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Carlos Bacca
Carlos Bacca
Carlos Bacca

L’addio dietro l’angolo, il West Ham alle porte e la separazione condita da dichiarazioni al veleno. E invece riecco Bacca, l’asso nella manica di Montella

Lo sguardo corrucciato, proprio di chi vorrebbe essere altrove. Un malessere certificato dalle parole pronunciate qualche tempo fa da Carlos Bacca che lasciavano poco spazio all’immaginazione: “Sono un giocatore ambizioso e voglio giocare in Champions League, vincendola. Il Milan non è in Europa, altri club sì”. Gioco, partita, incontro e un addio da mettere solo nero su bianco. Fine della corsa, dopo appena un anno, con venti gol all’attivo e tanti rimpianti, per un campionato amarissimo, in linea con gli ultimi fallimenti rossoneri. Il grande colpo dell’ultimo mercato, l’asso strappato al Siviglia, eroe nella finale di Europa League, con la doppietta rifilata al Dnipro. Profilo alto per smentire la crisi economica e di valori, per restituire (almeno in parte) dignità tecnica al Milan. La fiducia ripagata, con una stagione ottima sul piano personale.

Un inevitabile addio 

Poco per restare amici, per continuare insieme un percorso suggerito dall’entusiasmo e frenato da risultati imbarazzanti, da ripicche ed esoneri avventati. Troppa confusione per un ragazzo abituato a lavorare in contesti diversi, laddove i progetti rispecchiano pienamente il significato di una parola tanto importante. Il caos che da anni regna sovrano a Milanello lo aveva spinto alla rottura, nonostante l’ottimo rapporto costruito con la squadra e più in generale con l’ambiente. Troppo poco per restare, con un futuro poco chiaro all’orizzonte e col timore di fallire ancora quell’aggancio all’Europa, divenuto obiettivo primario per la società meneghina. E i corteggiamenti insistenti di diversi club europei su tutti il West Ham) aprivano di fatto il corridoio dei saluti, un po’ malinconici ma quasi dovuti.

Il paradosso di cedere 20 gol

Il mercato in entrata aveva fatto il resto, con il Milan forte su Lapadula, ultimo capocannoniere del campionato cadetto, pronto a cimentarsi sul grande palcoscenico della serie A. Una corsa a tre col diavolo in prima fila, con Juventus e Napoli appena staccate. Una corsa vinta al fotofinish, un colpo da Milan 2.0, tanto interessante quanto rischioso. Arriva Lapadula e parte Bacca, la conclusione perfetta di una storia già scritta. Con Montella, allenatore “manovriero”, non c’è spazio per Bacca, attaccante poco propenso al dialogo con i compagni. La stessa considerazione attribuita a Sarri che, per il medesimo motivo, avrebbe bocciato il colombiano, indicato tra i possibili sostituti di Higuaìn. Venti gol in esubero, da piazzare altrove, con le parti evidentemente d’accordo. Un paradosso enorme per una società alle prese con problemi più seri e più importanti.

Un aeroplanino per tornare a volare

E così l’allenatore, venendo meno a convinzioni e presunti pregiudizi, ci ha lavorato giorno e notte, ha provato a scoprire un nuovo Bacca, non più isolato ma partecipe. Un progetto tecnico che in un amen ha convinto il colombiano, deciso a restare perché conquistato da Montella. Un feeling nato in ritardo, un amore sbocciato lentamente ed esploso sabato, coi tre gol rifilati al Torino che valgono il pleonastico ma incoraggiante titolo di capocannoniere. La firma sul successo, con le tre reti rifilate all’amico/nemico Mihajlovic, hanno completato una prestazione eccelsa, con Bacca partecipe, parte attiva dell’azione, sempre coinvolto nelle trame offensive studiate dall’allenatore.

Gol pesanti, parole da leader

Crescere e migliorare alla soglia dei trent’anni, una lezione per tutti, tenuta da un campione che ha ancora voglia di “scoprirsi”. Il nuovo Bacca “disegnato” Montella parla già da leader. Dopo la gara col Torino, senza troppi giri di parole, si è lanciato in dichiarazioni piuttosto nette: “Quest’anno torneremo in Europa, ne sono sicuro”. L’inizio promettente, al netto dei problemi da risolvere, garantisce una certa credibilità e restituisce un pizzico di sano ottimismo ad un ambiente da tempo depresso. La gioia di Bacca e l’abbraccio con Montella: la bella cartolina spedita da San Siro.