Champions League – Juventus, alla scoperta del gruppo H: ecco Siviglia, Lione e Dinamo Zagabria

Champions League – Juventus, alla scoperta del gruppo H: ecco Siviglia, Lione e Dinamo Zagabria

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La Juventus ha trovato Siviglia, Lione e Dinamo Zagabria dall’urna di Montecarlo che ha designato gli otto gironi della prima fase di Champions League.

Il raggruppamento dei bianconeri è quello H, ecco più da vicino le rivali della compagine allenata da Massimiliano Allegri, che punta apertamente a raggiungere almeno le semifinali della competizione.

SIVIGLIA, CHE CREDENZIALI

La principale contendente della Juve per il primo posto e per la qualificazione in generale è il Siviglia di Jorge Sampaoli. L’argentino ha stravolto la filosofia di gioco del club andaluso impressa da Unay Emery, con il quale si è chiuso il ciclo vincente che ha portato nella bacheca biancorossa tre Europa League consecutive dal 2013 al 2016. L’ex ct del Cile propone un modulo offensivo che vede la partecipazione attiva di numerosi centrocampisti alla fase d’attacco, come attesta il 6-4 con cui i ‘Palanganas’ hanno steso l’Espanyol nella prima giornata di campionato. Oltre ai due attaccanti molto mobili e precisi, Ben Yedder e Luciano Vietto, giunti entrambi nella corrente sessione di calciomercato, bisogna fare attenzione agli esterni Sarabia e Vitolo, che con i nuovi schemi hanno adesso maggiori possibilità di proiettarsi in zona gol. Ha destato una buona intenzione anche la mezzala giapponese Kyotake, giunta dall’Hannover, oltre all’ex Palermo Franco Vazquez, in gol all’esordio col Siviglia. In difesa agiscono i tre: Pareja, Mariano e Mercado, davanti al portiere che sarà Salvatore Sirigu, acquisto dell’ultima ora, con Rico come vice. Altri valori aggiunti sono l’ex milanista Rami, il polacco Kolodziejczak, il francese Tremoulinas ed il mediano N’Zonzi, in attesa di vedere se Kranevitter riuscirà a non far rimpiangere il neointerista Banega. Destano curiosità anche i vari Ganso, Konoplyanka e Joaquin Correa (ex Sampdoria), a testimonianza che il potenziale d’attacco di Sampaoli è all’altezza della Champions League. La rivoluzione e la partenza di un nuovo progetto sono state attuate non solo col cambio di allenatore ma anche con le cessioni di diversi giocatori come Krychowiak, Gameiro, Llorente, Coke, Banega, Reyes e Fazio, oltre agli addii degli italiani Immobile ed Andreolli. Sampaoli, alla sua prima esperienza su una panchina europea, già con il Cile aveva dimostrato di saper lavorare con elementi giovani mostrando un calcio frizzante e fatto di giocate veloci palla a terra, condotte da elementi tecnicamente dotati (Alexis Sanchez, Valdivia, Edu Vargas…) e ha tutto per ripetere un’impresa simile a quella che lo ha portato a vincere la Coppa America con la Nazionale andina nel 2015. Il Siviglia gioca allo stadio ‘Ramón Sánchez-Pizjuán’, impianto che ha ospitato la finale di Coppa dei Campioni 1985/86.

LIONE, GIOVANE E RAMPANTE

L’OL è reduce da una partecipazione alla Champions League a dir poco disastrosa, che l’anno scorso lo ha visto uscire con soli 4 punti in un girone alla sua portata composto da Zenit San Pietroburgo, Valencia e Gent sotto la guida tecnica di Hubert Fournier. L’arrivo in panchina di Bruno Genesio a Natale ha cambiato le cose, rilanciando il Lione in campionato fino al secondo posto finale dietro all’imbattibile Paris Saint-Germain. Il modulo dei Gones è un 4-3-3 puro che poggia principalmente sui velocissimi ed estrosi esterni d’attacco Fekir e Cornet in appoggio al bomber Lacazette (5 gol nelle prime due partite di campionato per lui con tanto di convocazione in Nazionale per gli impegni della Francia a settembre). Altrettanto importante è il centrocampo, dove ancora una volta il faro è Gonalons, giovane ma non più giovanissimo. Ai suoi lati agiscono gli incursori Tolisso e Darder con l’altrettanto efficace Ferri in alternativa, mentre in difesa si innalza l’età media con Rafael (26), Yanga-Mbiwa (27), N’Koulou (27) ed il polacco Rybus (27), acquistato dal Terek Grozny questa estate. In porta c’è da tempo invece il 25enne Anthony Lopes. La vera forza del Lione è quella di integrare i giovanissimi sfornati nel proprio settore giovanile con la prima squadra, in modo tale da farne dei titolari inamovibili entro pochissimo tempo. E’ proprio quanto successo negli ultimi anni, ben diversi dall’epopea dei primi anni 2000 targata Juninho Pernambucano, Malouda, Gouvou ecc…Lacazette, Fekir, Tolisso e anche Ghezzal, Fofana, Grenier e, in maniera diversa, Cornet, sono diventati degli elementi molto quotati sul mercato e rappresentano una garanzia sul piano tecnico. Il calciomercato ha portato a Lione elementi di prospettiva come il centrale argentino Mammana, l’usato sicuro N’Koulou svicolatosi dal Marsiglia, e lo stesso Rybus. Il resto lo hanno fatto le “promozioni” in prima squadra dei vari Romain Del Castillo, Gaetan Perrin, Martins Pereira e Maxime D’Arpino, tutta gente della quale sentiremo presto parlare. Lo stadio del club è il ‘Parc OL’, o anche ‘Stade des Lumières’, che ha ospitato anche alcuni incontri di Euro 2016 come il match Belgio-Italia.

DINAMO ZAGABRIA, PRONTI A STUPIRE

Dalla quarta fascia ecco la Dinamo Zagabria di Zlatko Kranjcar, padre dell’ex centrocampista della Croazia, Niko. Compagine ordinata e che offre un calcio organizzato, quella in blu è una formazione che integra giovani di belle speranze e veterani dotati di buona esperienza internazionale. Il 4-2-3-1 usuale di Kranjcar poggia sulla fantasia di Marko Rog, anche se il 22enne centrocampista offensivo sembra in procinto di passare al Napoli nelle prossime ore. La squadra ha perso nelle scorse settimane anche Marko Pjaca, finito proprio alla Juventus e considerato il vero fenomeno del calcio croato. Adesso come esterni agiscono il cileno Junior Fernandes e l’algerino El Arbi Soudani, due giocatori vicini ai trenta che però suppliscono a qualche limite fisico con una buona tecnica di base, in grado di farne dei validi assistman e non solo, visto che nell’ultimo turno di campionato sono andati entrambi in gol. Il terminale offensivo della Dinamo è il 22enne cileno Angelo Henriquez, arrivato un anno fa dal Manchester United e che ha trovato un ambiente ottimo per crescere. Altri punti forti dell’undici titolare sono rappresentati dal capitano Domagoj Antolic e dal brasiliano Jonas, giunto due mesi fa dal Flamengo. Ai due è affidata la mediana a protezione della difesa, dove spicca il 19enne centrale Benkovic. Ed in porta c’è l’esperto Eduardo, protagonista di una non felice avventura al Genoa in passato ma che nei balcani ha ritrovato una certa continuità. Tra le riserve ma con buone ambizioni di diventare titolari figurano poi il difensore nazionale croato Gordon Schildenfeld, la stellina Ante Coric, trequartista, la punta centrale Armin Hodzic e l’altro centrale Marko Leskovic, 25 anni. Il club gioca allo stadio ‘Maksimir’, che è anche l’impianto usato dalla Croazia nei suoi incontri ufficiali interni.