Le telefonate anonime di De Laurentiis: “Pronto, mi date Kane?”

Dario Marotta
25/08/2016

de laurentiis mdc

Scende in campo De Laurentiis. Quando una trattativa va per le lunghe, quando il mercato non si accende, quando la piazza reclama a gran voce il grande colpo, spunta il Presidente. Consumato uomo d’affari, con una telefonata esce dal pantano. Storie e storielle legate ai diritti d’immagine, ai contratti lunghissimi da leggere e rileggere, si frantumano di fronte alla perentorietà del produttore cinematografico che, quando vuole, sa chiudere in un attimo affari milionari. Così stamattina ha afferrato la cornetta digitando il numero di casa Tottenham: “Pronto, sono Aurelio De Laurentiis, che me lo date Kane?”. Immaginiamo la reazione dello sventurato che ha risposto al telefono. Un attimo di esitazione, giusto il tempo di appurare la veridicità della proposta e dell’offerente: “Kane? Nemmeno per duecento milioni”. Dieci secondi di gloria, in fondo l’importante è crederci.

Ma quanto ci credeva De Laurentiis?

E’ questa la domanda che spinge ad alcune riflessioni sull’ultimo mercato. Fatto di tante suggestioni troppo lontane dalla realtà. Al contrario ha regalato al Napoli prospetti interessantissimi, sicuramente adatti a quella che è la dimensione attuale. Eppure le chimere hanno fatto la loro comparsa sin da luglio. Da quando gli azzurri hanno perso il loro leader tecnico e carismatico, passato tra le fila degli acerrimi rivali. Da quel momento De Laurentiis, forse sopraffatto dagli eventi, ha provato a scalare montagne impossibile, sapendo in fondo di non poter raggiungere la vetta.

L’affare Icardi mai realmente possibile

Tre settimane perse con Icardi e Wanda Nara. Senza mai interpellare direttamente l’Inter che non si sarebbe mai liberata del suo capitano. Eppure il Presidente ha mosso mari e monti. Ha raggiunto in elicottero l’entourage del giocatore, promettendo alla compagna/agente del calciatore un ruolo nel prossimo cinepanettone. Follie e bugie spazzate via da una folata di vento. Raccontate forse per sedare gli animi, per dare appunto quella sensazione di voler riscattare con un grande colpo il tradimento del vecchio attaccante.

Nel segno della normalità

La “normalità” di Gabbiadini (al di là di ogni considerazione tecnico-tattica) non poteva bastare. E non erano sufficienti nemmeno i 30-35 milioni investiti per Milik, nell’immaginario collettivo una promessa o poco più. De Laurentiis ha scientemente giocato su queste convinzioni per “guadagnarsi” il suo alibi di ferro, oggettivamente pleonastico ma utile agli occhi dei tifosi. Da Icardi a Kane, passando per Cavani, nella fiera dell’assurdo. Il Matador guadagna dieci milioni di euro, basta questo. Inoltre è stato fischiato al suo ritorno a Napoli con la maglia del Psg e ha poi ottenuto una riabilitazione “morale” grazie ad Higuaìn. Altro giro altra corsa. Ecco le voci relative ad un possibile e clamoroso ritorno, a sei giorni dalla chiusura del mercato. Nel frattempo avanza Kalinic, nel segno di quella normalità di cui il Napoli avrebbe effettivamente bisogno.