Lo Zar è Wallace, l’Italvolley si ferma all’argento

Lo Zar è Wallace, l’Italvolley si ferma all’argento

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Wallace implacabile nella finale per l’oro – Fonte Twitter @coninews

Finisce con un secondo posto l’Olimpiade da sogno dell’Italvolley. Zaytsev e compagni si sono dovuti arrendere al Brasile padrone di casa nella splendido cornice del Maracanazinho. Tre set a zero, nonostante tutti e tre siano stati combattuti: una punizione severa per l’Icaro guidato da Blengini. Troppo vicino al sole, alla fine le ali dell’entusiasmo dell’Italvolley si sono sciolte. A tarparle un brasiliano col numero 4, barba da Socrates e stacco imperioso. Wallace de Souza, schiacciatore e opposto verdeoro, ha bombardato dal primo all’ultimo minuto la ricezione italiana. In difficoltà Filippo Lanza, schiacciatore del Trentino Volley, non sono bastate le solite prestazioni maiuscole di Zaytsev e Juantorena ad aggiudicarsi almeno un set.

L’Italvolley del Meltin’ Pot abdica

Svanisce il sogno del primo oro nella pallavolo della storia italiana. Come nel 2008 gli azzurri abdicano in finale, arrendendosi ad un Brasile che si è dimostrato nettamente superiore. Gli azzurri sono rimasti sempre in partita, ma al momento decisivo la maggiore attitudine dei padroni di casa, sospinti dalla torcida del Maracanazinho, si è palesata in tutta la sua durezza. Prestazione totale di Ivan Zaytsev, Juantorena bene solo in attacco. Stecca il wonder boy italiano Simone Giannelli, classe 1996: troppi errori in servizio.

Stecca la moviola

In due occasioni decisione rivedibile dell’occhio di falco: il giudice di gara, nonostante il supporto televisivo, ha preso più di una decisione quantomeno dubbia. Nonostante non influisca sul risultato, con un passivo così pesante da non poter essere giustificato da un errore arbitrale. Questi episodi lasciano aperto il dibattito relativo al supporto televisivo. In molte occasioni le decisioni da prendere sono talmente al limite da sfociare nell’interpretazione personale. In tal caso non ci sono immagini che tengano – come ampiamente dimostrato dai nostri salotti calcistici in televisione, nel quale i protagonisti continuano a discutere immagini alla mano.