16_FB_Ordem_Ball_SerieA

La prima giornata di Serie A continua a preservare la magia legata all’esordio, svelando attese e desideri di tifosi, calciatori e società.

Si parte

Stagioni atipiche. L’estate si ritira con un mese d’anticipo, frenata dall’intervento in gamba tesa del calcio giocato che apre di fatto l’amato autunno dei fedelissimi di Eupalla. Si riparte con la Serie A, di sabato sera, con la classifica in ordine alfabetico che dà l’Atalanta campione d’Italia. Primi indizi di un fascino innato, legato a doppio filo all’esordio, alla prima uscita stagionale, con buona pace delle amichevoli, coppa Italia compresa. Si parte alla pari, senza differenze, con un bagaglio di sogni e di ambizioni che non fa i conti con i punti, riportati a zero. Insieme, almeno idealmente, in una visione onirica che vale la pena preservare, proprio oggi, quando tutti parlano di scudetto già assegnato, di campionato già finito, almeno per quel che concerne il vertice.

I pronostici

In fondo i pronostici fanno parte del gioco, alimentano l’attesa, ma non dovrebbero creare quel clima di rassegnazione che uccide la competizione, ancor prima che questa abbia inizio. Tutti sono autorizzati a crederci, a sperare, e il recente trionfo del Leicester funge da cartina di tornasole, allontanando lo spettro delle “illusioni”, che restano tali solamente per coloro che hanno smesso di provarci. Il modello inglese, richiamato ad ogni buona occasione, andrebbe forse rivalutato in questo senso, nel solco di una follia trasformata in trionfo. In Italia esistono i presupposti per una simile impresa? Forse no, ma talvolta è opportuno chiudere gli occhi e immaginare, provare a spingersi oltre i propri limiti fisici e mentali. D’altronde il calcio rappresenta, in questo senso, una inesauribile fonte di ispirazione che deve restare tale, anche a fronte dei successi ripetuti ottenuti dalla squadra più forte del lotto, per non perdere prima ancora di cominciare.

Puntare allo scudetto

Tornano alla memoria le parole proferite qualche anno fa da Walter Zenga, quando ancora sedeva sulla panchina del Palermo. Alla vigilia del campionato, l’uomo ragno ebbe l’ardire di pronunciare la parola scudetto, parlando dell’obiettivo della sua squadra: “Sì, punto allo scudetto. Ci sono tutte le credenziali per centrare l’obiettivo più prestigioso. Io ho tanta voglia di vincere”. Finì male, con il solito esonero ma quelle frasi, volutamente strumentalizzate, raccontavano la passione e il fine ultimo dello sport e in particolare del calcio, non partecipare ma competere per vincere, anche a dispetto del potenziale tecnico e umano. Seguì l’ironia, aumentata esponenzialmente dopo l’esonero decretato da Zamparini; dal tricolore al licenziamento, con la squadra a pochi passi dalla zona retrocessione.

Una nuova Serie A

Dentro la prima giornata, si incontrano allenatori e giocatori all’esordio, finanche società nuove di trinca. Giocatori che tornano a calcare il grande palcoscenico, nuovi volti alla prima dinanzi al pubblico amico, il grande acquisto accompagnato da grandi attese, il ragazzo di belle speranze e quello rientrato dal prestito, magari tornato più forte e più pronto di prima. E’ un nuovo inizio, per tutti. Senza un copione scritto, col pensiero libero di raggiungere la vetta del campionato. Almeno una volta, per una domenica diversa dalle altre.