Inter, la UEFA spegne il sorriso: Europa League “vietata” per i nuovi acquisti

Inter, la UEFA spegne il sorriso: Europa League “vietata” per i nuovi acquisti

Javier Zanetti e Erik Thohir con al centro il Chairman di Suning Holdings Group Zhang Jindong Fonte - Account Facebook F.C. Internazionale Milano
Javier Zanetti e Erik Thohir con al centro il Chairman di Suning Holdings Group Zhang Jindong Fonte – Account Facebook F.C. Internazionale Milano

La scure del fair play finanziario della UEFA rischia di rendere “part time” i recenti colpi di mercato dell’Inter.

Gli arrivi a Milano di Gabigol e Joao Mario hanno riacceso gli entusiasmi in casa Inter. Ma alla Pinetina ci pensa la UEFA a togliere nuovamente il sorriso all’ambiente nerazzurro. Le normative rigide del fair play finanziario impongono una parità come requisito minimo tra acquisti e cessioni in sede di campagna acquisti. Con gli innesti di Candreva e degli stessi Joao Mario e Gabigol (quest’ultimo per gennaio) ecco che l’Inter è in difetto. Già ieri si vociferava della possibilità di non inserire l’ex ala della Lazio nella lista da presentare per l’Europa League, e tale sorte toccherebbe proprio il portoghese ed il giovane attaccante brasiliano fresco campione olimpico con il Brasile. Per salvare “Candreva” invece il sacrificato dovrebbe essere quasi sicuramente Kondogbia.

NORME DURE

Le regole dell’UEFA sono severe. L’Inter ha già avuto delle problematiche in passate in materia di salvaguardia dei bilanci. Riscontri negativi dai governanti del pallone europeo per le quali Erick Thohir ha dovuto metterci più di una pezza. Adesso ad ogni acquisto deve corrispondere una cessione di pari valore. Meglio ancora se superiore. Per i prestiti che prevedono l’obbligo di riscatto si ragiona come se fossero acquisti a titolo definitivo in entrata e corrispondenti al solo ricavato della cessione a titolo provvisorio in uscita.

SUL GROPPONE

Per l’Inter bisogna tenere in conto l’Europa League 2014/2015. Della lista di allora non ci sono più i vari Guarin, Hernanes, Kovacic, Kuzmanovic, Obi, Juan Jesus e Dodò (1 prestito) per entrate complessive pari di 60 milioni, più altre 30 legate alle cessioni di giovani calciatori formati in casa come Bonazzoli (venduto a suo tempo alla Sampdoria). Ne risulta che l’Inter può spendere massimo 90 milioni di euro in sede di campagna acquisti, compresi però quelli acquistati anche nel 2015/2016. Questo taglia le gambe alla società nerazzurra e lo farà in effetti con alcuni giocatori che per forza di cose non verranno inseriti nella lista UEFA. Difatti questi 90 milioni sono già stati spesi assieme ad altri soldi in aggiunta.

SOLUZIONE A MALINCUORE

Si parla infatti anche degli acquisti del 2015/2016. Quindi di Kongdogbia, Jovetic, Perisic, Murillo, Miranda, Brozovic, Eder e Felipe Melo, tutti comprati l’anno scorso. A questi bisogna aggiungere i recenti innesti di Ansaldi, Candreva, Joao Mario e Gabigol per una spesa totale di 215 milioni di euro. Al netto di quanto guadagnato dalle cessioni, fa risultare un passivo mostruoso in bilancio di -125 mln. L’Inter può risolvere questo problema di bilancio attraverso due strade. Cedere giocatori acquistati negli ultimi due anni o accettare il compromesso di tenerli fuori per le competizioni internazionali.