La lezione di Zanetti al “ripetente” Icardi

Dario Marotta
25/08/2016

La lezione di Zanetti al “ripetente” Icardi

Javier Zanetti, Inter - Fonte account Twitter ufficiale Javier Zanetti
Javier Zanetti, Inter – Fonte account Twitter ufficiale Javier Zanetti

La nobile arte della diplomazia e il pugno duro. Nelle relazioni internazionali diventa fondamentale saper gestire con accortezza entrambe le posizioni, rapportarle ai soggetti cui fanno riferimento, dosarle con saggezza per non incorrere in pericolosi errori. Il calcio, nel suo piccolo, attinge a piene mani dalla “res politica” per stabilire contatti e rapporti tra i dirigenti (azienda) e calciatori (dipendenti). Un legame spesso sovvertito dal potere crescente dei “ricchi operai”, più forte dei contratti, figurarsi delle strette di mano. Scomparsi i rapporti umani, oramai poco più che formali, quasi inutili gli accordi firmati e poi strappati. Tutelati, forse troppo, con le società spesso messe all’angolo, costrette a cedere di fronte alle intemperanze dei loro professionisti.

La stoccata di Zanetti a Icardi

Talvolta, quando la misura è colma, è bene ribadire una linea di pensiero un tempo dominante, rispolverata troppo raramente. E se le parole provengono da chi possiede un’autorità tale, raccontata da un passato glorioso e da un presente da vice Presidente, allora tutto diventa più credibile e dignitoso. La stoccata di Zanetti a Icardi è un inno alla giustizia, cantato trasversalmente dagli appassionati di calcio. “Pensi a fare il capitano”. Un tuono, un razzo esplosivo perché lanciato da chi la fascia l’ha indossata per anni, con grande onore.

Il giochino con De Laurentiis

Cambiano i tempi, è vero, così come cambiano i calciatori. Ma le responsabilità verso i club e verso i tifosi dovrebbero restare le medesime, soprattutto se si accetta di indossare una fascia. Di accettare i galloni di capitano. Non è andata così. A dirlo è l’estate da gossip tessuta da Icardi e da Wanda Nara, con De Laurentiis nelle vesti dell’ignaro compratore. Ho trovato il “caciocavallo” avrà pensato l’attaccante argentino, riprendendo una celebre battuta di Totò dinanzi alla fontana di Trevi, venduta per cinquecentomila lire. L’Inter ha atteso. Ha rifiutato di prendere parte alla pantomima, conclusa con una nulla di fatto per il Napoli ma necessaria per avanzare una richiesta di rinnovo, “giustificata” dall’offerta “monstre” presentata dagli azzurri. Un giochino trito e ritrito ma stavolta (vivaddio!) è arrivata la risposta giusta. Fine della storia, almeno per ora. 1-0 Inter, gol di Zanetti.