Nazionale, il dopo Buffon si chiama Donnarumma: ecco l’erede designato

Nazionale, il dopo Buffon si chiama Donnarumma: ecco l’erede designato

Gianluigi Donnarumma, Milan Serie A

Arrivata la convocazione in Nazionale per Gianluigi Donnarumma, erede designato dell’eterno Buffon.

Voci e spifferi quanto mai verosimili che raccontano di un passaggio di consegne per certi versi epocale tra i pali della porta della Nazionale italiana di Giampiero Ventura, prossimo esordiente sulla panchina più scomoda e invidiata del paese il prossimo 1 settembre nell’amichevole di Bari con la Francia. Tra le poche certezze del calcio italiano degli ultimi vent’anni, Gianluigi Buffon rappresenta certamente quella su cui poter ancora contare sulla strada del successo. Simbolo inarrivabile dell’intero movimento, esempio di classe e personalità capace di attraversare indenne almeno tre generazioni, restando sempre sulla cresta dell’onda.

Il futuro

Un mostro di bravura che ha finito per fagocitare qualsiasi giovane collega possedesse le stimmate del successore in grado di raccoglierne degnamente la pesante eredità. A conti fatti, da quel 19 novembre 1995, Buffon c’è sempre stato e, dietro di lui, abbiamo visto avvicendarsi una lunga lista di aspiranti sostituti, ridotti irrimediabilmente a semplici figuranti, la cui unica sfortuna era quella di essere nati durante l’era di uno tra i più longevi portieri italiani. La convocazione in Nazionale maggiore di Gianluigi Donnarumma segna un avvenimento storico. Non soltanto per la giovanissima età dell’estremo difensore del Milan, ma soprattutto perché l’eterno campione di Carrara, appare ormai pronto ad accompagnare a piccoli passi il giocatore che lui stesso ha indicato come suo possibile erede, accettando per la prima volta di porre un limite alla provvidenza e al suo fisico, fissando il Mondiale 2018 come termine ultimo di una carriera irripetibile.

Per me è stato importante vedere Buffon. Lui che ha esordito a 17 anni. Io che da piccolo l’ho sempre seguito e ammirato. Un grande esempio cui ispirarsi”, Gianluigi Donnarruma

Da Fiorillo a Donnarumma

Come per ogni fuoriclasse che si rispetti, anche Buffon, rivelatosi al mondo per qualità tecniche fuori dalla norma, carisma da vendere e personalità da veterano, ha suo malgrado creato dietro di sé un vuoto di potere che nessuno è mai riuscito a riempire, nonostante l’affacciarsi di alcuni giovani di grande prospettiva. Da Fiorillo, il primo a essere indicato da gran parte degli addetti ai lavori come il nuovo Buffon, a Perin, passando per la coppia Bardi-Leali fino ad arrivare a Scuffet, Meret e appunto Donnarumma.
Pazienza, questa sconosciuta. In Italia si sa, non c’è spazio per crescere e migliorare: alla prima incertezza sei fuori.

Il dopo Buffon

Mai in discussione, neppure nei momenti bui, contrassegnati dai continui guai fisici alla schiena. Il trentottenne portiere bianconero ha potuto proseguire nel coltivare la sua mitologica figura, stagliatasi indelebilmente nella mente degli appassionati di tutto il mondo. “Buffon è eterno, finchè dura”, un motto destinato ad esaurirsi entro il prossimo biennio, proprio quello in cui Donnarumma dovrà riuscire a cogliere tutto il meglio del repertorio del suo illustre compagno.

Donnarumma può fare una carriera straordinaria. Deve pensare a crescere con la calma necessaria per non farsi mettere pressione tra i grandi. Ha debuttato un anno più giovane di me. I segnali convergono tutti nella stessa direzione. A questo punto starà a lui, potrà fare una carriera straordinaria. Deve cercare di maturare il più velocemente possibile. Deve capire quali sono le cose giuste e quali le cose sbagliate di questo ambiente”, Gianluigi Buffon

L'abbraccio tra Buffon e Donnarumma al termine di Juventus-Milan dello scorso campionato. Fonte - it.eurosport.com
L’abbraccio tra Buffon e Donnarumma al termine di Juventus-Milan dello scorso campionato. Fonte – it.eurosport.com

Erede designato

Scritta la storia, a Donnarumma , il più giovane convocato in Nazionale negli ultimi 105 anni (battendo il precedente record di Rodolfo Gavinelli datato 9 aprile 1911), toccherà proteggersi come in una delle sue proverbiali uscite alte. Tra franchi tiratori e commissari tecnici improvvisati. I giudizi affrettati si sprecheranno così come i paragoni con il più grande portiere di sempre. L’impressione, però, è che stavolta l’investitura sia tutt’altro che blanda coinvolgendo tutte le varie componenti del calcio italiano. Non resta dunque che attendere il momento del passaggio di consegne ufficiale. Con la speranza di ripetere un’esperienza straordinaria che non precluda la crescita e maturazione di altri futuri protagonisti.