Bundesliga 2016/17 è tutto pronto: dalla rivoluzione di Dortmund all’armata bavarese

Bundesliga 2016/17 è tutto pronto: dalla rivoluzione di Dortmund all’armata bavarese

Bayern
Bundesliga, Bayern campione 2015/16 (Foto: Facebook ufficiale FC Bayern Munchen)

L’attesa è finita: ricomincia la Bundesliga targata 2016/17. Come sempre una la squadra da battere, il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti. Curiosità intorno al nuovo BVB, mentre intrigano i progetti di Leverkusen, Schalke e Lipsia.

L’estate volge al termine, il calciomercato si appresta ad entrare nel vivo ma soprattutto si comincia già ad avvertire la prima aria di campionato. E’ proprio in questo periodo dell’anno, quando le vacanze sono ormai alla conclusione e la voglia irrefrenabile di calcio giocato è alle stelle che il calciofilo medio inizia a consumare voracemente qualsiasi tipo di match. Dalle amichevoli di lusso ai tornei estivi fino a giungere ai preliminari delle coppe europee e senza dimenticare le supercoppe dei campionati più importanti, vero e proprio primo antipasto di calcio giocato. La portata principale, quella che fa gola anche al più distaccato degli sportivi arriva con la prima giornata di campionato: la febbre sale per tutti ed è difficile contenerla. In Italia lo start ufficiale è arrivato tra sabato 20 e domenica 21 ma in Germania, patria della Bundesliga l’avvio della stagione per quest’anno si fa attendere fino al 26 agosto. Un’attesa lunga, insolita e trepidante quella che fa da preludio al primo calcio d’inizio made in Germany. La stagione per la verità ha visto già il suo primo incontro ufficiale, con la Supercoppa di Germania: di fronte come sempre le rivali storiche degli ultimi anni, Bayern Monaco e Borussia Dortmund in un antipasto per palati fini. I bavaresi di Carlo Ancelotti non hanno pietà e superano per 2-0 il BVB collezionando in un sol colpo il primo titolo e la prima prova di forza nei confronti della rivale più accreditata. La Bundesliga 2016/17 è però anche molto altro: dalla rivoluzione giallonera all’armata di Ancelotti, senza dimenticare le sorti di Gladbach, Leverkusen e Schalke, il tutto con un occhio speciale sull’avvincente lotta salvezza.

Meisterschale sull’asse Monaco-Dortmund

Oltre 600 km e più di 6 ore di viaggio separano Monaco di Baviera e Dortmund, vere e proprie capitali del calcio teutonico. Bayern Monaco e Borussia Dortmund infatti negli ultimi sette campionati hanno lasciato solamente le briciole alla concorrenza: 2 successi per i gialloneri e ben 5 per i bavaresi dei quali 4 consecutivi. Inutile dire che anche la passata stagione è finita ben presto nelle mani di Lahm e soci, vincitori senza troppe difficoltà sotto la guida sapiente di Pep Guardiola. L’anno scorso invece è stato quello del cambiamento e del rilancio per il Borussia rivoluzionato da Thomas Tuchel. Ai blocchi di partenza sembrano dunque solamente due le pretendenti serie alla vittoria finale con una prevalenza netta del team di Carlo Ancelotti che proprio questa estate ha privato i rivali del baluardo difensivo per antonomasia: Mats Hummels. Insieme all’eccellente arrivo del centrale ex Dortmund, Ancelotti potrà presto contare anche su qualità e gioventù del fenomeno Renato Sanches, senza peraltro dover pagare lo scotto di cessioni particolarmente dolorose. Addio in casa Bayern si tramuta in rinforzo dalle parti della Renania Settentrionale-Vestfalia, dove sono giunti dai rivali di sempre la solidità di Sebastian Rode e l’imprevedibilità del figliol prodigo Mario Gotze. Se in Baviera il mercato non ha sconvolto più di tanto l’organico a disposizione di Ancelotti, non si può di certo dire lo stesso per il povero Tuchel che avrà scambiato il Signal Iduna Park per un aeroporto. Salutano la combriccola giallonera i top player Mkhitaryan e Gundogan oltre al già citato Hummels e ai vari Kuba e Leitner per far spazio alla rivoluzione di Dortmund. Tuchel accoglie infatti a braccia aperte il progetto giovani della società che gli propone oltre ai già citati arrivi da Monaco anche il talento affermato di Andrè Schurrle ben accompagnato dal funambolico Ousmane Dembele e dal terzino rivelazione di Euro 2016, Raphael Guerreiro. In difesa il nuovo Hummels risponde al nome di Marc Bartra, mentre le scommesse per il futuro sono Merino e soprattutto Emre Mor che si è già fatto carico della maglia numero 9. Cambiamenti non da poco e complicati da assimilare per il Borussia che avrà il compito quantomeno di ritardare il più possibile il ventisettesimo Meisterschale del Bayern Monaco.

Una Champions per le solite note

Alle spalle dell’inossidabile duo di testa la lotta per le posizioni nobili che valgono l’Europa è serratissima. Partiamo da chi la Champions lo scorso anno l’ha raggiunta: Bayer Leverkusen e Borussia Moenchengladbach. Proprio loro hanno occupato la terza e la quarta posizione in classifica accedendo per il secondo anno di fila alla competizione più ambita. Un mix di giovani prospetti e tanta esperienza nei reparti chiave per il Bayer, mentre il Borussia si presenta ancora una volta come una meravigliosa Cenerentola costellata da talenti tutti da scoprire ed in rampa di lancio, il tutto sotto la sapiente guida del direttore d’orchestra Andrè Schubert. Proprio il tecnico tedesco rivelazione dello scorso anno potrà essere l’arma in più di un team che ha perso in particolare Granit Xhaka, sostituendolo con l’ex di turno Christoph Kramer di ritorno proprio da Leverkusen. Trattenuti i giovani di maggior talento come Hazard, Dahoud e Christensen, la difesa è stata puntellata con il mai troppo continuo Vestergaard, mentre in lista di sbarco ci è finito anche un buon comprimario come Nordtveit andato al West Ham a parametro zero. In attesa del pieno recupero dell’ex prodigio Herrmann, sarà come sempre il brasiliano Raffael l’uomo chiave del gioco dei Fohlen. Nel complesso forse qualitativamente superiore e più completa è la rosa dei rossoneri di Schmidt che dopo aver bocciato Kramer sono corsi ai ripari con l’esperto Baumgartlinger e soprattutto con Kevin Volland in avanti dove il bomber principe sarà ancora il Chicharito Hernandez. L’incognita principale per le due compagini sarà ancora una volta la tenuta alla lunga sul doppio impegno Champions-Bundesliga.

Schalke 04
Schalke 04 2015/16 (Foto: Facebook ufficiale FC Schalke 04)

Chi ha chiuso deludendo e non poco alle spalle di Bayer e Gladbach è stato certamente lo Schalke 04. Il team di Gelsenkirchen ha infatti da riscattare una stagione buona ma non eccezionale, magari centrando una qualificazione Champions per molti fin troppo scontata. L’acquisto più importante arriva probabilmente in panchina dove la guida tecnica è stata affidata al promettentissimo Markus Weinzierl, principale artefice del miracolo Augsburg. Sotto la guida del tecnico tedesco non ci sarà più il fenomenale Sanè, volato a Manchester, così come Hojbjerg e i più esperti Matip e Neustädter emigrati verso nuovi lidi. A fare da contraltare alle cessioni di lusso ecco gli arrivi dei volponi Naldo e Coke per la difesa accompagnati dai giovani di talento Abdul Baba e soprattutto Breel Embolo, classe 1997 svizzero ex Basilea. Tanta carne al fuoco per mister Weinzierl che non può proprio fallire. Tralasciando per un attimo Mainz ed Hertha Berlino che hanno chiuso in sesta e settima posizione, arriviamo a parlare del Wolfsburg di Dieter Hecking, potenzialmente da prime quattro posizioni ma reduce da un’annata decisamente negativa e condizionata forse anche dalle troppe aspettative e da un doppio impegno piuttosto complicato da onorare. I ‘Lupi’ in maglia verde possono contare su un organico ampiamente rodato e di buona esperienza che deve però rinunciare al costoso flop Andrè Schurrle oltre all’esperto Naldo finito a rinforzare una diretta concorrente e all’ex Gladbach Max Kruse. La banda Hecking non rimane però di certo con le mani in mano e puntella l’organico quasi in ogni reparto con una spesa complessiva non eccessiva. Il rilancio del Wolfsburg passerà quindi dai piedi dei vari Gerhardt, Bruma e Mario Gomez, che a conti fatti risultano gli acquisti più onerosi, senza dimenticare il giovane Brekalo dalla Dinamo Zagabria, l’esperto ex BVB Kuba Blaszczykowski e l’affare Didavi giunto a parametro zero. Importante il riscatto del francese Guilavogui mentre le scommesse rispondono ai nomi di Borja Mayoral, diciannovenne in prestito dal Real Madrid e Victor Osimhen appena maggiorenne costato circa 3,5 milioni. Nella mini rivoluzione targata Wolf l’asso rimane soltanto uno: Julian Draxler, faro offensivo della squadra e talento numero uno a disposizione di Hecking.

Max Kruse nuovo acquisto del Werder (Foto: Facebook ufficiale SV Werder Bremen)
Max Kruse nuovo acquisto del Werder (Foto: Facebook ufficiale SV Werder Bremen)

Tra sorprese e ritorni: l’obiettivo Europa League

Dalla Champions all’Europa League il passo è breve, la classifica di Bundes è corta e sono diverse le squadre candidate ad inserirsi nella corsa europea. Oltre alle compagini già citate nella bagarre Champions, la classifica dello scorso campionato pone sotto la lente di ingrandimento anche Mainz ed Hertha Berlino. La squadra di Martin Schmidt è stata tra le principali rivelazioni dell’ultima Bundes e punta a dare continuità al lavoro iniziato nei mesi scorsi. Per farlo il team di Magonza riparte dal talentuoso attaccante Jhon Cordoba riscattato prontamente dal Granada al quale si uniscono gli arrivi dei giovani Gbaminn, Holtmann e Josè Rodriguez. Dallo Schalke ecco invece Clemens mentre per rimpiazzare il partente Loris Karius arriva Jonas Lossl. Il Mainz riparte da una base piuttosto solida che fa affidamento sul terzino italiano Giulio Donati in difesa e sui vari Cordoba e Samperio nella zona offensiva. Discorso differente per un Hertha Berlino già fuori dall’Europa League e poco mobile sul mercato. La compagine capitolina dopo una prima metà di stagione da favola è calata a picco nel finale di torneo e non appare al momento prontissima per ripetere il settimo posto dello scorso anno, complice anche un mercato quasi immobile che ha portato a mister Dardai il solo Duda come nome di rilievo. Chi invece ha tutte le intenzioni di tornare a bazzicare la metà più importante della classifica è l’Amburgo che dopo qualche anno di stenti potrebbe essere pronto ad una salvezza tranquilla con una finestra su un sogno europeo. Difficile dirlo ad oggi ma un mercato che non ha visto cessioni particolari e che al contrario ha fatto registrare ingressi anche onerosi e di prospettiva del calibro di Filip Kostic ed Alen Halilovic non è di certo da sottovalutare. Complicato comunque rientrare tra le prime sei dove i giochi sembrano più o meno già fatti, ma non è da escludere l’HSV dalla lotta quantomeno per la settima piazza che varrebbe il preliminare di Europa League.

Una salvezza per molte

Archiviata senza troppi patemi l’ottima cessione di Yannick Gerhardt, il Colonia si è rinforzato con giudizio non stravolgendo il solito assetto ed inserendo giocatori funzionali e poco costosi come Guirassy, Hoger e Rausch. Difficilmente avrà ambizioni europee mentre è facilmente pronosticabile una permenenza più o meno tranquilla. Un’altra squadra che punta decisamente ad una salvezza ben più soft dello scorso anno è il Werder Brema. Altra nobile decaduta del calcio tedesco, il club allenato da Skripnik si è mosso in modo tempestivo ed oculato sia in entrata che in uscita: ottime le cessioni di Vestergaard e Ujah che hanno portato nelle casse oltre 20 milioni. Bene anche la campagna rafforzamento con il rientro in difesa di Luca Caldirola dopo una buona stagione al Darmstadt ben accompagnato dagli arrivi di Delaney, Moisander, Kainz ma soprattutto Max Kruse, un vero e proprio lusso per chi naviga nella metà di destra della classifica. Esperienza e qualità dunque per un Werder Brema che pian piano tenterà di uscire dalle pericolose sabbie mobili nelle quali ha viaggiato anche l’anno scorso. In crescita costante c’è anche l’Hoffenheim che sotto la guida del giovanissimo Nagelsmann ha subito una metamorfosi da favola: salvezza ottenuta dopo un inizio da film horror. Al netto della cessione pesante di Volland, i biancoblu hanno mantenuto in rosa l’ottimo centrale Sule rinforzando l’attacco con Kramaric e Sandro Wagner che potrebbero rivelarsi utilissimi sotto i dettami di Nagelsmann, vero top player di un club che non dovrebbe avere particolari intoppi sulla strada verso la salvezza. Sono ben altre le squadre che dovranno impegnarsi e non poco per mantenere la categoria. Tra queste le neopromosse dello scorso anno, chiamate a ripetere l’ottima Bundesliga 2015/16: Ingolstadt e Darmstadt. Il discorso per le squadre allenate da Kauczinski e Meier è più o meno simile: pochi rinforzi di rilievo, tanti prestiti e diverse occasioni a prezzo di saldo. Meglio l’Ingolstadt che ha quantomeno mantenuto l’ossatura dello scorso anno, a differenza dei Lilien che hanno perso in un sol colpo e senza particolari introiti Sandro Wagner, Rausch e Caldirola. Tanti parametri zeri, tra i quali spicca l’ex interista Obinna e qualche prestito potrebbero non bastare per evitare la Zweite. Salvatosi per il rotto della cuffia, l’Eintracht Francoforte proverà ad evitare il flop dello scorso campionato, quando solamente lo spareggio salvezza con la terza di 2. Bundesliga ha evitato la retrocessione. Il faro principale sarà ancora una volta l’esperto Alex Meier al quale si aggiungono l’ex viola Ante Rebic e lo svedese Hrgota oltre agli arrivi da Manchester e Madrid di Varela e Mascarell. Non sarà comunque un’impresa scontata per Niko Kovac che dovrà sopperire anche alle partenze di Zambrano, Aigner e Waldschmidt. L’Augsburg è infine un enorme punto interrogativo. La piccola compagine bavarese negli ultimi anni ha stupito tutti, comportandosi in modo egregio nelle ultime due stagioni in Bundes. Ottimo il riscatto di Finnbogason che si candida a uomo simbolo dell’offensiva dell’Augsburg, mentre l’incognita più grande arriva direttamente dalla panchina, lì dove non c’è più Weinzierl. Il tecnico, ora allo Schalke, è stato tra i principali artifici del miracolo di Augusta e toccherà ora a Dirk Schuster far dimenticare l’allenatore tedesco.

Le neopromosse

Chiudiamo il nostro speciale con le due neopromosse intorno al quale c’è forse più curiosità del solito. Partiamo dal Friburgo che non ha fatto attendere più di tanto i propri supporters. Ritorno immediato in Bundesliga con calciatori come Petersen e Grifo in grande spolvero. I bianconeri di Streich si ripresentano al grande appuntamento con gli eroi della promozione confermatissimi ai quali vanno aggiunti i turchi Soyuncu e Bulut oltre ai vari Haberer, Gulde, Meffert e Ignjovski. Nessun nome altisonante ma tanta voglia di rimanere aggrappati alla Bundes appena riconquistata.

Lipsia
RB Lipsia (Foto: Facebook – RB Leipzig)

Discorso differente per il RB Lipsia dal quale al contrario ci si aspettano grandi cose. Nata nel 2009 la società sponsorizzata dalla Red Bull ha in breve tempo compiuto una scalata da favola e sin dall’atto di fondazione aveva messo in preventivo di spendere fior fior di milioni per far grande una squadra che col tempo ha come chiaro obiettivo quello di arrivare ai vertici del calcio tedesco. Obiettivi a dir poco ambiziosi per una realtà ancora in rampa di lancio che però si è mossa alla stregua di un top club di Bundes. Ben 15 i milioni sborsati per portare a Lipsia Naby Keita ai quali vanno aggiunti anche i 10 girati allo Stoccarda per ottenere le prestazioni dei Timo Werner. Per il resto operazioni di secondo piano, ma con ancora una manciata giorni di calciomercato a disposizione il Lipsia può tranquillamente stupire. Una squadra dunque quella allenata da Ralph Hasenhüttl che punta prima di tutto alla salvezza per poi concentrarsi in futuro su obiettivi di ben altro calibro.

Bundesliga, la prima giornata

Bayern Monaco-Werder Brema

Borussia Dortmund-Mainz

Borussia Monchengladbach-Bayer Leverkusen

Hertha Berlino-Friburgo

Colonia-Darmstadt

Amburgo-Ingolstadt

Augsburg-Wolfsburg

Hoffenheim-Lipsia