Sassuolo, che Berardi! La rivincita dell’ex bamboccione

Sassuolo, che Berardi! La rivincita dell’ex bamboccione

domenico berardi gol sassuolo
L’esultanza di Berardi dopo il gol segnato alla Stella Rossa nella gara d’andata. – Fonte: Twitter @europaleague

Alla spasmodica ricerca di un capro espiatorio che identifichi perfettamente lo stato (malandato) del calcio italiano, lo stesso in cui da tempo non nascono più i campioni di una volta, quello tutto social e poco altro, caduto in una crisi di valori tecnici e umani senza precedenti, qualcuno credeva di aver individuato il nuovo bamboccione da crocifiggere e esporre alla gogna mediatica al minimo errore. Sono bastate tuttavia poche settimane a Domenico Berardi per mettere a tacere le tante, troppe, dicerie sul suo conto, tornare decisivo in campo, imboccare finalmente la strada giusta verso la maturità e scrollarsi di dosso la fastidiosa etichetta di nuovo talento incompiuto del calcio di casa nostra. Vedere per credere, in un inizio di stagione strabiliante per continuità sotto porta e nelle prestazioni che tanto piacciono al suo mentore Eusebio Di Francesco, il tecnico che l’ha lanciato giovanissimo, accettando di scendere a compromessi con un carattere particolare, figlio delle controversie legate al modo con cui un ragazzo ancora acerbo si rapporta al mondo dei grandi.

Nuovo Balotelli

6 gol e un assist in cinque presenze ufficiali, bastano e avanzano per convincere chiunque, anche gli eternamente scettici sulle capacità del classe ’94 di limare gli aspetti più oscuri della sua personalità e restare in partita per tutti i 90’. Talento precoce e cristallino, 39 reti in serie A a soli ventidue anni, Berardi in questi anni ha diviso le opinioni di stampa e tifosi, a causa di quella pericolosa tendenza ai cartellini (48 gialli, 6 rossi) evidenziata proprio quando sembrava pronto a voltare pagina. Recidivo, al pari di De Rossi, spesso decisivo, poco incisivo come nell’ultima stagione (7 gol e 6 assist, la peggiore della sua breve carriera), eppure considerato tra i migliori prospetti del campionato italiano. La Juventus era pronta a portarlo a Torino, lui ha preferito restare ancora un altro anno a Sassuolo, nella società che ha avuto il merito di scovarlo, coccolarlo, difenderlo e riconfermarlo, seguendo il solco tracciato di un progetto tecnico da manuale, sopravvissuto all’atavica tendenza ai clamorosi ribaltoni. Sfrontato, timido, introverso, per molti pericolosamente simile a Mario Balotelli, e non soltanto in quanto a potenzialità enormi ancora inespresse, sembra aver avuto più fortuna di colui che avrebbe dovuto rappresentare il presente e il futuro della nostra Nazionale. “Stasera avrei voluto gestirlo di più ma questo è il Berardi che voglio, non ha mai smesso di far male agli avversari” – ha detto il tecnico neroverde dopo l’ennesima grande prova del suo attaccante – segno tangibile di un’intesa ritrovata che promette scintille, ribaltando prima del previsto le gerarchie che il neo ct Giampiero Ventura sembrava avere in mente in vista del suo esordio sulla panchina azzurra del prossimo 1 settembre a Bari nell’amichevole con la Francia.

“Non penso ai soldi, penso a divertirmi con i miei amici e con la mia ragazza. Spesso mi guardo allo specchio e dico che sto vivendo un sogno”

Uno su mille ce la fa

Occorrerà rassegnarsi dunque, e trovare un nuovo bersaglio da puntare e demolire a colpi di titoli e voci destabilizzanti, capaci di creare quel clamore mediatico già fatale in passato a tanti illustri talenti in rampa di lancio. La corazza di Berardi si chiama Sassuolo, magicamente ancora ai margini del calcio italiano, nonostante i costanti progressi fatti registrare negli ultimi anni fino alla storica qualificazione in Europa League ottenuta ieri sera sul campo della Stella Rossa. Il difficile viene adesso e i detrattori sono sempre dietro l’angolo, pronti a scommettere sull’ennesimo scivolone del giocatore che per qualcuno resta ancora un semplice bamboccione, ritenuto sopra la media soltanto grazie alla pochezza tecnica che caratterizza il nostro movimento. Cosa è lecito attendersi da Berardi dopo questo inizio scoppiettante? Per avere una risposta, aspettative a parte, basterebbero gli occhi sognanti dei tanti appassionati di calcio vogliosi di esaltarsi nuovamente davanti alle giocate di un potenziale fuoriclasse, gli stessi che quasi per un meccanismo di difesa, continuano a non esaltarsi più di tanto (a parole) ma sperano di non dover ricredersi un’altra volta, riponendo i sogni di gloria. Tuttavia l’impressione è che stavolta non sia solo fumo negli occhi, ma oltre la nebbia, possa prefigurarsi una piacevole conferma.